sabato, Ottobre 16

Honduras, gli immigrati bambini Gli USA li riportano in Honduras, uno dei Paesi più pericolosi al mondo

0
1 2


Nel 2014 in tutta l’America centrale si è diffusa la falsa notizia che gli Stati Uniti avrebbero concesso il permesso di soggiorno a tutti gli immigrati presenti sul suo territorio. Questa informazione ha provocato un aumento esponenziale del numero di persone che hanno scelto di mettersi in viaggio verso l’America del Nord con la speranza di un futuro migliore. Da quel momento in poi l’Honduras è uno dei paesi che ha prodotto più immigrati: attualmente negli Stati Uniti si conta poco più di un milione di honduregni tra regolari e irregolari. Il dato più interessante è rappresentato dal fatto che la maggior parte dei migranti provenienti dall’Honduras, e dall’America centrale in generale, sono minorenni, solo nel 2014 ne sono stati fermati 57 mila di cui il 70% provenienti dal centro America, e il numero è andato aumentando col passare del tempo.

Il forte aumento di immigrati irregolari ha costretto gli Stati Uniti a prendere provvedimenti per la propria sicurezza territoriale e, in virtù delle leggi approvate dal Governo Obama si è deciso di riportare indietro tutti gli irregolari, compresi i bambini e le donne. Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon ha ritenuto importante ricordare a tutti i Paesi coinvolti in queste migrazioni che esistono leggi internazionali molto chiare sul trattamento dei migranti, e in particolare dei migranti bambini, e che queste vanno rispettate. Gli Stati Uniti, però, hanno dichiarato che non possono più gestire in modo adeguato una simile situazione e che quindi tutti i migranti, senza differenziazione di età o sesso, dovranno essere riportati al loro Paese d’origine.

Per questi motivi il Presidente statunitense Barack Obama già nel 2014 ha richiesto lo stanziamento di 3.7 miliardi di dollari per aumentare i controlli alle frontiere e migliorare le condizioni dei centri di prima accoglienza. Chiaramente prima delle espulsioni gli immigrati hanno il diritto di udienza davanti ad un giudice, ed è qui che iniziano i problemi. In effetti il tempo che passa dall’arrivo del migrante in territorio statunitense fino alla sua espulsione è molto lungo, a causa di procedimenti lentissimi. Nel caso dei bambini, ad esempio, come prima cosa bisogna individuarne la nazionalità e dar loro la prima assistenza sanitaria.

I messicani e i canadesi sono subito rinviati nei loro Paesi, mentre gli altri vengono sistemati in centri di prima accoglienza, allo stato attuale strapieni. Dopo 72 ore i bambini devono essere trasferiti in un altro ricovero, dove possono restare per un massimo di 45 giorni. Nel frattempo i minori vengono inseriti nelle liste di deportazione, prima però devono avere udienza da un giudice. Il problema è che i Tribunali per l’immigrazione sono oberati di lavoro: si è calcolato che per avere udienza ci vogliono in media 578 giorni. Durante l’attesa i bambini vengono affidati a parenti che già si trovano negli Stati Uniti o, in assenza di questi, vengono affidati temporaneamente a famiglie americane. Nel frattempo alcuni iniziano anche a frequentare la scuola americana.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->