mercoledì, Ottobre 27

I giorni amari di Matteo Renzi

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Il vero problema è un PD che si affida, per una legge così importante per il suo significato, ai voti del Movimento 5 Stelle. Davvero i dirigenti del PD non avevano messo i conto che il movimento di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio avrebbero mutato posizione all’ultimo momento? I vecchi dirigenti del PCI non si sarebbero mai fatti mettere nel sacco in questo modo …
Ad ogni modo, cosa può accadere? All’assemblea del PD di domenica scorsa Roberto Speranza si avvicina a Renzi e gli sussurra: «Perché ci dobbiamo assumere noi la responsabilità di stralciare le stepchild? Perché non andiamo in Aula e votiamo, e vediamo che cosa accade?». Renzi è stretto tra gli ‘inaffidabili’ del 5 Stelle, e gli ‘alleati’ del Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano: pronti a votare le unioni civili, se saltano le stepchild. Tra questo ‘bianco’ e questo ‘nero’, c’è però un ‘grigio’: un emendamento che blinda le unioni civili e lascia libera l’aula di esprimersi sul punto delle adozioni.
La decisione formale verrà presa, martedì, dall’assemblea dei senatori PD. Per ora, Renzi fa ‘melina’. Corteggia la minoranza del partito, che a parole almeno, si mostra barricadiera e ben poco disposta a concessioni; ma anche i cosiddetti catto-dem il cui ‘fare’ non è comunque per nulla gradito a Renzi; e lo ricava, questo malumore, in un passaggio quasi scandito del discorso all’assemblea del PD: «Vale per i diritti civili e per tutto il resto, e vale sia per chi amico mio avendo fatto le primarie con me, sia per quelli che erano contro di me: che siano persone che hanno condiviso una storia con me o no, a chi immagina di dire quando si arriva alla decisione finale su un provvedimento di dire ‘o fate come dico io o me ne vado’, da parte mia avrà una risposta in quattro lettere ‘ciao».
«Ciao» a parte, come uscirne? «Ci sono due alternative secche: la prima, far finta di niente e sperare nel M5S… La seconda immaginare un accordo di Governo, con un emendamento sul quale dobbiamo essere pronti anche a mettere la fiducia».
Voto di fiducia: per imbrigliare il dissenso interno. Facile da dire, quanto al poterlo fare…Perché la prospettiva indicata da Renzi, per forza di cose implica un emendamento che compatti la maggioranza di Governo, con una vittima: appunto le stepchild. Uno scenario che per il momento la minoranza del PD non accetta: «Voglio dirlo con nettezza: se accordo di governo significa rinunciare alle stepchild, io sono contrario» fa sapere Speranza. Non è solo. Sentite Federico Fornaro: «Attenzione ad usare la fiducia perché un cambio di schema può essere rischioso anche per il voto finale». L’accordo con NCD e lo stralcio delle stepchild «per una parte sostanziosi dal Pd inaccettabile». La minoranza del PD confida tuttavia che ci possano essere ancora margini per tenere unito il PD unito, e non cambiare l’impianto della legge offrendo magari l’impegno per norme più stringenti contro l’utero in affitto.
Margini molto stretti; e, infatti, il maxiemendamento del Governo è già pronto. Appuntamento a martedì per sapere come finirà; Renzi però già ha fatto capire come la pensa. Senza nulla togliere all’importanza, al significato, alla pregnanza del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, bisognerebbe avere lo sguardo anche al di fuori dei nostri confini. Prima o poi saranno i fatti, a costringerci a prestare attenzione a un terreno infido e scivoloso.

Presto si cominceranno ad affievolirsi i riflettori sul caso del ricercatore Giulio Regeni, torturato e massacrato in Egitto. Non l’hanno ucciso per caso. Quel morto ammazzato, come è stato ammazzato, è un segnale; c’è chi, con quel delitto, ha ‘parlato’; e sicuramente c’è chi ‘ascolta’. A chi si è ‘parlato’? A palazzo Chigi, alla Farnesina, al ‘Palazzo di Vetro’ dell’ENI.
Il Presidente egiziano Abd al-Fattah al-Sisi è un interlocutore prezioso, nel catino mediterraneo nel quale siamo immersi. Non bisogna mai dimenticare che recentemente l’ENI ha scoperto in Egitto un enorme giacimento di gas naturale; e il nostro import, ma soprattutto export, ha un mercato privilegiato, in Egitto. Magari a qualcuno tutto questo non piace. In Egitto, e fuori dall’Egitto. Possiamo credere, per dire, che i servizi segreti inglesi, francesi, statunitensi, russi (e anche cinesi) non stiano seguendo con grande attenzione quanto accade? E’ fantascienza credere che in Egitto si consumi una lotta senza esclusione di colpi tra le varie fazioni in cui si fraziona il Mukhabarat e gli altri servizi segreti egiziani? Al-Sisi fa parte della fazione, diciamo così, filo-italiana. Ma questa alleanza che privilegia l’ENI procura qualche fastidio per esempio alla francese Total, o ai britannici; questi hanno certamente tutto da guadagnare, se i rapporti tra Egitto e Italia si guastano…
Non per caso, Renzi procede con i piedi di piombo: «Non basta la collaborazione, vogliamo i responsabili veri, con nomi e cognomi. Non è immaginabile che la morte di un ragazzo possa rimanere senza nome. Siamo l’Italia e non accetteremo mai una verità di comodo. Non c’è business che tenga», dice Renzi; ma prima ha cura di premettere che «L’Italia ha un rapporto molto forte con l’Egitto, e ritengo strategica la sua leadership per combattere il terrorismo: proprio perché siamo amici, noi dagli amici pretendiamo la verità, anche quando fa male».

Questa la situazione, questi i fatti.

 

 

 

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