venerdì, Maggio 7

Hillary Clinton, l’accusa: dietro le mail rubate gli 007 russi

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Ci sono gli 007 russi dietro l’attacco al sistema informatico del comitato nazionale democratico e che ha toccato anche la banca dati della campagna elettorale di Hillary Clinton. I sospetti sono confermati dalla stessa ex first lady e ora candidata democratica alla corsa alla Casa Bianca. Accuse che rischiano di rendere ancor più tesa la lunga volata verso le elezioni del prossimo 8 novembre negli USA. «Sappiamo che i servizi di intelligence russi hanno violato (il sistema informatico) del Comitato nazionale democratico e sappiamo che hanno fatto in modo di far circolare quelle email e sappiamo che Donald Trump ha mostrato una preoccupante tendenza a sostegno di Putin», ha detto Hillary Clinton in un’ intervista a ‘Fox News‘, che ha risposto così agli attacchi di Trump che non ha perso l’occasione per attaccare la rivale sul caso Emailgate, per cui Clinton è stata di fatto scagionata dall’Fbi ma senza diradare i dubbi sul suo operato. «Ovunque c’è Hillary Clinton c’è un problema. Si spera che almeno questa volta non abbia messo a rischio la sicurezza nazionale», ha detto Trump, che ora è sotto accusa per i legami con Putin, che prima ha confermato e poi smentito.

Le accuse che Hillary Clinton rivolge a Mosca per l’attacco hacker sono ‘scandalose’ e ‘offensive’, ha invece fatto sapere l’ambasciatore Andrei Krutitskikh: «Penso che sia semplicemente scandaloso e un segno di debolezza arrivare a questo tipo di argomentazioni. La mia posizione è basata sul fatto che gli americani non hanno presentato e non presentano nessuna lamentela ufficiale». Mentre per il il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, sono «parte della retorica della campagna elettorale e non stabiliscono nulla di definito. Non c’era nulla di concreto nelle sue accuse, che erano piuttosto dichiarazioni emotive».

Gli USA intanto hanno dato inizio ai bombardamenti a Sirte contro l’ISIS. A richiederli il governo di unità libico per bocca del premier Fayez al Serraj. A confermare l’inizio dei raid aerei, autorizzati dal presidente Barack Obama, il Pentagono. Serraj in una conferenza stampa ha confermato il «rifiuto del suo governo ad ogni tipo di ingerenza straniera senza mandato o autorizzazione del governo di intesa nazionale», richiamando quindi al caso di qualche giorno fa che ha visto coinvolta la Francia, attiva sul suolo della Libia senza alcuna autorizzazione. «Caccia americani hanno effettuato dei raid aerei contro l’ISIS a Sirte conformemente alla richiesta presentata dal Consiglio presidenziale del governo di intesa nazionale ed in coordinamento con la ‘Operation Room’ dell’operazione al Bonyan al Marsous. L’aviazione Usa ha colpito alcune postazioni dell’ISIS a Sirte infliggendo loro pesanti perdite. Questo aiuto solo aereo sarà limitato ad un asso di tempo ben determinato, nell’area di Sirte e della sua periferia e non ci saranno presenze militari Usa sul terreno», ha specificato Serraj.

Russia che intanto deve fare i conti anche con le nuove minacce dell’ISIS, che chiede ai propri combattenti di portare la jihad nel Paese. Nel filmato lanciato sulla Rete, la cui autenticità non è confermata, un uomo a viso coperto urla: «Ascolta Putin, verremo in Russia e vi uccideremo nelle vostre case. (…) Oh fratelli, conducete la jihad e uccideteli e combatteteli». «Probabilmente non dobbiamo esagerare l’importanza di questi filmati» ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. «Certamente visto che la lotta contro di loro si intensifica e sono messi all’angolo, i terroristi usano la tattica dell’intimidazione». Nel frattempo in Siria abbattuto da miliziani dell’opposizione nei pressi di Saraqeb un elicottero russo con cinque militari a bordo. Ad annunciarlo Dmitri Peskov: «Quelli che si trovavano nell’elicottero, per quanto sappiamo dall’informazione ricevuta dal ministero della Difesa, sono morti. Morti eroicamente perché cercavano di allontanare il velivolo per evitare vittime a terra».

Paura anche in Afghanistan, dove un attacco è stato portato a segno contro il Northgate Hotel di Kabul. Nella struttura sono soliti essere ospitati ‘contractor’ stranieri, civili e militari. Un camion bomba è esploso all’ingresso della struttura, poi lo scambio di colpi tra l’esercito, immediatamente intervenuto, e gli attentatori. Alla fine il bilancio è stato di tre attentatori morti e di un poliziotto, oltre a quattro feriti. L’attacco è stato rivendicato dai talebani per i quali si tratta «di un posto di lusso per stranieri». La settimana scorsa due attentatori kamikaze con legami con l’Isis invece avevano ucciso sempre a Kabul 8o persone.

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