sabato, Maggio 8

I 60 anni de 'Il Signore degli Anelli' field_506ffb1d3dbe2

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Se ne contano almeno undici tra gli idiomi inventati da Tolkien, come l’Elfico primitivo (da cui tutto ebbe inizio), il Quenya (l’antica e cerimoniale lingua degli Elfi), il Sindarin (l’idioma elfico di uso comune), il Khuzdul (la lingua segreta dei Nani), o il Linguaggio nero (ideato da Sauron e parlato dagli Orchi), solo per citarne qualcuno.
Ma non è solo il linguaggio ciò che affascina il lettore di Tolkien, piuttosto la distinzione di tre sezioni di particolare importanza: luoghi, storia, personaggi.
I luoghi così dettagliatamente descritti dall’autore sembrerebbero dare poco spazio alla fantasia del lettore, invece è proprio questo il punto di forza, che spinge ad un vero e proprio cedimento della ragione alla fantasia, lasciandola libera di spaziare nella Terra di Mezzo, seguendo il filo narrativo secondo la prospettiva di ogni singolo personaggio.
A Tolkien si deve soprattutto il ritorno dei giovani alla lettura, in quanto quel mondo parallelo che egli ha creato offre la possibilità di identificarsi, affrontando le proprie paure e frustrazioni, per poi vincerle, attraverso le avventure dei personaggi.
Il Mondo di mezzo in fondo è una mappa dove sono collocati i vari modelli comportamentali dellessere umano: ecco che gli umani sono ambiziosi, bugiardi, bramosi di potere, mentre i nani, gli scavatori delle montagne sono assetati di ricchezze, gli elfi sono esseri superiori per conoscenze e poteri, la classe eletta che aiuta gli altri popoli solo se il loro fine è nobile, ed ancora i popoli oscuri del male e quelli neutrali degli Hobbit, che si compiacciono della loro beata ignoranza ed ignavia pur di non smuovere il loro mondo perfetto.
L’autore aveva raggiunto un tale punto di acutezza nel guardare agli esseri umani, che ne ha potuto inglobare tutta l’essenza attraverso la sua incredibile fantasia ed arguzia nello scrivere.
Si deve a Tolkien il germe del genere fantasy che coinvolgerà non solo la scrittura ma anche la cinematografia moderna. Dal 1985, quando la televisione russa trasmette il film ‘Il viaggio favoloso del Signor Bilbo Baggins, lo Hobbit, sono seguite le grandi produzioni americane con le trilogie del 2001 con il film diretto da Peter Jackson ‘Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’anello’ fino all’ultimo del 2014 che conclude la trilogia de ‘Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate’.
Abbiamo posto qualche domanda ad un giovane lettore, Alex A., chiedendogli come si arriva a Tolkien.
Il tuo avvicinamento a Tolkien da cosa è scaturito?
Per noi giovani è particolarmente facile avvicinarci ad un genere perché lo sentiamo in giro, con il passaparola, da internet oppure dai genitori, poi andiamo ad approfondire. Un esempio sono le citazioni che si trovano di ‘StarWars’ che inducono alla curiosità di vedere poi il film. Solitamente come prima cosa andiamo a vedere il film, perché quasi tutti passano dal film al libro, raramente dal libro al film, almeno per la maggior parte di quelli che conosco. I fan di Tolkien tramite i film sia che abbiano letto il libro o no, trovano lo stimolo per il confronto.
Che cosa ti ha colpito dell’opera di Tolkien?
Che riprende in modo approfondito delle parti del film, che Tolkien però nel libro tratta come i libri della letteratura greca, la Terra di Mezzo si può paragonare alla Grecia. In effetti i greci tramite il racconto del viaggio mettevano alla prova i propri eroi, che dovevano dimostrare tutto il loro valore in termini di audacia, intelletto, astuzia. Il viaggio di cui narra Tolkien è interessante perché ha prodotto delle cose, si passa attraverso dei valori che non ci sono più come l’onore, il rispetto.
Cosa ti ha colpito di più, i luoghi, la storia o i personaggi?
Tutti e tre, se consideri che i luoghi sono ampi e vasti, con una descrizione molto accurata che comporta capitoli molto lunghi, mentre i personaggi hanno tutti una forte personalità. Per questo per noi giovani sono tutti eroi, attuano i valori nelle loro decisioni, alcuni litigano tra di loro perché ognuno deve mettere in pratica i propri principi, dove alla fine il capo prenderà la decisione più consona essendo anche il più saggio. La storia è l’eterna battaglia tra il bene ed il male, anche se il male sembra prevalere con forze superiori, armi migliori ed un più alto numero di soldati, mentre per il bene combattono in pochi e hanno meno armi, però sono più motivati, questo li fa diventare eroi, perché sono pronti a morire.
Prima esistevano i gruppi di lettura, che sono andati scomparendo, oggi con Tolkien so che ci sono dei gruppi sui social. Tu fai parte di qualcuno di questi?
Sì su Facebook ci sono dei gruppi di tolkeniani che si ritrovano a condividere gli stessi valori, dove ognuno si identifica in un personaggio. Devi avere letto necessariamente il libro perché ci sono alcuni che sanno davvero tutto, alcuni sono quasi patologici, si lanciano in discussioni infinite. In effetti sono gruppi nati per gioco, con appassionati di Tolkien che vanno dai 14 ai 30 anni, che sui social hanno un punto di incontro, non fisico ma virtuale, nati in forma di gioco sulla storia, con quesiti sull’opera o postano delle immagini dei film chiedendo a quale momento del libro appartenga, con i post di risposta nasce la discussione.
Cosa ti ha lasciato quest’opera?
Mi ha lasciato la voglia di conoscere, perché se con Tolkien ho trovato una famiglia di fan, comprendo che questo è solo un episodio della mia vita…chissà che la lettura di prossimi libri non mi porti altre esperienze letterarie e nuove conoscenze…

 

 

 

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