giovedì, Agosto 5

Hillary Clinton: stronger together

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Ultima notte di lavori a Philadelphia, dove si tiene la convention del partito democratico. Dopo che sul palco hanno sfilato, tra gli altri, i coniugi Barack Obama e Bill Clinton, ieri sera è stato il turno della prima donna candidata alla Casa Bianca per un grande partito: Hillary Clinton.

https://www.youtube.com/watch?v=cATOCWzdoGo

Credits: Democratic convention live stream via Youtube

Accettando una storica nomination, Hillary Clinton è finalmente pronta a iniziare ufficialmente la guerra a Donald Trump in vista delle elezioni generali dell’8 novembre. Se il partito democratico si era presentato diviso e lacerato da contrasti interni all’apertura della convention, quel che ne è emerso è una collettività unita da un unico scopo: non lasciare che Donald Trump sia il prossimo Presidente.

E questo scopo unico non può che essere cristallizzato nel volto di Hillary Clinton. Lei che non ha solo il compito di essere la prima a godere del titolo di ‘Madam President’, ma anche quello di traghettare l’America verso un voto consapevole. Ecco, quindi, che l’ultima notte democratica può essere letta non solo come la notte in cui la Clinton ha accettato la nomination, bensì, in un senso più ampio: la notte in cui la Clinton ha iniziato a cercare di catturare i voti dei repubblicani che proprio non possono scendere a patti con la nomination di Trump.

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Credits: Bernie Sanders via Twitter

Il primo passo, però, sarà quello di accattivarsi le simpatie dei sostenitori di Bernie Sanders, colui che «ha ispirato milioni di americani, in particolare i giovani che hanno riversato il loro cuore nelle primarie», ha detto la Clinton. A Sanders riconosce il merito di aver «riportato al centro temi come l’economia e la giustizia sociale». Ma ora è tempo che i sandersiani prendano atto che la loro rivoluzione può solo essere traghettata dalla Clinton: «Voglio che sappiate che vi ho ascoltato», ha incalzato la Clinton, «e la vostra causa è la nostra causa. Il nostro Paese ha bisogno delle vostre idee, della vostra energia e passione. È l’unico modo in cui possiamo trasformare la nostra piattaforma progressista in un cambiamento reale. L’abbiamo scritta insieme. Ora andiamo là fuori e rendiamola realtà».

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Credits: Donald Trump via Twitter

Ma il pensiero corre subito all’ostacolo che si frappone tra lei e la Casa Bianca: «Donald Trump vuole dividerci, tanto dal resto del mondo quanto da noi stessi». È la retorica della paura e della paranoia che la Clinton tenta di smascherare: «Donald Trump vuole che abbiamo paura del futuro e del prossimo». Ma la Clinton attinge a piene mani dalla storia, e scomoda Franklin Delano Roosevelt per rispondere alla retorica del terrore: «L’unica cosa di cui aver paura, è la paura stessa». Ma la Clinton riconosce i pericoli reali e non si tira indietro: «Abbiamo tutti una chiara visione di cosa il nostro Paese stia combattendo. Ma non siamo spaventati. Affronteremo la sfida, così come abbiamo sempre fatto. Non costruiremo un muro. Costruiremo un’economia in cui chiunque voglia ottenere un buon lavoro, potrà farlo».

E la Clinton va avanti nel segno dell’apertura: «E costruiremo un percorso verso la cittadinanza per i milioni di immigrati che stanno già contribuendo alla nostra economia. Non bandiremo una religione. Lavoreremo con ogni americano e con ogni alleato per sconfiggere il terrorismo».

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Credits: President Obama via Twitter

Il suo scopo è ribaltare l’immagine distopica dell’America debole -dentro e fuori dai propri confini- che Trump e il GOP stanno tentando di istillare nella mente dei cittadini. «Quando le persone sentono le parole libertà e uguaglianza, giustizia e opportunità, pensano subito all’America. Quindi non lasciate che nessuno vi dica che il nostro Paese è debole. Non lasciate che nessuno vi dica che non abbiamo quel che serve. Lo abbiamo».

Ma è solo uniti e insieme che si raggiungono i grandi obiettivi, e la Clinton è determinata a ricordarlo a tutti, Trump in primis. «Non credete a nessuno che vi dica: solo io posso risolvere la situazione». Secondo la Clinton in questo modo il magnate newyorchese «sta dimenticando ognuno di noi. Gli americani non dicono: solo io posso risolvere la situazione. Ma dicono: possiamo risolverla insieme». E infatti la parola d’ordine è Stronger Together: uniti siamo più forti.

Ma non è nelle corde della Clinton ignorare i segnali dell’elettorato «frustrato e arrabbiato» che sta facendo la fortuna di Trump. Se Obama e Biden hanno «salvato l’America dalla crisi peggiore», c’è ancora molto da fare, sopratutto a livello economico. Ma, si chiede la Clinton, è Trump la risposta? «È un uomo d’affari», dice l’ex segretario di Stato, «deve pur sapere qualcosa di economia».
«Eppure», continua la Clinton, «là fuori ci sono lavoratori che hanno perso tutto perché Donald Trump si è rifiutato di pagarli».

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Credits: Hillary Clinton via Twitter

Per di più, «Trump crede di sapere molto più dell’Isis di quanto sappiano i nostri generali. Be’, non è così». Se il tycoon sta facendo «promesse vuote», il partito democratico sta proponendo «un’agenda coraggiosa per migliorare la vita delle persone lungo tutto il Paese, per rendervi sicuri, darvi un lavoro e dare ai vostri figli le opportunità che meritano».

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Credits: Hillary Clinton via Twitter

Non ha dubbi la Clinton: il segnale da dare al mondo non è quello della chiusura e dell’intolleranza. Nè quello della becera incompetenza politica. Stando così le cose, secondo Hillary Clinton, «la scelta è chiara».

 

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