giovedì, Ottobre 21

I cittadini, prima di tutto Il resoconto di questa legislatura sulla protezione degli europei e dei loro diritti

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Ue cittadini

La legislatura che si sta per concludere si è occupata dei diritti e della protezione dei cittadini comunitari. Il diritto d’asilo e libera circolazione, norme in contrasto agli abusi sessuali sui bambini, sul traffico di esseri umani e sulle vittime di reati, e il diritto alla protezione dei dati personali, sono stati costantemente al centro del dibattito politico.

Di libera circolazione e asilo ne abbiamo discusso ampiamente quando negli scorsi mesi un gruppo di stati membri, metteva in discussione le direttive fondamentali che regolano la circolazione dei cittadini comunitari e dei paesi terzi. Questa è una delle libertà fondamentali sulle quali si basa la storia dell’integrazione europea. Il parlamento in questa legislatura ha adottato il sistema europeo comune di asilo, che entrerà in vigore nel corso del 2015 che comprende un insieme di diritti per i  richiedenti asilo non appena entrano nei paesi dell’UE e maggiore sostegno per i paesi oggetto di flussi di richiedenti asilo.

Una battaglia vinta dall’istituzione è stata aver costretto i paesi membri al regolamento denominato Dublino II sui trasferimenti di richiedenti asilo tra paesi dell’UE in modo da impedire i trasferimenti verso paesi dell’UE in cui si verificano violazioni sistematiche delle procedure di asilo e delle condizioni di accoglienza che comportano il rischio di trattamenti disumani o degradanti. Allo stesso tempo, come affermano i documenti ufficiali, « i deputati hanno favorito la solidarietà tra Stati membri soggetti a pressioni dovute all’elevato numero di richieste di asilo, assicurando che i richiedenti asilo non siano trasferiti in paesi che non sono in grado di gestirli e spinto per un sistema permanente di condivisione dei rifugiati tra i paesi dell’UE, iniziativa respinta da una maggioranza dei governi nazionali». Il Parlamento ha contribuito anche con Eurosur, un nuovo sistema di sorveglianza delle frontiere, che dovrebbe intercettare il flusso di migranti e salvarli da condizioni di arrivo precario (ad esempio le traversate in mare).

Le stime per il 2012 sui richiedenti asilo sono di 332 000 unità, la maggior parte provenienti dall’Afghanistan (26250), dalla Siria (23 510), seguite dalla Russia (23360) . I tre Paesi dell’UE maggiormente coinvolti sono stati la Germania con 77500 domande, la Francia con 60600 richiedenti e la Svezia con 43900  richieste di asilo. Complessivamente solo il 14% dei richiedenti ha ottenuto lo status di rifugiato, il 10% ha ottenuto la protezione sussidiaria (cioè persone che non necessitano del diritto d’asilo ma se rimpatriate rischierebbero la vita), il 2% ha ottenuto il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie e il 73% delle domande sono state respinte in prima istanza. Infine, la libertà di circolazione è stata una grande conquista per l’Unione. Lo spazio Schengen vuole essere mantenuto tale e il Parlamento intende lottare anche affinché non ci siano discriminazioni all’interno dello spazio comunitario verso i cittadini UE. La migrazione, come è stato spesso sottolineato, è un bene prezioso per l’Ue ma gli strumenti per gestirla sono ancora molto deboli

L’attenzione al cittadino, è avvenuta anche per quanto riguarda la tutela dei minori da internet. Come la stessa istituzione ha affermato, «il Parlamento ha promosso norme a livello comunitario sulla percezione degli abusi on line sul perseguimento dei criminali e sulla protezione delle vittime minorenni. I responsabili di abusi sui minori e coloro che visionano immagini a carattere pedo pornografico su Internet saranno puniti in maniera più severa grazie alle nuove regole approvate dai parlamentari». In questa legislatura si è pensato anche a proteggere le vittime della tratta dello sfruttamento sessuale o della manodopera minorile. Si è amplificato, a livello comunitario, il lavoro delle Nazioni Unite sul tema, rendendo le leggi UE molto sensibili all’argomento.

Il terzo punto che riguarda la protezione dei diritti civili è quello spinoso della privacy e della libertà di internet. Tema molto delicato e estremamente attuale visti i recenti scandali che hanno coinvolto la NSA e i rapporti transatlantici. Come affermano i documenti, «la regolamentazione e limitazione della raccolta massiccia di dati personali da parte di social network, motori di ricerca e altri fornitori di servizi online e, nel contempo, la riduzione della burocrazia per le imprese hanno costituito una parte importante del lavoro del Parlamento per un cambiamento radicale delle norme sulla protezione dei dati nell’UE. I deputati hanno sostenuto una proposta che pone i possessori di dati personali al centro della nuova normativa, assicurando che questi sappiano esattamente quali informazioni personali sono raccolte e a quali scopi. I cittadini europei avrebbero inoltre il diritto a rettificare o cancellare i loro dati personali, mentre il loro esplicito consenso sarebbe necessario per consentirne qualsiasi trattamento».

Inserendo nuove garanzie per il trasferimento dei dati verso paesi terzi fuori dall’UE, come nel caso del sistema dei cloud, si è cercato di regolare il trasferimento dei dati in modo che le aziende debbano chiedere una doppia autorizzazione: allo stato membro e al cittadino. Inoltre, come già si anticipava in precedenza, «il Parlamento ha preso inoltre l’iniziativa di aprire un’inchiesta approfondita sui programmi di sorveglianza degli Stati Uniti, tra cui le intercettazioni dei locali dell’UE, e altre attività di sorveglianza svolte da Stati membri dell’UE. Presentando le conclusione al termine dell’indagine, i deputati hanno affermato che la lotta contro il terrorismo non più mai giustificare una sorveglianza di massa segreta e illegale». Questo è il caso palese dello scandalo NSA che ha fatto tremare i rapporti con gli Stati Uniti e il Trattato di libero commercio che in ottobre era ancora in fase di negoziazione. Il Parlamento ha ottenuto, che gli Stati Uniti, acquisendo i dati dei passeggeri UE in transito o in direzione USA, non li utilizzasse per scopi diversi da quelli indicati dai trattati internazionali.

Infine, essendo la privacy dei cittadini, un tema collegato anche con le transazioni finanziarie, l’Unione è cosciente che molte di queste in passato hanno coperto attività finalizzate al terrorismo o a reati di estrema gravità come il narcotraffico, combinando una legislazione mista tra sicurezza dei dati e libertà di commercio. Come afferma il sito dell’istituzione : «il Parlamento ha  ottenuto  che si facessero delle modifiche ad un accordo con gli Stati Uniti sulla condivisione dei dati bancari, il TFTP (Terrorist Finance Tracking Program). A luglio 2010, 5 mesi dopo aver respinto l’accordo iniziale, i deputati hanno approvato nuove norme, al fine di rafforzare la privacy e la protezione dei dati. È stata la prima volta che il Parlamento si è dimostrato forte e ha ottenuto modifiche all’accordo internazionale grazie ai nuovi poteri acquisiti nel 2009.Il Parlamento europeo ha respinto l’ACTA (Accordo commerciale anti contraffazione) sulla protezione internazionale del diritto d’autore in considerazione delle preoccupazioni sulla privacy e sulle limitazioni della libertà dei normali utenti di Internet che avrebbero persino potuto portare a sanzioni penali per la condivisione di film online». Questo è stato il primo accordo commerciale che il Parlamento ha respinto, applicando alla lettera uno dei nuovi poteri che Lisbona gli ha conferito e che mira a rendere partecipe l’istituzione dei cittadini all’accettazione o al rifiuto dei trattati firmati dall’UE con paesi terzi.

In definitiva, le libertà individuali sono state un punto di forza che ha messo d’accordo l’intero arco politico e nei programmi dei partiti per le prossime elezioni, continuano ad essere considerate un pilastro fondamentale dell’integrazione europea.

 

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