lunedì, Giugno 27

Hollande sta minacciando politicamente la Francia

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Le elezioni del 2017 si avvicinano velocemente. Lo spostamento di Hollande a destra è un trucco elettorale pericoloso. Naturalmente è pericoloso a causa del fatto che le politiche coinvolte in questa manovra sono tutto tranne ciò di cui ha bisogno la Francia. E il loro chiaro e rumoroso fallimento è l’evidenza della debole ratio che giace dietro ad esse. Ma questa manovra elettorale è pericolosa anche per Hollande stesso, perché potrebbe portare a questo risultato: lui potrebbe perdere le elezioni, dato che è diventato sempre più impopolare, e la Francia potrebbe diventare così frustrata e così divisa da precipitare nel caos.

Avendo designato Marine Le Pen quale sua principale oppositrice e il Fronte Nazionale quale suo nemico giurato numero uno, Hollande gli ha dato abbastanza credito da permettergli di formare un governo in un giorno, oltre a diffondere l’idea che una presidenza Marine Le Pen non sia poi così impossibile. Questo potrebbe permettere a Hollande di raggiungere l’obiettivo di mandare Sarkozy al terzo posto nell’imminente gara, in particolare ora che molti sondaggi indicano che Le Pen ha discrete chance di raggiungere il secondo turno nelle elezioni del 2017. Con la sua retorica e le sue politiche, Hollande sta dicendo alla Francia: o me o la destra estrema. Puro ricatto politico. Hollande non dovrebbe cambiare le proprie politiche, non importa quanti del suo schieramento chiedano ciò, e non importa quanto fallimentari e quanto controverse siano. Dovrebbe semplicemente mettere la Francia in una posizione nella quale i francesi possano votare per lui solo per evitare una presidenza Marine Le Pen. D’altro canto, questa strategia è estremamente rischiosa.

La Francia ha un sistema di governo semi-presidenziale e le elezioni legislative vengono subito dopo le elezioni presidenziali. Il Presidente francese non sempre governa la nazione, dipende dalla convergenza con il Parlamento. Ci sono stati vari casi di coabitazione, dove i presidenti devono lavorare con i governi formati dai primi ministri dell’opposizione, se l’opposizione vince le elezioni legislative. In questi casi, l’opposizione diventa la nuova maggioranza. Hollande ha reso la sinistra francese così impopolare, e il Fronte Nazionale ha ottenuto così tanto successo che la Francia potrebbe trovarsi in stallo. Questo sarebbe lo scenario: Hollande capitalizza le paure di una presidenza Le Pen; il partito di Le Pen vince un gran numero di poltrone in parlamento, ma non la maggioranza, così che destra e sinistra tradizionali si troverebbero nella stessa posizione. Se andasse così nascerebbero dei disordini, soprattutto perché i francesi sono diventati estremamente diffidenti verso la loro classe politica.

Questo scenario potrebbe molto probabilmente portare a una rivoluzione. E non dimentichiamo che stiamo parlando di una nazione culturalmente molto diversificata al crocevia di una trasformazione civile e che sta affrontando sfide monumentali. In aggiunta, l’ultimo colpo di stato condotto da De Gaulle negli anni ’50 fu in circostanze simili, con una concreta mobilitazione di truppe militari scontente, assemblate per prendere Parigi e rovesciare un regime politico fallimentare. Poi ci fu la rivolta del 1968, quando gli studenti hanno trasformato Parigi in uno scenario di guerriglia urbana. Senza nominare le tre rivoluzioni e il lungo periodo di instabilità politica del XVIII secolo.

La Francia è una nazione di ribelli e pensatori. Ha bisogno di un leader che unisca, non uno che divida. La Francia ha esportato nel mondo intero il proprio senso di sovversione politica e il proprio amore per la libertà, ispirando addirittura la rivoluzione russa. Minacciare politicamente la Francia è un gioco decisamente rischioso. Ma per capire ciò bisogna capire la storia francese. A giudicare dalle politiche del Presidente Hollande e dalla sua cinica attitudine verso la politica, sembrerebbe egli non abbia interesse nella Storia. E ignorare la Storia è risultato fatale per molti.

Traduzione di Manuel Marini

 

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