sabato, Maggio 15

Honduras, parola d'ordine: ripulire la Polizia Intervista a Alex Maffeis, responsabile per i progetti di RE.TE. ONG in Honduras

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Il tema della corruzione della Polizia in Honduras non è una novità; soprattutto nei primi dieci anni del XXI secolo gli assassinii contro chi cercava di fermare i narcotraffico sono stati molteplici, come ben ricostruito recentemente dal ‘New York Times.
In effetti, già nel 2011 il Governo dell’Honduras aveva inserito in agenda la riforma della Polizia. Fino a due anni fa, però, poco era stato fatto a riguardo. L’attuale Presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández, ha quindi deciso di accelerare i tempi approvando un decreto esecutivo per la depurazione della Polizia nazionale’. Questo decreto, che autorizza il Ministro per la sicurezza, Julián Pacheco, a procedere in modo immediato per produrre cambiamenti all’interno della Polizia, potrà essere posto in atto in virtù di un altro atto legislativo, approvato la settimana scorsa dal Parlamento. Tale atto ha conferito lo status di emergenza alla tematica della riforma delle Forze dell’ordine, permettendo così al Governo di procedere tramite un decreto esecutivo.

Per la prima volta nella storia dell’Honduras, quindi, il Governo sembra voler fare qualcosa di concreto contro la corruzione e la violenza delle forze di Polizia.
Per capire meglio quali sono le dinamiche che hanno portato a questa scelta da parte di Hernández, e quali le aspettative da parte degli honduregni, abbiamo parlato con Alex Maffeis, responsabile dei progetti portati avanti in Honduras dalla ONG RE.TE. che, tramite i fondi stanziati dagli Stati Uniti, ma anche dal Ministero di Grazia e Giustizia italiano e dall’organizzazione Libera, gestisce tra i tanti altri progetti alcuni programmi per la sicurezza in collaborazione col Ministero della Giustizia honduregno. Maffeis, forte di 9 anni di esperienza sul territorio dell’Honduras, ci ha raccontato il nuovo decreto dal punto di vista suo e delle popolazioni locali.

 

La riforma delle forze di Polizia in Honduras è tra i progetti governativi già dal 2011, quali fattori hanno rallentato il processo fino ad oggi?

La connivenza tra i politici, o parte dei politici, e gli affari sporchi legati al narcotraffico di gruppi di Polizia che si fanno la guerra tra di loro. A livello centro americano è una caratteristica abbastanza frequente. La riforma è in agenda dal 2011, e in quell’anno era in carica il Presidente Porfirio Lobo Sosa, il cui Ministro della Polizia (Oscar Alvarez) era implicato in maniera diretta o indiretta in questa guerra interna alla Polizia che generò tutta una serie di morti, alcuni anche eccellenti: ad esempio il figlio della rettrice dell’Università Nazionale che fu ucciso da cinque poliziotti, successivamente indentificati, che nel momento in cui è stato emesso il mandato di arresto hanno ricevuto un permesso e sono scomparsi; o ancora Alfredo Landaverde, giornalista e responsabile della lotta al narcotraffico oltre a un alto grado della Polizia responsabile della lotta al narcotraffico, ucciso a Tegucigalpa. Adesso il Presidente Juan Orlando Hernandez, e gli Stati Uniti d’America che lo appoggiano, mal tollerano questo tipo di attività in quanto in Honduras non si verificano né il consumo né tantomeno la produzione di droga, però, per la collocazione geografica in cui il Paese si trova, diventa un trampolino perfetto, poco protetto a livello di frontiere, che permette a piccoli sottomarini o aerei piper di arrivare in centro America per poi fare il salto verso il Messico, da cui la droga entra negli Stati Uniti. E’ per questo che l’attuale Presidente ha spinto molto per la riforma della Polizia.

 

Gli assassinii e le violazioni dei diritti umani in Honduras per mano della Polizia sono all’ordine del giorno, dal suo punto di vista il Governo riuscirà ad eliminare questi soprusi grazie al nuovo Decreto appena approvato?

Un poliziotto honduregno viene formato in sei mesi di accademia, e loro stessi riconoscono di non avere né la cultura né la strumentazione per adempiere alla funzione di ‘Polizia preventiva’, quella honduregna è, quindi, una Polizia repressiva. Chiaramente in sei mesi non si può apprendere molto. Non c’è una sensibilità sul tema della prevenzione, e non c’è sensibilità e cultura sul tema del rispetto dei diritti umani, anche solo a livello basico. Più si sale e peggio è: le stesse faide interne alla Polizia, legate alla gestione del narcotraffico, o comunque degli affari illeciti, comportano una costante violazione della legge, non soltanto per omicidi eccellenti, ma anche per omicidi dei gruppi criminali di base, che gestiscono, di fatto, il lavoro sporco, e che a volte ammazzano degli innocenti per una pura funzione intimidatoria. La riforma in sé della Polizia, però, è stata incentrata più che altro nel permettere al Governo di esautorare poliziotti implicati in attività illecite; prima questo non era possibile, nel senso che tutti sapevano che c’erano dei poliziotti corrotti o assassini, ma non era possibile esautorarli della funzione pubblica o obbligarli alle dimissioni. Peraltro, come frequente in America Latina e anche in Africa, i poliziotti che sono stati dimessi per atti illeciti spesso si uniscono a delle bande e continuano a delinquere. Perciò non sarebbe tanto importante togliere la funzione pubblica al poliziotto, quanto indagarlo e perseguirlo. Sicuramente, comunque, questo è già un passo avanti, perché almeno si tenta di avere un corpo di Polizia pulito, però questo implica, automaticament,e la mancanza di tutto un processo di formazione legato al rispetto dei diritti umani che, come detto prima, non è possibile per questioni di tempo. C’è ancora molto da lavorare. Io circa un mese fa ho parlato di questo con il Generale Pacheco, l’attuale capo della Polizia honduregna, e loro stessi riconoscono che c’è una grande deficienza nel processo di selezione e formazione della Polizia, però, al momento, non ci sono gli strumenti per poter riformare il sistema. L’attuale riforma della Polizia contribuirà al miglioramento della situazione, ma secondo la mia opinione il percorso sarà ancora molto lungo.

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