mercoledì, Ottobre 20

'I consumi sono congelati' field_506ffb1d3dbe2

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Quali categorie commerciali non sono opportunamente regolamentate?

La new economy e la share economy sono il presente e si crede che siano soltanto il futuro. E’ necessario regolamentare in maniera decisa e convinta questi due fenomeni economici, affinché si evitino preoccupanti casi come quelli in cui si ferma Uber Pop e si ammette che non vi siano Pos a bordo dei taxi.

Nel nuovo scenario economico quali sono i punti deboli lasciati senza un’opportuna tutela dalla politica italiana?

La qualità e l’eccellenza sopratutto nei settori artigianali e agroalimentari perché sono fortemente scoperti. Abbiamo 60 miliardi di euro di invasione nel mondo dell’Italian Sounding (la contraffazione dell’italianità) mentre la politica rimane soltanto a guardare, evitando di inserire nell’agenda politica provvedimenti ad hoc, nemmeno nell’anno dell’Expo 2015.

Le politiche economiche non sono sufficientemente all’altezza con la situazione sociale ed economica in forte trasformazione?

L’Italia, nell’attuale momento storico, non ha una chiara politica economica se non quella dettata dalle direttive dell’Unione europea. Siamo il terzo Paese finanziatore dell’Europa eppure non siamo riusciti a finanziarci una politica di sviluppo, una sana politica agricola e nemmeno quella industriale.

I politici cosa dovrebbe cambiare in almeno tre grandi aree del commercio italiano?

Nel settore economico dell’agroalimentare dovrebbero difendere con estrema convinzione l’eccellenza italiana che riscuote un grande riconoscimento all’estero. Nel turismo sarebbe necessario mettere in campo una costante azione strategica nazionale di promozione e di valorizzazione. Nel comparto dell’e.commerce servirebbe con urgenza una digitalizzazione per sostenere adeguatamente i produttori italiani ad aprirsi con maggiore facilità verso il mercato globale.

E’ diversa la situazione negli altri Paesi europei?

L’Italia è certamente il Paese tra i grandi Stati che registra notevoli difficoltà. Questa situazione, a nostro avviso, non è dipesa soltanto dalla migliore situazione economica delle altre nazioni perché tutto è legato alla politica nazionale. Non solo. C’è anche una grande mancanza di responsabilità nei confronti dell’emergenza sociale costantemente presente nel Paese.

Quale spinta propulsiva è mancata durante la crisi economica per limitare i danni ai cittadini?

Il controllo sui prezzi avvenuto nella prima fase (penso ad esempio alla grande bolla immobiliare) e di conseguenza politico riguardante specificatamente la supervisione sulle speculazioni economiche (penso a tutti i fenomeni legati alle truffe, ai raggiri e agli inganni, dalle carte Revolving fino ad arrivare ai settori dell’energia e delle telecomunicazioni).

I consumatori come subiscono la distrazione politica sul grande asset economico dei consumi?

Il consumatore si è ormai trasformato in un vero e proprio survivor, una persona che cerca individualmente di sopravvivere tenacemente alla forte crisi economica e alle troppe e quotidiane sollecitudini dettate dalla sopravvivenza. Il compratore ha subito un sostanziale stravolgimento sociale e da animale politico di gruppo è diventato animale apolitico individualista. Potrei definire questa condizione come una specie di “si salvi chi può”.

 

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