mercoledì, Giugno 16

I mostri di Stresa e il mostro che è in noi Quei tre non sono il peggio del peggio, ma il peggio nel peggio. Quanti altri lo hanno fatto, lo stanno facendo e lo faranno?

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Facile, troppo facile.
Ora sono tutti d’accordo, tutti scandalizzati, tutti col dito puntato. Finalmente, per la strage della funivia Stresa – Mottarone, dicono tutti abbiamo il mostro, anzi, addirittura tre, uno scialo. Tutti, permettetemelo, politici (anzi, politicanti, perché noi solo quello abbiamo) in prima fila, tutti a tirare un sospiro di sollievo, perché questa è la realtà. Tirano ora un sospiro di sollievo perché i colpevoli si sono trovati subito e sono sicuramente loro, non c’è dubbio … lo hanno ammesso. Altro sospirone!
E naturalmente gli articoli si sprecano ovunque, le ‘sparate’ in TV anche, le chiacchiere pure, sulla sciatteria, la volgare volontà di guadagno, la taccagneria e chi più ne ha più ne metta.

Tanto per chiarire: quei tre sono tre delinquenti della peggiore specie, che non meritano non dico pietà, ma neanche uno sputo. Sono il peggio del peggio, direte. È qui che non sono d’accordo. Tanto a quanto pare da un po’ mi tocca di fare il malpensante, il velenoso e quant’altro. Non sono il peggio del peggio, ma il peggio nel peggio.
La vogliamo dire tutta? Quanti altri lo hanno fatto, lo stanno facendo e lo faranno? Esattamente lo stesso, la stessa identica cosa. Altro che sciatteria, altro che disorganizzazione, altro che brama di denaro: questo ha un altro nome, molto più consueto in questo Paese, cinismo.

Perché, a ben vedere, di questo, solo di questo in realtà si parla: di cinismo. La roulette russa sulla pelle degli altri: l’ideale. E, forse, nemmeno in piena coscienza, badatecoscienza‘, non conoscenza, quella ce l’avevano eccome. Ma sulla coscienza, sarei più in dubbio. Perciò parlo di cinismo, di indifferenza, di strafottenza, altro che sciatteria! E poi vedrete, che cominceranno le giustificazioni, qualcuna già la abbiamo sentita: era ferma da un anno, è normale che qualcosa non funzioni quando la fai ripartire; come la macchina che tieni in garage per un anno, poi magari riparte, ma certo qualcosa si scassa. L’altra sera, alcuni commenti dicevano anche questo. Mica me lo sto inventando eh?
E poi dicevo, facile, troppo facile, troppo bello. Ora le folle hanno il mostro e lo sbraneranno. Bene. Ne siete proprio sicuri, siete tranquilli, rasserenati?
Come mai nessuno ha controllato, nessuno ha verificato, nessuno ha guardato? Sì, si dirà, ma mica ci può essere un controllore dietro ogni cittadino. Vero, ma quante funivie ci sono in quella zona?
Ma il punto non è nemmeno questo.

Non è un problema di controlli mancati perché non si può essere sempre dovunque. Il punto è che normalmente i controlli non ci sono; se ci sono, sono inefficienti. E chi gestisce quelle cose lo sa, lo sa benissimo, e sa anche che un ‘occhio distratto’ tra i due che hai ti può facilmente capitare. Così come sai che se gli offri un caffè, quello magari chiude anche l’occhio che funziona. E dico caffè per dire proprio caffè, non mazzetta o altro: spesso basta un caffè. Evvia, diciamocelo francamente: quante volte può succedere che una fune di acciaio si spezzi di netto? Già, quante volte? Era ferma da un anno e si era un po’ arrugginita, come la mia automobile in garage? Quella fune si è spezzata di netto: diamine, ma vi pare possibile?
Non sto accusando nessuno, per carità.
Anzi. Accuso tutti, me incluso. Tutti, perché l’occhio sano lo chiudiamo spesso e, per di più, permettiamo che lo chiuda chi deve tenerlo aperto … su di noi. Tutti, perché tutti chiudiamo quell’occhio e paghiamo l’idraulico o il medico o l’avvocato in nero. Tutti perché: che noia questi controlli continui, asfissianti. Tutti perché: aboliamo la legge sugli appalti. Tutti perché a che serve il cashback? Tutti perché: vabbè che sarà mai, un momento dai, una volta sola! Tutti anche perché si legge che un certo Dario Scannapieco diventerà, dopo lunghe trattative, capo della Cassa Depositi e Prestiti (un biscottino da niente!), ma nessuno ci dice perché lui e non un altro, né ci dice ‘trattative’ tra chi e chi, e perché? Tutti, anche perché pure Luigi Ferraris, trattative permettendo, andrà a dirigere le Ferrovie … forse per assonanza! Tutti perché, poi, dopo tutto ciò, dagli al mostronon c’è pena per tanta cattiveriae la tuacoscienzaemerge bianchissima dalla lavatrice.
E così si risolve il problema, si supera lo scoglio, e si va avanti: esattamente come prima.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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