sabato, Ottobre 23

I politici, il cancro e la soglia della decenza field_506ffbaa4a8d4

0

Forse Maurizio Crozza ha chiuso qualche giorno fa con l’ultima puntata del suo ‘Crozza nel Paese delle Meraviglie’ su ‘La7’ proprio perché con l’animalesca intuizione dell’attore aveva sentito nelle ossa che stava arrivando qualcosa del genere. E così per non dover essere costretto a riprendere inevitabilmente l’’altro’ De Luca’ con il ‘suo’, ha preferito defilarsi anticipatamente. Ché questa volta il Presidente della Campania, Vincenzo De Luca, nel corso dell’apertura ufficiale di ‘Borsa della Ricerca’ all’Università di Salerno ha superato il limite. Della decenza. «Entro un paio di anni dobbiamo trovare un vaccino contro il cancro. È l’impegno che vuole ottenere la Regione Campania investendo in tal senso». Segniamoci la data: 17 maggio 2016.

In un comizio a Roma del 20 marzo 2010, piazza San Giovanni in Laterano campagna per le elezioni Regionali, era stato Silvio Berlusconi ad assicurare che nei tre anni di governo che mancavano alla fine della legislatura «vogliamo anche vincere il cancro». Fornendo anche, a braccio e un po’ grossomodo, i dati nazionali: «Colpisce ogni anno 250 mila italiani e ne riguarda quasi 2 milioni». L’annuncio in merito non era peraltro nuovo da parte sua, benché mai tanto esplicitamente proposto. Poi, certo, mica lo si può rimproverare se nonostante tutte le sue buone intenzioni e l’indefettibile certezza del successo, l’attacco congiunto di magistratura comunista, sistema economico internazionale e poteri forti italiani, guidati da Angela Merkel e Giorgio Napolitano con il braccio operativo del killer d’occasione, Mario Monti, hanno impedito il raggiungimento del nobile traguardo. In ogni caso nulla di più e meglio si può aggiungere a quanto replicò il giorno successivo Massimo Gramellini sulla prima pagina de ‘La Stampa’, sotto il titolo ‘Il guaritore’: «(…) passi per le barzellette, le favole e persino le balle. Fa tutto parte del campionario di iperboli del bravo venditore e il pubblico ormai è assuefatto allo show. Ma anche a un’alluvione bisogna mettere un argine. Bene, per me il cancro rappresenta quell’argine».

«La Regione investirà in tal senso. Una cura da produrre grazie alla cooperazione fra i centri di ricerca, Telethon e le Università» ha proseguito ora il Governatore campano del Partito Democratico degno epigono del leader di Forza Italia, ed anche lui non ha meglio dettagliato l’operazione. Neanche ulteriori indicazioni su costi, modalità, interventi legislativi con cui disporre gli investimenti, anche se poco sarebbe cambiato nella fantasmagorica costruzione. Ha però ancora detto: «Ho parlato con il professor Andrea Ballabio, con le Università e i dottori. A me piacerebbe molto che ci concentrassimo sull’obiettivo di sconfiggere il cancro. Io credo che abbiamo un patrimonio di ricercatori straordinario» specificando che all’Istituto Pascale «abbiamo una ricerca che è molto avanzata nella battaglia contro il cancro. Se investissimo risorse importanti potremmo farcela. Immaginate cosa significherebbe per l’Italia, oltre che per la Campania». Dunque, essendo chiaro che le malattie tumorali non sono un’unica fattispecie ma una varietà di degenerazioni è praticamente impossibile anche solo concepire per qualsiasi medico o scienziato un miracoloso ‘rimedio unico’ in materia. Quanto poi ad indicarlo praticamente per domattina… E’ appunto quella soglia della decenza da cui dovrebbero ritrarsi la politica ed i politici, il limite estremo del pudore da non superare. E’ stato in questo caso oltrepassato ancora una volta, e su uno dei terreni più delicati. Immaginiamo cosa significhi per chiunque sia toccato direttamente o indirettamente da un problema del genere anche solo ascoltare simili promesse. Ma, ancora una volta, quello che più indigna non sono le parole di uno sciagurato come De Luca, ma il silenzio di tutti quelli che essendo presenti, e questa volta addirittura in ambito scientifico, non si sono alzati indignati per farlo tacere. In nome del buon senso e del buon gusto.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->