sabato, Ottobre 23

Himalaya, ghiacciai a rischio: ecco un’idea incredibile I 65% dell’acqua trattenuta nei ghiacciai potrebbe scomparire entro il 2100. Ma c'è chi s'ingegna...

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I ghiacciai della catena dell’Himalaya sono a rischio estinzione. Secondo un nuovo studio presentato sulla rivista ‘Nature‘, a meno di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, il 65% dell’acqua trattenuta nei ghiacciai potrebbe scomparire entro il 2100. Purtroppo anche una azione immediata non risparmierebbe tutti i ghiacciai: almeno un decimo di essi è destinato a perdersi.

«La novità è che abbiamo generato una simulazione al computer, basata su dati satellitari e climatici, compiuta su più di 30mila ghiacciai. Ciò al fine di stimare la velocità e la quantità di ghiaccio che è destinato a scomparire nel corso del XXI secolo. Questo ha permesso di determinare cosa succederà ai ghiacciai se si limiterà l’aumento della temperatura a 1,5°C o 2°C come concordato a Parigi nel 2015, o cosa accadrà invece se le emissioni aumenteranno con il ritmo attuale», spiega Philip Kraaijenbrink dell’Università di Utrecht, tra gli autori della ricerca.

Intanto c’è chi sull’Himalaya prova a suo modo a risolvere la questione. Un gruppo di 10 volontari ha messo in atto un piano per risolvere una crisi dell’acqua a Ladakh, la regione settentrionale dell’India. Costruiscono strutture di ghiaccio artificiale, più di 30 metri di altezza, che sperano si sciolgano all’inizio della primavera e possano dare agli abitanti del villaggio e le loro aziende l’acqua necessaria.

Le strutture di ghiaccio sono il frutto dell’ingegnere Sonam Wangchuk. Nato a Ladakh, ha lavorato per diversi anni per trovare soluzioni innovative per i problemi quotidiani che le comunità locali hanno: «Tendiamo a ottenere le soluzioni da New York o Nuova Delhi, ma non funzionano per noi qui in montagna. Credo che le persone di montagna devono trovare soluzioni per loro stesse».

Le strutture si chiamano stupas perché somigliano alle strutture religiose tibetane. La tecnologia dietro le strutture del ghiaccio è semplice. I tubi vengono inizialmente sepolti sotto il terreno, sotto la linea di gelo. A causa della differenza di altezza, temperatura e forza gravitazionale, la pressione cresce nel tubo. L’acqua del flusso scaturisce ed esce dalla punta sollevata del tubo come una fontana. L’aria sotto-zero blocca l’acqua per formare gradualmente una struttura piramidale.

«Stiamo congelando acqua inutilizzata in inverno e, a causa della forma geometrica, non si scioglie fino alla tarda primavera», afferma Wangchuk. Alla fine della primavera, il ghiacciaio artificiale comincia a fondersi e l’acqua può essere usata per irrigare le colture.

(video tratto dal canale Youtube della BBC)

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