Libano: Hariri e quelle dimissioni che preoccupano Il capo dello Stato ha fatto sapere che non le accetterà finché quest’ultimo non spiegherà i motivi che lo hanno portato a prendere questa decisione

Fanno discutere le dimissioni del premier libanese Saad Hariri. Il capo dello Stato Michael Aoun, ha fatto sapere che non accetterà le dimissioni dell’ex premier finché quest’ultimo non ritornerà in Libano e non spiegherà i motivi che lo hanno portato a prendere questa decisione.

Hariri aveva annunciato la decisione di dimettersi lanciando un’accusa nei confronti di Hezbollah, il movimento sciita libanese, e del regime di Teheran di voler strangolare il Libano. Aggiungeva inoltre che il suo timore era quello di subire la stessa sorte del celebre padre, Rafiq Hariri, ucciso da un’autobomba nel febbraio 2005.

Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha detto che le dimissioni di Hariri sono state ‘imposte e scritte’ dai sauditi. Preoccupazione per la decisione dell’ex premier libanese è stata espressa anche dal Palazzo di Vetro. «Il segretario generale dell’Onu è preoccupato per la richiesta di dimissioni del premier Saad Hariri» ha detto in una nota Stephane Dujarric, la portavoce del Segretario delle Nazioni Unite Guterres.

Intanto Hariri è stato ricevuto ieri a Riad dal re saudita Salman. Insomma, come spesso accaduto nella storia, il Libano si ritrova nella morsa di Arabia Saudita, Israele e Iran, stritolato nella morsa del conflitto fra sunniti, a guida saudita, e sciiti, a guida iraniana. Secondo molti analisti, le dimissioni di Hariri rientrerebbero in un piano saudita-americano per creare una coalizione militare araba per lanciare in coordinamento con Israele un’offensiva militare in Libano contro le milizie sciite Hezbollah.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)