martedì, Settembre 28

I ‘dolori’ del giovane Ronaldo: no alla Coca Cola, se non paga Troppo recente il periodo in cui ne tesseva le sperticate lodi per non pensare male. Magari ha litigato con l’azienda di Atlanta per bassi motivi di ‘sghei‘ e così l’ha voluta danneggiare volutamente

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A quale livello di degenerazione sia arrivato il business miliardario della pedata (assistita dai dollari) lo dimostra il recente episodio che ha visto uno sdegnoso Cristiano Ronaldo spostare due bottigliette di Coca Cola durante una conferenza stampa in ambito Uefa durante gli Europei.

Contemporaneamente, il re della pedata (sempre assistita dai dollari), ha tuonato contro la bevanda made in Usa dicendo: ‘Bevete acqua’.

Questo scherzetto, in apparenza innocuo, è costato all’azienda di Atlanta l’1,6% del valore delle azioni in borsa, pari a 4 miliardi di dollari, a riprova del micidiale meccanismo che si è ormai instaurato tra mercato e influencer.

Una degenerazione etica che corre amplificata sulla Rete che connette tutto e tutti istantaneamente.

Ma uno potrebbe pure pensare che in fondo il giovane Cristiano ha avuto una resipiscenza, un atto di orgoglio morale, una adesione inusitata ai valori etici, ma purtroppo non è così. Infatti, il calciatore è stato in passato un prezzolato fan della bevanda gassata.

Troppo recente il periodo in cui ne tesseva le sperticate lodi per non pensare male. Magari ha litigato con la Coca Cola per bassi motivi di ‘sghei’ e così l’ha voluta danneggiare volutamente.

Una riprova che l’etica c’entra poco in questo frangente è il ‘codazzo dei minori’, cioè di giocatori meno noti che lo hanno imitato come Cristian Locatelli oppure hanno fatto il contrario, come lo scaltro Lukaku che ha invitato la Coca a chiamare il suo agente per mettersi d’accordo

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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