sabato, Luglio 31

I nonsense di un giullare allegro Lo sgomento per lo lo spazio inutilmente assegnato a Beppe Severgnini che ha proposto alla nostra Astrosamantha una candidatura politica, sia pur in un futuro libero da impegni spaziali

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Non è che ci aspettiamo molta qualità dalle emittenti televisive italiane -che siano statali o private- specie nei periodi estivi in cui tra repliche a costo zero e un numero interminabile di trasmissioni spazzatura, le attenzioni degli italiani sono opportunamente ridotte al minimo dei minimi. E nonostante questo indiscutibile assunto, ci hanno ancora stupito recentemente alcune frasi colte al volo in Otto e mezzo di LA7 in cui Lilli Gruber ha intervistato in remoto Samantha Cristoforetti.

Le domande dell’ex europarlamentare ritornata al giornalismo dopo la parentesi di Bruxelles con i colori del PD sono state sensate -a parte un’inutile scivolata sulla opportunità di mandare Mario Draghi a bordo della Stazione Spaziale: un’idiozia, ci scusi la Lilli nazionale che avrebbe potuto risparmiarsi in quanto del tutto fuori tema.

Quanto però ci ha sgomentato è stato lo spazio inutilmente assegnato a Beppe Severgnini che ha proposto alla nostra Astrosamantha una candidatura politica, sia pur in un futuro libero da impegni spazialiL’editorialista del Corrierone, giovedì 24 giugno, va ad affermare: “Sarebbe una perfetta sindaca di Roma, ha fatto funzionare la stazione spaziale internazionale e farebbe funzionare anche Roma”, entrando poi in pseudo considerazioni della politica che adora prendere le persone celebri per poi polverizzarle. Specie se donne.

Il fatto è, ne siamo convinti, che in questi anni stiamo assistendo a una serie di falsi intellettuali, a meno che non si dichiari che l’acqua è asciutta o che il sole è azzurro, che per chi sa quale demagogia occupano spazi di commentatori seri e imbrattano con inutili affermazioni la carta stampata e l’etere con frasi da giullari che potrebbero essere utilizzate per più importanti considerazioni nel miglioramento dellinformazione pubblica.

La voglia di inimicare l’arte della politica e indicarla unicamente come un ammasso passato al tritacarne, come si vede, non è stata una furbata suggerita solo a un comico dozzinale che su queste affermazioni di vaffa a tutto campo ha costruito un suo movimento, senza cultura e senza la pratica imprescindibile dello studio della storia. Se è vero, come è vero che anche intrattenitori col fiato corto le usano quando non sanno che cosa affermare.

E torniamo a noi. Sporcare un’intervista a una professionista che ha spiegato si sta allenando da anni per compiere missioni scientifiche e tecnologiche, con le solite tiritere di una diatriba alla scienza del governo che potrebbe essere fatta senz’altro, ma con motivazioni sensate e -concediamocelo- da pensatori a pagamento non serve ad altro che svilire anche i più nobili mestieri solo a guadagno di una visibilità personale o di un messaggio senza significato.

Oggi, come cinquant’anni fa, spingersi oltre le colonne d’Ercole della gravitazione terrestre rappresenta una missione fondamentale per ogni nazione che può permettersi di finanziare l’operazione. Le motivazioni sono note e non meritano nemmeno di essere ricordate: a parte i benefici che ne tornano in termini di telecomunicazioni, sorveglianza del territorio, geoposizionamento per ogni mezzo di trasporto, arricchimento cognitivo, le frontiere che si stanno schiudendo in una competizione tra grosse potenze, ovvero Stati Uniti e Cina, con il fanalino di coda dell’Europa, rischiano di lasciare agli ultimi posti della catena di comando chi non sarà arrivato nelle prime posizioni a utilizzare e sfruttare i nuovi materiali che verranno dagli altri mondi e le innovazioni tecnologiche e industriali che avranno generato queste conquiste.

Non pretendiamo che un Severgnini possa saperlo. Vorremmo però che queste considerazioni fossero ben chiare alla politica, quella vera, quella che determina il destino del Paese e che fino ad ora ha considerato alcuni indirizzi più preda di accaparratori che di un’amministrazione consapevole.

Ci aspettano nuove sfide che dovranno essere onorate con il dovuto rispetto e consapevolezza. I pressapochisti e i ciarlatani hanno fatto il loro tempo. Lo sappia bene chi parla di spazio e chi decide per il suo futuro in Italia.

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