sabato, Ottobre 23

Honduras, parola d'ordine: ripulire la Polizia Intervista a Alex Maffeis, responsabile per i progetti di RE.TE. ONG in Honduras

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Cosa pensa la popolazione honduregna di questo nuovo provvedimento? E le Organizzazioni non governative come la sua?

Il problema della Polizia corrotta è fortemente sentito dalla popolazione, anche perché i poliziotti fermano e chiedono una sorta di ‘pizzo’ alle persone. Bisogna dire, e questo io l’ho sperimentato in nove anni di esperienza in Honduras, che per quanto riguarda la Polizia di transito, ovvero quella stradale, questo tipo di procedimento si è ridotto moltissimo; ormai è molto raro,  un tempo succedeva che ti fermavano e cercavano qualche irregolarità per farsi dare soldi perchè non ritirassero la patente, che avrebbe dovuto essere recuperata previo il pagamento di una multa presso gli uffici della Polizia di transito. La percezione delle Forze dell’ordine da parte della popolazione comunque è negativa, si sa che la Polizia è inefficiente, corrotta e senza capacità, quindi la popolazione vede il poliziotto come un nemico, non come una persona che può aiutarlo a risolvere problemi legati alla prevenzione o alla repressione di atti criminali. Chiaramente il processo di depurazione della Polizia, iniziato circa un paio di anni fa con l’insediamento del Presidente Hernandez, ha migliorato un po’ la percezione da parte delle comunità. L’attuale legge approvata permette di dimettere i poliziotti corrotti precedentemente identificati tramite la macchina della verità, la maggior parte dei poliziotti, compresi quelli della Polizia militare, è stata obbligata a sottostare al test tramite questo strumento, che al contrario dell’Italia in Honduras è probatorio ed è già un primo strumento per scremare, fino al decreto per la riforma della Polizia i colpevoli non potevano essere esautorati. Direi quindi che l’approvazione di questo decreto è stata in generale ben vista. Qualcosa in più comunque si può fare, con RE.TE. ONG e grazie ad un programma su iniziativa del Governo statunitense, ad esempio, abbiamo lavorato ad un programma di quattro anni in una delle aree più pericolose di Tegucigalpa, la colonia di Campo Cielo, riducendo il numero di atti illeciti e omicidi locali, ponendo la zona così al secondo o terzo posto per aumento della sicurezza a livello nazionale. Inoltre, lavorando con la casermetta Polizia locale (nella quale i poliziotti sono tutti certificati per volere degli americani), siamo riusciti ad aiutare la comunità a organizzarsi come gruppi di appoggio alla funzione di prevenzione e repressione della Polizia creando una sinergia tra le Forze dell’Ordine e la comunità.

 

Dal punto di vista delle Organizzazioni non governative, cosa dovrebbe fare il Governo per riuscire a far tornare la fiducia della popolazione nelle autorità di Polizia?

Di fatto gli scandali che si sono succeduti sulla corruzione della Polizia, che è atavica nel centro America, hanno creato una visione negativa delle Forze di Polizia difficile da eliminare. Il Governo dovrebbe ripulire da capo a fondo la Polizia, come è stato fatto in Colombia, e lavorare con la comunità, coinvolgerla nell’identificazione delle aree critiche della zona in cui vivono e cercare di sanarle. Si possono portare avanti interventi che a volte possono sembrare poco rilevanti, ma che si rivelano molto efficaci, come mettere un lampione per togliere l’oscurità nella notte o aggiustare una strada che permetterebbe alle pattuglie della Polizia di raggiungere un determinato luogo prima isolato. Si dovrebbe portare la Polizia nelle scuole, tra i bambini ,che in questo modo non vedrebbero più il poliziotto come un ‘uomo nero’ che va elargendo il pizzo, ma come qualcuno che lo aiuta. In sintesi togliere la Polizia dalle caserme e inserirla nella comunità, per abituare la popolazione e ricostruire la fiducia tra quest’ultima e i poliziotti. E’ un lavoro molto lungo, ma con la volontà politica, che al momento c’è, e una forte iniezione di fondi, soprattutto da parte degli Stati Uniti, ma in generale della Comunità internazionale, si può fare. Lavorare per creare un incontro tra istituzioni e popolazione potrebbe essere la soluzione.

 

 

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