sabato, Novembre 27

I fragili rapporti tra Russia e Turchia field_506ffbaa4a8d4

0

Mentre l’esercito siriano e la milizia curda YPG intensificano la loro offensiva nei pressi del confine turco anche grazie al supporto aereo russo, la Turchia sta diventando sempre più nervosa. Subito dopo l’ennesimo attacco terroristico avvenuto ad Ankara, nel quale sono morte 28 persone e almeno 60 sono rimaste ferite, il Governo turco ha infatti accusato l’YPG e i vari gruppi curdi di essere i responsabili della strage.

L’YPG, la principale milizia curda, ha rispedito le accuse al mittente, definendole mere bugie inventate per giustificare un possibile intervento dell’esercito turco nell’area della Turchia a maggioranza curda.

La Turchia ha definito l’ultima offensiva curda a nord di Aleppo come un tentativo di interrompere il corridoio lungo il confine e si è ripromessa di impedire che ciò avvenga: le posizioni curde lungo il confine sono già state bombardate e le truppe turche si sono raccolte nelle zone limitrofe.
Il Governo turco sta inoltre facendo pressione affinché gli Stati Uniti riconoscano l’YPG come una formazione di stampo terrorista, ma Washington non ne ha alcuna intenzione. Il motivo è semplice: la milizia curdo-siriana è una forza efficace nel contrastare l’ISIS, e per questo gli Stati Uniti continuano a rifornirla. Provocando, ovviamente, l’ira di Ankara.
La Turchia è un membro della NATO, e se lanciasse un’azione via terra in Siria si scatenerebbe un conflitto con la Russia e con chissà quali altri Paesi alleati.

Prima che lo scorso settembre Mosca iniziasse i bombardamenti in Siria, Russia e Turchia avevano un legame molto stretto. La Russia era il partner commerciale n°1 della Turchia, destinazione privilegiata dei prodotti d’esportazione turca come i tessuti, i prodotti alimentari e il preziosissimo gas naturale. Le aziende edili turche occupavano una bella fetta del mercato russo, e i turisti russi spendevano miliardi di dollari l’anno nei resort turchi.
Nonostante le difficoltà nei rapporti con l’Occidente e la crisi Ucraina, la Russia aveva addirittura preso in considerazione la costruzione di un nuovo gasdotto in collaborazione con la Turchia e negoziato un accordo per l’attivazione di una centrale nucleare in territorio turco.

Ma i raid aerei russi in Siria hanno fatto infuriare Ankara, dove fin dall’inizio del conflitto si scommetteva sulla fine del Presidente siriano Bashar Assad e si sostenevano i suoi avversari.
I rapporti tra Russia e Turchia, da entrambe le parti definiti come ‘un’alleanza strategica’, si sono incrinati dopo l’abbattimento di un caccia russo da parte di un aereo da combattimento turco al confine con la Siria. Un pilota russo è stato colpito e ucciso mentre si stava paracadutando fuori dal velivolo, e un altro soldato russo è stato ucciso durante una missione per recuperare i membri dell’equipaggio.

Vladimir Putin si è infuriato. Ha descritto l’azione turca come “uno sleale attacco alle spalle”, e si è ulteriormente indispettito quando la Turchia ha subito chiesto aiuto alla NATO invece di discutere prima con Mosca riguardo l’accaduto. Il Cremlino ha bandito la vendita di pacchetti turistici in Turchia, nonché l’importazione di prodotti turchi; una mossa che è costata alla Turchia diversi miliardi di dollari.

Putin ha inoltre ordinato di schierare i più avanzati sistemi missilistici di difesa aerea, gli S-400, in una base aerea siriana ad Hemeimeem, nella provincia di Latakia, a soli 50 chilometri dal confine con la Turchia. Da lì, gli S-400 possono raggiungere il cuore del territorio turco.
In aggiunta, anche una nave militare russa equipaggiata con missili di difesa è stata schierata vicino alla costa, e altri caccia sono stati inviati alla base.
Putin ha dato ordine di distruggere qualsiasi minaccia agli aerei russi. In un nota particolarmente dura, il leader russo ha dichiarato che già prima dell’abbattimento del caccia russo i velivoli turchi invadevano regolarmente lo spazio aereo siriano. “La Turchia entra costantemente nello spazio aereo siriano, ma provi a farlo adesso…”, ha aggiunto minaccioso.

L’offensiva siriana nei pressi di Aleppo e l’attacco curdo al confine settentrionale della città hanno infastidito la Turchia. Gli Stati Uniti hanno consigliato moderazione, ma il Governo turco considera i gruppi curdi come una minaccia e si è ripromesso di rispondere per le rime.
Recep Tayyip Erdogan e altre personalità di spicco della politica turca hanno criticato sempre più aspramente le azioni russe, accusando Mosca dell’uccisione di molti civili nella città di Aleppo. Queste accuse hanno provocato una dura reazione di Mosca, che ha liquidato le insinuazioni definendole come bugie.
Ma l’inasprirsi dei combattimenti a nord di Aleppo sta sollevando la minaccia di un serio conflitto tra Russia e Turchia, le cui conseguenze sarebbero inimmaginabili.

La NATO ha dichiarato la propria solidarietà alla Turchia nella faccenda dell’aereo abbattuto, sostenendo la posizione di Ankara secondo la quale il caccia russo avrebbe commesso una violazione di spazio aereo, anche se per pochi secondi.
L’articolo 5 del trattato di adesione obbliga la NATO a difendere i propri membri in caso di aggressione nemica; ciò significa che uno scontro russo-turco potrebbe potenzialmente diventare un conflitto tra la Russia e la NATO. Ben consci del pericolo, gli Stati Uniti e i loro alleati all’interno della NATO hanno caldamente incoraggiato la Turchia ad astenersi da qualsivoglia provocazione che possa scatenare la rabbia russa. Ma se le truppe turche dovessero entrare in Siria, le possibilità di scontro con l’esercito russo aumenterebbero notevolmente.

Se la Russia o la Turchia innescassero la miccia, potrebbe essere poi molto difficile domare l’incendio.

 

Traduzione di Marta Abate

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->