giovedì, Settembre 23

I conti del Ministero delle Infrastrutture

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è uno dei dicasteri più importanti in Italia. Oltre ai Piani urbani di mobilità, ai trasporti sia pubblici che privati e ai porti, il Mit si occupa anche di reti infrastrutturali importanti e fondamentali come quella viaria, autostradale e ferroviaria. Il Ministro che presiede la struttura amministrativa è Graziano Delrio, ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo di Matteo Renzi. Quello delle Infrastrutture è uno dei Ministeri che fa più investimenti in assoluto.

Infatti, queste sono le parole di Graziano Delrio in un’intervista: «In 20 mesi sbloccheremo opere per un punto di Pil, almeno 15-16 miliardi in tutta Italia e se il Sud sarà capace di far fruttare i fondi europei crescerà del 2,5-3%.», ha continuato il Ministro, «Rafforzeremo i collegamenti tra porti, strade e ferrovie, faremo molta cura del ferro, specie nelle tratte di Calabria, Sicilia e Sardegna. E poi la cura dell’acqua sbloccando i 5 miliardi di investimenti fermi nei porti. Dal 10 agosto, ad esempio, sono partite dieci coppie di treni alla settimana carichi di merci arrivate dal mare, dal porto di Gioia Tauro al grande interporto campano di Marcianise».

Il Mit, inoltre, gestisce numerose partecipate che a volte pesano molto sulle spese del dicastero. Il Ministro delle infrastrutture, infatti, è proprietario al 100% della ferrovia Circumetnea, ferrovia che collega Catania con Riposto e che compie il periplo del vulcano Etna. I costi di gestione di questa linea sono alti: per 110 chilometri di linea ferroviaria e per 6 linee autobus, il Mit spende, solamente per il personale, 18 milioni di euro. Per non parlare dei costi di funzionamento che sfiorano la cifra di 20 milioni di euro annui.

Il Ministero delle Infrastrutture gestisce anche la navigazione sul Laghi Maggiore, di Garda e di Como: «Gestendo direttamente i servizi pubblici di navigazione sui laghi a mezzo di apposito Gestore, nominato dal Ministro pro tempore tra i funzionari dell’Amministrazione dello Stato, in attività di servizio o a riposo», questa è la ragione sociale di tale attività. Anche questo impegno costa caro al Mit: quasi 24 milioni di euro all’anno, con un disavanzo negativo di bilancio di 600mila euro.

Tra le società controllate dal Mit c’è anche l’Enac, l’Ente Nazionale Aviazione Civile, che nel 2014 ha richiesto alle casse del Ministero quasi 100 milioni di euro. Sebbene il dicastero di Porta Pia non abbia quote di partecipazione nell’Enac, l’impegno risulta essere molto gravoso. Il fatto che fa sorridere è che l’Ente è in positivo per più di 20 milioni di euro. Infine, anche l’Enav, l’Ente Nazionale Assistenza al Volo, che ha ha per oggetto l’esercizio dei servizi di assistenza al volo, dei sistemi e delle attività di sviluppo, produzione, erogazione, vendita ed esportazione dei servizi della navigazione aerea in Italia e all’estero e qualsiasi attività comunque connessa o complementare, è di proprietà totale del Ministero e costa annualmente 30 milioni di euro tondi.

Sembrerebbero numeri alti per tutti i comuni cittadini ma così non è per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Se solo si dà un’occhiata al bilancio previsionale del 2015 si capisce come queste cifre siano solo la punta dell’iceberg di un dicastero ricchissimo. Solo per le infrastrutture pubbliche e per la logistica, il Ministero di Porta Pia spenderà nel 2015 quasi 4 miliardi di euro, un sessantesimo dell’intero Prodotto Interno Lordo di una Nazione come la Grecia. Per quel che riguarda la mobilità locale, stradale, aerea e marittima, il Ministero spenderà 8 miliardi e mezzo di euro nel 2015, sebbene la cifra calerà di un miliardo tra due anni per la spending review imposta a tutti i Ministeri. Il totale della spesa annuale del Mit è di 13 miliardi di euro, una cifra incredibile se si pensa che il Ministero dell’Interno, che gestisce tutto il problema dell’immigrazione, l’ordine pubblico e la sicurezza, il soccorso civile e le autonomie territoriali, spenderà 20 miliardi di euro ma nel biennio 2014-2016.

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