venerdì, Settembre 17

I fratelli Rosselli e quell’idea di Giustizia e Libertà

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Valdo Spini, qual è l’attualità del pensiero dei due martiri della Resistenza e l’eredità che essi ci hanno lasciato, in un periodo come questo nel quale l’unità europea costruita 70 anni fa, è contestata  e attraversata da movimenti  antieuropeisti?  

Il testo teorico su cui si fondava  il movimento di ‘Giustizia e Libertà’  fondato da Carlo Rosselli era il suo ‘Socialismo Liberale’. In anni passati la battaglia era soprattutto  per affermare che non vi potesse essere socialismo senza libertà. Ora la battaglia che dobbiamo condurre è quella che non vi può essere vera libertà senza l’affermazione della giustizia. E’ quanto ho scritto nel mio libro.  Se nel ventesimo secolo il tema della Giustizia poteva essere affrontato nei confini dello stato nazionale, ora le masse di migranti che, spinte dalla guerra e dalla fame, si riversano nel nostro mondo, ci richiamano  alla consapevolezza che  il tema della Giustizia ha ormai un carattere planetario. In questo contesto così difficile e così impegnativo, a quali valori ci possiamo ispirare per ricostruire  iniziative, idee, certezze? Ancora una volta all’etica del rapporto tra responsabilità individuale e collettiva. Carlo e  Nello, con il loro martirio, sono testimoni di Giustizia e Libertà, due dei grandi valori cui deve sempre ispirarsi ogni politica democratica. Quanto all’Europa, c’è uno scritto di Carlo del ’35, che  preconizza l’immane tragedia che sarebbe accaduta, denunciando l’assenza di una politica europea atta a fronteggiare la minaccia nazista. Scriveva Carlo: «Non neghiamo la realtà della minaccia hitleriana , ma consideriamo grottesco, ed estremamente ammonitore, il complesso d’inferiorità, da cui sembrano schiacciati i grandi stati occidentali, tre quarti d’Europa sono contro la Germania, i  tre quarti tremano contro l’unico quarto…il nazismo ha un principio, una politica, un visibile scopo, quindi un formidabile potenziale politico e guerriero…ma qual è la politica della coalizione antigermanica?» Aveva visto giusto. Quell’Europa  unita che aveva auspicato in funzione antinazista, si sarebbe delineata un decennio dopo. Con la Resistenza e la lotta di Liberazione. Proprio per contrastare la dilatazione del fascismo e del nazismo che sembrava  non trovasse alcun ostacolo, Carlo era andato in Spagna per difendere la repubblica aggredita dal franchismo, chiamando  le forze antifasciste d’Europa ad opporsi a quella che gli apparve come una ‘internazionale fascista’ e quella guerra come un banco di prova per una futura guerra mondiale. Oggi in Spagna domani in Italia  fu il suo grido disperato di militante antifascista. La sua idea d’Europa anticipava in un certo senso il Manifesto di Ventotene.

All’inizio  accennavi alla presenza di un pubblico giovanile ai vari incontri su queste due straordinarie figure di intellettuali combattenti  antifascisti e socialisti.

Avverto una grande  curiosità, una sete di conoscenza della nostra storia e delle nostre radici, ho la sensazione  positiva che si stia esaurendo il ciclo  della ‘memoria breve’ e che si voglia approfondire  i vari aspetti che hanno il cammino duro e aspro della nostra democrazia. I fratelli Rosselli  sono ancora oggi un importante punto di riferimento valoriale.

Quali le principali iniziative in programma?

Il 6 giugno a Parigi si terrà un colloquio storico internazionale all’Istituto Italiano di Cultura con studiosi francesi ed italiani (segnalo Gilles Pécout, Eric Vial ed Isabelle Richet) al termine del quale si terrà una manifestazione conclusiva  con la proiezione del documentario di Rai Storia, ‘Carlo e Nello Rosselli’ e con la presentazione di una parte della  mostra storica predisposta dalla Fondazione Circolo Rosselli. Il 7 giugno  a Bagnoles de  l’Orne su invito di quella municipalità  ci si raccoglierà davanti al monumento che è stato collocato nel 1949 sul luogo del loro assassinio, opera dello scultore Carlo Sergio Signori  e raffigura una doppia stele in marmo che raffigura i carattere morale dei due fratelli nelle  le loro diverse attitudini: Nello considerato un valente storico,  Carlo un economista (aveva analizzato le  teorie economiche dei sindacati operai inglesi e del Labour Party) e un  uomo d’azione.    Vi saranno interventi italiani e francesi,   nel prossimo autunno all’Istituto di Cultura italiano di Barcellona si terrà una manifestazione commemorativa della partecipazione di Carlo Rosselli alla difesa della Repubblica Spagnola all’insegna dello slogan ‘Oggi in Spagna, domani in Italia’. Per quanto riguarda il nostro paese, il 9 nell’ottantesimo  anniversario dell’uccisione, corona del Comune e omaggi  floreali sulla tomba che si trova a Trespiano,  a Firenze, ove le loro salme furono trasferite nel ’51 dal Pére Lachaise di Parigi  L’allora Sindaco di Firenze, il comunista Mario Fabiani, vestito  in tuta da operaio, volle portare a spalla la bara di Carlo. Sono sepolti nel ‘Quadrato del Non Mollare’ segnato da quattro massi che ricordano Gaetano Salvemini, Ernesto Rossi, Nello Traquandi ed Enrico Bocci, uno dei martiri di Radio Cora. Seguirà una manifestazione all’Archivio di Stato ed una Mostra.  Una Mostra  di 20 pannelli ed altre iniziative saranno inaugurate nella sede della Fondazione Fratelli Rosselli (via degli Alfani), al Cinema  di Castello  saranno proiettati il documentario di Stella Savino, ‘Il caso Rosselli, un omicidio di regime’ e il filmato della Rai Tv “Carlo e Nello Rosselli’, infine,in autunno allievi delle scuole  medie superiori di Firenze realizzeranno un percorso storico sulla vita e l’attività dei Rosselli, dalla loro casa di via Giusti alla tomba in cui riposano a Trespiano,   su cui è incisa la scritta dettata da Piero Calamandrei: Carlo e Nello Rosselli/Giustizia e Libertà/ per questo morirono /per questo vivono.

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