giovedì, Aprile 22

I costi dell’ (in)giustizia in Italia Non solo carcere. E' il sistema che non funziona. E i candidati, muti guardano senza vedere

0

Non sara’ sfuggito: in questa campagna elettorale, in generale priva di proposte concrete, dove la gara tra i candidati sembra sia chi la spara più grossa, è stranamente assente il tema della Giustizia.
Quando si dice Giustizia non si dice solo carceri, anche se le condizioni di vita dell’intera comunità penitenziaria (i detenuti, ma anche gli agenti della polizia penitenziaria, i volontari e tutto il personale che lavora nelle carceri) sono quello che si può definire l’epifenomeno, la punta del più gigantesco iceberg.

Si tratta, come vedremo, di una questione che riguarda tutti, nessuno escluso; ed e’ colpa grave che nessuno dei leader (tutte e tutti, nessuna e nessuno escluso) se ne sia voluto occupare.
Per cominciare: nel  2017 i risarcimenti per ingiusta detenzione ammontano a 2,87 milioni di euro. Napoli è al terzo posto per errori giudiziari, dopo Catanzaro e Roma; nel 2017 gli errori giudiziari e le ingiuste detenzioni sono costati allo Stato quasi 37,7 milioni di euro, con 1.013 casi di persone arrestate per sbaglio.
Sono 968 mila circa i processi che superano i limiti della ragionevole durata (tre anni per il primo grado, altri due per l’appello, e un anno in Cassazione): oltre 345 mila nel penale e quasi 623 mila nel civile, secondo i dati del ministero della Giustizia. Da quando è in vigore la legge Pinto, che sanziona la durata eccessiva, lo Stato ha avuto condanne per quasi un miliardo di euro.

La legge fissa la tempistica delle indagini preliminari (non oltre due anni per i reati gravi) ma bastano nuovi elementi, in astratto, per continuarle all’infinito. Se il magistrato si trasferisce il fascicolo viene riassegnato, e si riparte da zero.
In media un processo penale davanti al tribunale dura 707 giorni (534 per rito monocratico), 901 per quello d’appello, un anno per la Cassazione. Per una causa civile il primo grado è di 935 giorni in media, 709 per l’appello, 365 per essere giudicati in via definitiva.

Il carico di arretrato è di 3 milioni i processi da smaltire nel civile, oltre 1,5 milioni nel penale. Le imprese spendono 3 miliardi ogni anno solo per i contenziosi lavorativi. Un caso per licenziamento si chiude mediamente in 2-3 anni per il primo grado. Per il Tribunale delle imprese, il tempo per la sentenza è di 970 giorni nel 2016, contro gli 870 giorni del 2015. La lentezza costa al Paese almeno 40 miliardi di euro. Secondo uno studio Cer-Eures, se i tempi della nostra giustizia fossero pari a quelli tedeschi, si registrerebbe un aumento aggiuntivo di quasi 2,5 punti del PIL e di 1.000 euro di reddito pro-capite, ma anche la riduzione del tasso di disoccupazione di mezzo punto, per un recupero di circa 130mila occupati.
Questa la parziale fotografia dello stato della (in)giustizia in Italia. Ogni commento e’ superfluo.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->