sabato, Maggio 8

I carnefici e il teatro civile di Daniele Biacchessi

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Gian Paolo Serino su Repubblica ha detto di lei che è l’unico erede della narrativa civile di Pier Paolo Pasolini. La sente questa responsabilità?

Ringrazio Serino per questa definizione che più volte mi è stata messa addosso. La narrativa civile ebbe un grandissimo seguito popolare nell’immediato dopoguerra e fino agli anni Settanta. Poi prese piede il disimpegno, il riflusso culturale, l’oblio. Narrare in teatro e scrivere di certe vicende dimenticate pareva non essere più la priorità di certi intellettuali italiani. Poi una parte del pubblico ha avvertito il pericolo del ritorno del fascismo, mascherato da finta democrazia, dove un uomo solo al comando decide per tutti. E ha capito che bisognava riprendere l’impegno civile. La mia responsabilità è esattamente quella che dovrebbero avere i cittadini italiani. Dico spesso che bisognerebbe avere meno narratori civili e più panettieri, ingegneri, architetti, operai, impiegati civili.

Alcuni sostengono che il continuare a rinnovare il ricordo di eventi tragici sia un esercizio depressivo che non aiuta ad andare avanti e superare un certo passato. Cosa ne pensa?

E’ vero l’esatto contrario. Proprio perché questo è un Paese senza alcuna memoria oggi è allo sbando sul piano culturale. Siamo agli ultimi posti nelle classifiche di lettura e acquisto di libri. Il livello di quei libri in classifica poi è bassissimo. Mi hanno colpito le risposte su Enrico Berlinguer da parte di giovani intervistati nel film di Walter Veltroni “(‘Quando c’era Berlinguer’ , 2014 ndr.). “Per loro è stato un giocatore della Lazio, un pittore. Qui siamo alla cultura del nulla. Ecco a cosa serve ricordare il passato. Serve a rendere migliore il tuo presente e a comprendere il futuro. Il futuro della memoria, appunto. Non lo sterile ricordo, ma il passaggio di testimone tra generazioni.  Ne ‘I Carnefici’ racconto la storia di un nonno che in una notte di fine estate rivela al nipote di essere stato un sopravvissuto della strage di Montesole. Per il nonno è un lascito di memoria, un testamento. Per il nipote nulla è più come prima. Diventerà uno di quei ragazzi consapevoli che spesso incontro ai miei spettacoli, ai forum estivi di Sant’Anna di Stazzema, nei campi antimafia organizzati da Libera.

Molte delle vicende che ha ricostruito nelle sue inchieste, nei suoi libri e poi nei suoi spettacoli sono ancora velati da tanti aspetti non chiariti, segreti e menzogne. Mi riferisco alle stragi, compresa Ustica, a tanti omicidi e perfino alla morte di Luigi Tenco. Perchè?

L’Italia è un Paese dove il passato non passa mai. Proprio la non comprensione del passato rende tutto melma. Qui non ci sono misteri. Qui tutto è chiaro. Lo Stato attraverso i suoi apparati ha foraggiato e protetto gruppi criminali e terroristi per stabilizzare il Paese. La destabilizzazione per la stabilizzazione del Potere. La strategia della tensione tra il 1969 e il 1980 è la dimostrazione di questo concetto. Si è voluto impedire con una guerra non ortodossa, di bassa intensità, che il Partito Comunista Italiano andasse al Governo. E per fare questo si sono protetti i responsabili di stragi come Piazza Fontana a Milano, Piazza della Loggia a Brescia, Peteano di Sagrado, Treno Italicus, Questura di Milano, Stazione di Bologna. Centinaia di morti e migliaia di feriti. Gran parte dei familiari delle vittime non hanno ottenuto giustizia e i responsabili politici si sono solo visti nelle ombre delle inchieste accusarsi tra loro e affermare menzogne sotto giuramento.

Le chiedo tre risposte flash su il giornalismo italiano 

In uno stato depressivo

L’attuale classe politica

Meglio quella della prima Repubblica, che è tutto dire

La magistratura

Indaga ancora ma viene colpita non appena scopre qualcosa che non va bene al Potere

Torniamo a ‘I Carnefici’. Questa volta oltre al libro e allo spettacolo ha scelto di produrre anche un DVD in una versione molto particolare..

Questo lavoro è il primo che si realizza in Italia con la tecnica LDP. C’è la mia voce narrante, ci sono le musiche di tantissimi artisti e soprattutto ogni mia parola viene illustrata dal vivo da Giulio Peranzoni. Non è il classico disegno animato, cioè la sommatoria di centinaia di quadri animati. Qui si vede la penna di Peranzoni che disegna dal vivo, mentre ascolta le mie parole. E’ tutto ribaltato. Il sistema produttivo è il crowdfunding che avevamo già sperimentato per il DVD dello spettacolo ‘Giovanni e Nori’ e che è stato realizzato con il 177% dell’obiettivo: chiesti 2500 euro ne ha incassati al netto quasi il doppio. Con ‘I Carnefici’ lo schema non cambia, ma cambia invece il contenuto. Al momento siamo al 103% dell’obiettivo, quindi il progetto è finanziato. La campagna terminerà il 22 novembre e poco prima di Natale sarà distribuito alle persone che lo hanno finanziato.

 

Per pre-ordinare il DVD de ‘I carnefici’potete andare sulla piattaforma Becrowdy.  Daniele Biacchessi dopo l’incontro pubblico con il giudice Guido Salvini in occasione del recente Bookcity Milano, prosegue gli appuntamenti con gli spettacoli “I carnefici”, “Le parole della memoria”, “Il Paese della vergogna”. Il calendario completo degli eventi è disponibile sul sito.

 

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