domenica, Aprile 18

Homeless: emergenza tra i giovani europei Secondo Istat, il 25,7% dei senzatetto in Italia è under35. In Olanda sono il 50% in più rispetto al 2014, mentre in Danimarca sono aumentati dell'85% in sei anni

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Il numero degli homeless, senzatetto, e di chi versa in uno stato di povertà assoluta in Europa, è in forte crescita. In Italia, il fenomeno conferma il trend europeo, ma con un dato in più. Ad essere i più colpiti dalla mancanza di dimora, sono sempre di più i giovani, compresi tra la fascia d’età tra i 18 e i 34 anni. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat (2015), sono 50mila i senza fissa dimora in 158 comuni italiani che ogni giorno utilizzano servizi di mensa o di accoglienza notturna. Se si considera chi non usa servizi di accoglienza, il numero potrebbe salire di misura. Di questi ‘invisibili’ che vivono nelle città italiane, 13mila sono under35, il 25,7% del totale. Dal 2011 al 2014, la percentuale è aumentata del 6%.

L’ultimo rapporto della Caritas 2017 Futuro Anteriore, aiuta a fare un po’ più di luce su un tema che, spesso, viene lasciato in disparte. Secondo le stime, il 7% di chi fa utilizzo dei servizi offerti dalla Caritas su tutto il territorio nazionale, ha un’età compresa fra i 18 e i 35 anni. Se si restringe la fascia a chi ha meno di 24 anni, i numeri diventano ancora più allarmanti. Più di 9.600 ragazzi non hanno un tetto sotto cui stare e, per questo, si affidano ai centri di supporto e aiuto, come Caritas e diocesi. Molte, 1500, sono per lo più ragazze con alle spalle esperienze di vita marginali, senza un’occupazione, con un livello d’istruzione inferiore alla terza media e, nel 60% dei casi, con un bambino a carico.

Il numero sale anche per coloro che vivono in uno stato di povertà assoluta. Le stime sono di 4 milioni 742mila persone, il 7,9% dei residenti, per un totale di 1milione e 619mila famiglie. In termini percentuali, il numero di chi vive al di sotto della soglia di povertà è aumentato del 165,2% nell’ultimo decennio. Chi ha subito di più questa crescita negativa sono stati, ancora una volta, i giovani under34. Nel 2007 ‘solo’ un giovane su 50 versava in queste condizioni di vita; oggi, si è passati dal 1,9%, al 10,4%. Anche i minori hanno subito una situazione simile; in Italia, se ne contano 1milione e 300mila, il 12,5% del totale, che vivono in uno stato di povertà assoluta.

Tra chi non ha una dimora, o che vive al di sotto della soglia minima di povertà, ci sono anche i giovani immigrati. In totale, cioè coloro che sono stati ascoltati nei centri Caritas, sono circa 8,530, tra cui la maggior parte con un livello d’istruzione nella media, con un regolare permesso di soggiorno e con bambini nel 50% dei casi. Sono perlopiù giovani africani che hanno attraversato il deserto libico, prima, e la rotta mediterranea, dopo, in cerca di un futuro in terra europea. Tra i giovani ascoltati nei Centri d’ascolto nel Nord-Italia, molti provengono da Marocco, Nigeria e Pakistan e rappresentano il 26,4% dei senza fissa dimora.

Se in Italia il numero dei ‘giovani homeless’ rappresenta un dato preoccupante ed in continua crescita, il trend si conferma anche nel resto dell’Europa. Soprattutto in quegli Stati dove, prima della crisi del 2008, il welfare statale non permetteva un alto tasso di ‘homelessness’ e condizioni di vita sotto la soglia di povertà. Il documento pubblicato dall’organizzazione non governativa belga FEANTSA (European Federation of National Organisations Working with the Homeless), rivela infatti che in tutti i Paesi Ue, fatta eccezione per la Finlandia dove i senzatetto sono diminuiti del 10%, i senza fissa dimora sono aumentati, talvolta anche in maniera significativa.

Negli Stati del Nord Europa, come i Paesi Bassi ad esempio, sono 12,400 i ragazzi tra i 18 e i 30 anni che vivono senza fissa dimora. Nel solo biennio 2015/2016, il numero giovanile è aumentato del 50%, con il 40% del totale concentrato nella città di Amsterdam. Nel 2013, si contavano 25mila homeless in tutto lo Stato. Quattro anni dopo il dato è salito a 31mila persone che, attualmente, non hanno ancora una fissa sistemazione. Anche in Danimarca, Stato di riferimento per politiche sociali e assistenza, il numero è salito a livello esponenziale. Se nel 2009, si contavano 4,998 persone per le strade, oggi, invece, sono circa 6,100, con una crescita del 23% in sei anni. Di questi, il numero degli under30 è aumentato dell’85% dal 2009, quando se ne stimavano meno di 600.

L’Europa Centrale e le principali capitali europee, come Vienna e Bruxelles, hanno subìto la stessa crescita negativa. Dal 2010 al 2014, sia nella capitale austriaca che in quella belga, i dati mostrano che sempre più giovani, disoccupati e senza assistenza statale, non riescano a trovare delle sistemazioni stabili, e talvolta nemmeno un tetto sotto il quale dormire. A Vienna, si contano 9,770 perone, il 19% in più rispetto al 2010; mentre a Bruxelles, 2,603, il 34% in più.

Nemmeno in Germania non è stato fermato il trend negativo. Gli homeless sono 335mila, il 35% in più rispetto rispetto a cinque anni fa. Nel 2012, i senzatetto erano 248mila.

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