mercoledì, ottobre 24

I primi 70 giorni del Governo Conte, ‘premier’ vero Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 44

0

«Sottovoce, con molti sorrisi e il ciuffo sempre ordinato Conte sta facendo davvero il premier, anche se molti ancora non se ne sono accorti» conclude Stefano Feltri (non parente) il suo resoconto dell’inusuale incontro con la stampa del Presidente del Consiglio, non casualmente fissato subito dopo la sospensione agostana dei lavori di Camera e Senato. Ed è questa la condivisibile sintesi che possiamo formulare al volgere dei primi 70 giorni del Governo del Professor Giuseppe Conte (a giovedì 9 agosto 2018).

I primi cento giorni’ è appuntamento classico di bilancio in politica. Siamo a un mese esatto da questo traguardo intermedio, non solo simbolico. Si può e forse si deve iniziare dunque ad impostare un primo bilancio, appunto, dell’operato dell’autoqualificatosi ‘Governo del cambiamento’. Il Giuramento del Governo Conte nelle mani del Capo dello Stato è avvenuto venerdì 1° giugno 2018, ed è quindi la data della sua effettiva nascita. L‘avvio nella pienezza dei poteri è stato con il voto delle due Camere: martedì 5 Senato, mercoledì 6 Camera dei Deputati. Poco più di due mesi non è tanto, però Winston Churchill che qualcosa ne capiva ed era alla guida del Governo di un Paese mica da poco, in un periodo mica da poco, sosteneva fondatamente che in politica già una settimana è un periodo lunghissimo. Per un Governo, figuriamoci. Di un Esecutivo c’è da esaminare e giudicare sia ‘il tempo breve’ che il ‘pensare (e l’operare) lungo’. E dunque cominciamo ad attrezzarci in questa direzione, a giudicare sui fatti il Premier pugliese, il primo dopo Aldo Moro anche lui Professore universitario per vocazione. Conte sta lasciando la sua non irrilevante impronta, opposta alle controfattuali analisi di qualche ‘sutor ultra crepidam’. Il peso del procedere del Capo del Governo sta ancora nelle parole di Feltri (sempre Stefano, per quanto pure Vittorio…) che individua come anche i suoi difensivi «Vedremo» e «Stiamo approfondendo», peraltro in qualche caso doverosi, siano marginali rispetto al fatto che «il messaggio di fondo è netto: nessuna violazione drastica degli impegni di bilancio».

Insomma, il ‘Grande artefice’ di questo Governo, l’uomo del Colle che a suo tempo ha detto «», verifica intanto anche come la politica internazionale effettiva, non quella declamatoria di qualche estemporanea uscita leghista, sia saldamente nelle mani della ‘triade’ guidata da Conte con il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e quello dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. E che Conte è sempre meno il ‘Conte dimezzato’ che si poteva temere parafrasando il ‘Visconte’ calviniano, ma gestisce dalla postazione di Palazzo Chigi la propria reale e crescente leadership. I ‘Primi cento giorni’ effettivi saranno l’8 settembre. Data che in Italia sta a significare «Tutti a casa» e in ranghi scomposti, ma non sembra proprio questo il caso, anzi.

Intanto sullo sfondo, ma neanche troppo, sta la ‘Questione Rai’. Probabile a settembre la rinuncia del Presidente designato, e sfiduciato, Marcello Foa. Che pur conducendo i lavori del Consiglio di Amministrazione in qualità di Consigliere anziano, chiarisce che una soluzione va trovata in tempi brevi, e con ogni probabilità prescindendo da lui. Matteo Salvini sta lavorando al ‘Piano B’, ma forse ancora una volta toccherà al nostrano inaffondabile ‘comeback boy’ e quello cui davvero guardare con attenzione è il ‘Piano di B.’.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’