domenica, Maggio 16

I Fratelli Musulmani in Giordania L’Iniziativa che divide

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Le notizie secondo cui la frangia giordana del movimento dei Fratelli Musulmani starebbe attraversando una fase di assestamento difficile, dopo la destituzione in Egitto di Mohamed Morsi, sarebbe confermata dalla reazione molto dura alla Jordanian Building Initiative, meglio nota come “Zanzam Initiative”. L’Iniziativa che prende il nome dall’Hotel nel centro di Amman in cui i membri della sezione moderata dei Fratelli Musulmani giordani si è riunita, sembra un fattore di destabilizzazione e di divisione per il movimento. L’obiettivo è quello di chiamare tutte le parti del gruppo a partecipare alle istituzioni di governo, rispettando il prestigio dello stato.

 Ultima conferma di nuove divisioni interne è emersa quando, pochi giorni fa, il gruppo ha deciso di destituire tre membri che ricoprivano ruoli di alto livello all’interno dell’organizzazione, a causa del ruolo svolto all’interno della Zanzam Initiative. Il giornale arabo ‘Asharq Al-Awsat‘, riporta che un tribunale interno al gruppo ha deliberato all’unanimità che la Zanzam Initiative è una violazione dei principi e i regolamenti dei Fratelli Musulmani. Per questo motivo, continua la dichiarazione, ogni membro dei Fratelli Musulmani che prenderà parte all’iniziativa di riforma sarà punito conformemente alla sua posizione e anzianità. I tre membri destituiti, Rheil Gharaibeh (considerato il fondatore intellettuale dell’Iniziativa), Nabil Kofahi e Jamil Al-Dhisat, appartenevano alla frangia moderata del movimento, quella che chiedeva le riforme e la riorganizzazione interna.

Nata ormai quasi due anni fa, il 5 ottobre 2012, è il frutto di un anno di controversie interne al movimento. Le elezioni del 2008 segnarono un punto di rottura del gruppo, preparando il terreno per un progressivo allontanamento dei moderati dalla leadership più tradizionalista.  I fondatori individuarono obiettivi giudicati troppo generici e ‘mainstream’; riforme politiche, riforma della costituzione, lo sviluppo e il rinnovamento della retorica islamica compatibilmente all’espressione di un mondo civilizzato.

L’Iniziativa si ispira al documento elaborato in occasione dell’incontro fra i funzionari dei Fratelli Musulmani all’Hotel Zanzam, il Documento di Zanzam appunto, che ha definito la linea di pensiero della frangia moderata. La leadership ufficiale del gruppo non ha accolto di buon grado, come rimarcato dall’espulsione dei tre riformisti, l’attività e le aspirazioni dei moderati. Sempre ‘Asharq Al-Awsat‘ riporta una dichiarazione dello scorso anno: «Siamo stati sopresi da alcuni membri dei Fratelli Musulmani che hanno lanciato un’iniziativa che non rappresenta nulla, se non una nuova organizzazione. Se da un lato condivide alcune politiche del gruppo, altre sono in netta opposizione con esso».

Le dispute interne al movimento, pre-esistenti la nascita dell’Iniziativa di Zanzam, sono finalmente culminate in quest’ultima. È opinione di molti osservatori che, in ogni caso, si sarebbe verificato un progressivo distacco dei leader più moderati del movimento. Sul difficile panorama politico giordano, ancora non è chiaro quello che l’Iniziativa dei Fratelli moderati avrebbe da offrire. Si muove per ottenere un consenso interno, ma soprattutto internazionale. Gli strumenti, però, ancora non ci sono. Nel frattempo, in Giordania, la crisi politica è accentuata. I Fratelli Musulmani protestano ad Amman contro un regno hashemita troppo filo occidentale e fanno della questione palestinese la loro nuova causa.

In un clima politico che è poco incline ad accogliere nuove forze politche, Zanzam non sembra capace di estendere la sua popolarità al di fuori della cerchia moderata dei Fratelli Musulmani. Decenni di intimidazione e deterrenza politica, non favoriscono l’espansione del nuovo gruppo, che mal gestisce la scarsa reattività popolare. Convincere la popolazione a dare fiducia ad un elemento nuovo della sfera politica, in mancanza di una linea forte e sostanziale, appare un compito arduo per l’Iniziativa di Zanzam.

Nonostante il regime di Amman abbia accolto con una buona copertura mediatica le attività della Zanzam Initiative, ponendola agli occhi della popolazione come un’alternativa ai Fratelli Musulmani, il supporto popolare è ancora lento. Da un lato, quest’azione del regime, va a sottolineare una consistente spaccatura dei Fratelli Musulmani, fornendo un’immagine di debolezza e inadeguatezza del principale oppositore politico. Il fatto che l’Iniziativa di Zanzam sia oggetto di questo tipo di manovre, però, evidenzia le sue difficoltà di reazione ed azione.

I fondatori sostengono che solo il venti per cento dei loro 500 membri, arriva dai Fratelli Musulmani. La prospettiva di apertura nel prossimo futuro sarebbe buona, secondo loro. La linea intrapresa dai leader del gruppo, però, si è rivelata chiaramente ostile. il rischio di ulteriori allontanamenti forzati, come nel caso delle tre destituzioni dei giorni scorsi, lascia intravedere un percorso tortuoso. La via alternativa proposta da Zanzam non convince gli esperti.

 

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