giovedì, Luglio 29

I partiti e la sfida della rappresentanza La sfiducia dei cittadini, l’elitarismo e le minoranze etniche

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Londra –   In questi giorni di fine estate, con la politica che si risveglia dopo il silenzio delle settimane di Agosto, è tutto un rincorrersi di nomi sui candidati alle Costituencies. Accompagnati dai discorsi pre-elezioni sul declino della politica tradizionale, sulla mancanza di fiducia nel lavoro di Westminster e sulle critiche alla classe politica. Cambia la società e la politica fatica a starle dietro .Ma si può, in questo caso, parlare di casta?

Il dibattito sull’incapacità del Parlamento di riflettere la popolazione non è certamente un’unicità del mondo inglese. I partiti tradizionali, nel Regno Unito come in Europa, vengono accusati di essere troppo lontani dalla vita dei cittadini. La classe dirigente inglese è, notoriamente, d’elite. Il Primo Ministro David Cameron, come il sindaco di Londra Boris Johnson, sono degli ‘etoniani’, ovvero hanno entrambi studiato ad Eton College, la scuola nei pressi di Windsor che ha sfornato già molti Primi Ministri e dove ha studiato anche il Principe William, secondo in linea di successione al trono d’Inghilterra. Già prima delle elezioni del 2010, Cameron veniva criticato per il suo essere ‘posh’ e lontano dai bisogni della popolazione. Ma non è solo il Primo Ministro inglese a subire delle critiche. In generale, tutta la classe politica inglese risente di un calo di consensi proprio perchè lontana dalle vite dei cittadini. Anche la Commissione del Governo per la Mobilità Sociale urge un cambiamento in questo senso. Dopo aver recentemente analizzato i profili di 4000 professionisti della politica, del giornalismo e di altre sfere del potere, e la loro educazione scolastica, ha suggerito che l’elitarismo è una caratteristica intrinseca della classe dirigente inglese.

 Con un focus sulla classe politica, i dati analizzati dal The Guardian nell’articolo Half of Labour candidates in marginal seats are Westminster insiders, suggeriscono che «i Labour e i Liberal Democrats tendono in circa la metà dei casi a candidare per le prossime elezioni persone che hanno già un nesso con Westminster, che sia come lavoratori all’interno del partito o come consulenti. Al contrario, i Conservativs tendono a candidare uomini provenienti dal mondo della finanzae del business.»

 Il recente reshuffle di Luglio, portato avanti da Cameron, ha cercato di riconquistare la fiducia dei cittadini. Togliendo qualche incarico ai ‘male, pale and stale’ per avvicinare qualche donna un po’ più giovane alle cariche di governo. Anche se è passato quasi un secolo da quando le famose suffragette hanno vinto la loro battaglia per il diritto di voto, ancora oggi le donne sono ben lontane da essere presenti in numero rappresentativo nella House of Commons, l’unica camera eletta direttamente dai cittadini. Un incremento si è visto negli anni Novanta, grazie anche al meccanismo delle liste al femminile usata dal partito Labour. Dal momento che le donne non raggiungevano neanche il 10% dei seggi, il partito ha iniziato con questa strategia tramite la quale in alcune “constituencies” dove il partito è il favorito vengono presentate solamente donne. Gli altri partiti non hanno mai utilizzato questa pratica, anche perchè viene spesso definita discriminatoria nei confronti degli uomini e umiliante per le donne, poichè sottintende il preconcetto che non potrebbero vincere altrimenti. Nel 2010, con 861 donne candidate tra tutti i partiti, 143 sono entrate in Parlamento. Quelle stesse elezioni hanno visto anche l’arrivo delle prime due Parlamentari di origine musulmana, entrambe per il Labour party, e la prima donna di colore a sedere nelle “benches” dei Conservatori. A dispetto dei piccoli successi, le donne ancora non hanno molti ruoli nei posti di potere in politica. La campagna “Counting Women In”, che cerca di promuovere l’importanza delle donne in politica. Sul suo sito, snocciola cifre per sottolineare come, sebbene più del 50% della popolazione inglese sia composto da donne, solamente il 22% ha ruoli ministeriali o è presente in Parlamento e che queste cifre scendono quando si inizia a parlare di Sindaci o di ruoli in Autorità Locali.

Lo stratagemma delle liste al femminile è una pratica che, secondo alcuni osservatori, potrebbe con il tempo essere applicata da tutti i partiti anche ad un altro ambito molto delicato della rappresentanza in Parlamento. Uno degli aspetti del fallimento nella sfida alla rappresentanza della popolazione viene indicato nell’incapacità degli eletti al Parlamento inglese di riprodurre la diversità etnica dei cittadini. Una recente analisi dei dati a disposizioni svolta dal quotidiano The Guardian suggerisce che tutti i maggiori partiti falliscono nel presentare un numero sufficiente  di candidati di colore o provenienti da minoranze etniche. Facendo una proporzione tra le minoranze che sono presenti nelle constitutencies e i partiti, secondo il quotidiano inglese, i Conservatives dovrebbero avere 26 Membri del Parlamento appartenenti ad una minoranza, 49 i Labour e 6 i Liberal Democratici. Invece nell’attuale House of Commons ne siedono in totale solamente 27 su 650. In vista delle prossime elezioni i partiti stanno cercando di incrementare questi numeri, presentando in certi seggi che sono abbastanza sicuri di ottenere candidati appartenenti a minoranze etniche. I partiti tradizionali, Conservatori in testa, sono consapevoli che il risultato delle prossime elezioni potrebbe dipendere quasi escusivamente dal posizionamente dei voti di queste minoranze. Infatti, nelle scorse elezioni generali, un alto numero di cittadini appartenenti a queste minoranze non si è nemmeno registrato per il voto, riducendo significativamente la loro influenza sui risultati finali. Questo bacino di voti, se utilizzato, potrebbe cambiare le carte in tavola.

I piani dei tre partiti principali potrebbero anche essere stravolti da Nigel Farage, leader del partito UKIP, che ancora non ha nessun rappresentante nella House of Commons. Ukip ha rivelato alcune indiscrezioni sulle aree dove si concentreranno gli sforzi di partito durante la prossima campagna elettorale. Secondo quanto riportato da Sky News: «Dati interni a UKIP visionati da SkyNews hanno svelato i 12 seggi sui quali il partito sta pensando di puntare fortemente per le Elezioni Generali del 2015», ha rivelato Sky News,  «La maggiorparte di questi seggi sono in mano al partito Conservatore. La miglior possibilità di vittoria sembra essere a South Thanet, nel Kent, dove è candidato il leader del partito, Nigel Farage.»

 Nel frattempo, anche il Conservatore Sindaco di Londra Johnson ha confermato che si candiderà per un posto come MP nelle prossime elezioni. Sembra che la Constituencie dove prevede di candidarsi sarà Uxbridge and South Ruislip, l’area vicino Londra che contiene Heatrow, e il Partito deciderà sulla questione nelle prossime settimane.

 

 

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