giovedì, Luglio 29

Da Hidalgo un nuovo progetto di internazionalizzazione messicana

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Hidalgo è uno Stato Federale del Messico, posizionato centralmente nel Paese e confinante a sud con il più noto Distretto Federale di Città del Messico. Posizione strategica rilevante se consideriamo che il distretto governato da José Francisco Olvera Ruiz (del Partito Rivoluzionario Istituzionale – PRI – espressione politica dell’attuale governo di Enrique Peña Nieto) vanta la prossimità con la capitale (centro economico, politico e finanziario del paese) ed un’interazione logistica ed infrastrutturale invidiabile. Infatti da Hidalgo transitano i tre principali vettori ferroviari del paese: Kansas City Sothern de México, Ferromex e Ferrosur con una rete ferroviaria che nel complesso arriva a 865 chilometri. Inoltre vanta una rete stradale di 11 mila 573 chilometri capace di interconnettere il territorio con le principali branche di transito su strada del paese ovvero l’Arco Norte e l’autostrada México-Tuxpan. Luogo di transito del principale gasdotto nazionale e per finire ci troviamo a 40 chilometri dal nuovo aeroporto di Città del Messico. Si intuisce l’enorme potenziale della regione ed è più che logico scoprire che in essa risiede un’importante piattaforma logistica, la Terminal Intermodal Logística de Hidalgo de Hutchinson Port Holdings, con una capacità gestionale di 200 mila TEU all’anno.

Numeri che hanno spinto il governatore José Francisco Olvera Ruiz ad imbastire un piano di implementazione della regione per fare di Hidalgo il ‘nuovo polo industriale del Messico’. Progetto ambizioso ed avviato nel 2011 che tuttavia trova concretezza nei numeri: nei primi tre trimestri del 2014 Hidalgo ha registrato una crescita del 3,1% contro la media nazionale dell’1,9%, il settore manifatturiero in questa regione rappresenta il 29% dell’economia nazionale con un aumento della produttività del 15%. Tali valori sono il frutto di un cospicuo investimento volto a dare allo Stato di Hidalgo l’appellativo di ‘cuore pulsante dell’economia messicana’. Più nello specifico l’obiettivo è quello di creare un’area industriale favorevole alle esigenze imprenditoriali nazionali ed internazionali mediante la convivenza di industria e ricerca, un connubio capace di consolidare la competitività e l’innovazione tecnologica di tutti gli attori che ne fossero interessati.

Il cuore di tale progetto si chiama PLATAH e conta del supporto finanziario il fondo d’investimento Artha Capital. Platah non è altro che un parco industriale di Classe A di 343 ettari per un investimento complessivo di 167 milioni di dollari. Nucleo di una nuova zona residenziali di 9 mila ettari nella valle di Tizayuca. A questo si aggiunge l’ampliamento del parco industriale di Tepeji con la cooperazione del colosso immobiliare Fibra Uno (FUNO). In tale parco si annoverano gli ingressi di Frialsa, Galletas Marian, Metal One, Tinta Sánchez e WEG (quest’ultima impresa di matrice brasiliana ha investito nell’area 120 milioni di dollari per la creazione di un nuovo centro produttivo di 23 ettari e capace di assorbire 2100 lavoratori diretti).

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