domenica, Aprile 11

Hamas attacca Tel Aviv field_506ffb1d3dbe2

0

raid_gaza

La notte di fuoco e i morti a Gaza avvicinano la Terza intifada. Dopo la pioggia di razzi palestinesi e le minacce di attacco nel sud, Aviazione e Marina israeliana hanno colpito, con raid al tappeto, 50 obiettivi (tra i quali quattro case) di sospetti terroristi e militanti di Hamas.
L’operazione Rocca protettiva è andata avanti sino all’alba, contro «dozzine di siti del terrore lungo la Striscia, inclusi lanciatori di razzi nascosti, infrastrutture di lancio, depositi di armi, basi di addestramento, condotti di tunnel e altri obiettivi» e «procederà ulteriormente con altre forze di battaglia», hanno comunicato le forze israeliane.
Mentre, in un commento sul quotidiano ‘Haaretz’, il Presidente degli Usa Barack Obama richiamava alla «pace necessaria, giusta e possibile tra israeliani e palestinesi», asciugate le lacrime per l’omicidio del 16enne palestinese Mohammed Abu Khdeir, il Premier israeliano Benjamin Netanyahu dichiarava: «Non tratteremo più Hamas con i guanti. È responsabile dell’escalation, pagherà un prezzo pesante».
Il bilancio provvisorio dei raid è di tre palestinesi morti in uno strike andato a segno, tra i quali, hanno riportato i media israeliani, il «Comandante della Marina di Hamas Mohammad Shaaban». Fonti mediche palestinesi hanno poi segnalato almeno sette morti e 20 feriti a Khan Younis, nel nord della Striscia. Tra le macerie di un’abitazione distrutta sono stati estratti anche i corpi di donne e bambini di una famiglia che avrebbe legami con le milizie di Hamas. «Una strage di innocenti» per gli abitanti del quartiere, «scudi umani» per la stampa israeliana.

Più di 60 palestinesi sono state arrestate negli ultimi due giorni con l’accusa di essere coinvolti negli incidenti a Gerusalemme e nel Negev. Ma per Israele la lezione non finisce qui. Il Ministro della Difesa Moshè Yaalon ha detto chiaramente che la missione Rocca protettiva «non durerà pochi giorni».
In aggiunta ai 1500 militari già in allerta, la stampa di Tel Aviv ha rivelato il via via libera del Governo al richiamo di altri 40 mila riservisti tra le truppe di fanteria e gli artiglieri, pronti a un’eventuale operazione di terra nella Striscia. Sempre per ‘Haaretz‘, lo stesso Premier “Bibi” avrebbe fornito istruzioni ai militari per una «campagna a Gaza sarà lunga, continua e forte».
Inascoltato l’appello, anche all’intervento urgente della diplomazia internazionale, del Presidente dell’Autorità nazionale palestinese (ANP) Abu Mazen a deporre le armi: «Israele deve cessare immediatamente i raid a Gaza. Questa pericolosa escalation trascinerà la regione verso distruzione ed instabilità maggori».
Ai raid punitivi israeliani, Hamas ha risposto con il lancio ininterrotto di razzi nel sud di Israele, verso città confinanti come Ashkelon e di Sderot, dove i collegamenti ferroviari sono stati interrotti. «Bombardando dal cielo e distruggendo le case dei civili, Israele ha varcato ogni linea rossa. Replicheremo allargando i raggio dei nostri razzi. Lanceremo missili verso Tel Aviv e anche oltre», hanno attaccato le brigate Ezzedin al-Qssam, braccio armato di Hamas da una Gaza City svuotata, sotto coprifuoco.
Tel Aviv, dove le autorità, hanno aperto i rifugi pubblici e, per precauzione, spostato verso nord le rotte dei voli in arrivo e partenza dall’aeroporto Ben Gurion, nel tardo pomeriggio sono risuonate le sirene d’allarme. Da indiscrezioni dei media, per un razzo intercettato, come promesso, verso la capitale dallo scudo antimissile Iron Dome.

Mentre in Afghanistan si litiga tra gli aspiranti Presidenti, lo sconfitto Abdullah Abdullah e il vincitore (secondo i risultati preliminari del ballottaggio) Ashraf Ghani Ahmadzai e continuano a morire civili e militari locali e stranieri (18 vittime, nell’ultima giornata) in attacchi kamikaze, nel nuovo Califfato di Iraq e Siria, l’ISIS (Stato islamico dell’Iraq e del Levante) ha diramato un secondo video sinistro di propaganda, di poco meno di 10 minuti, dal titolo ‘I bizantini hanno perso e perderanno di nuovo‘: chiaro riferimento ai Paesi confinanti e anche all’Europa dei crociati.
Nel filmato, si attaccano poi i musulmani sciiti vengono, con un serie di immagini di loro moschee fatte saltare in aria. Infine altre scene crude di esecuzioni sommarie contro uomini in divisa dell’esercito iracheno, quindi l’immagine finale del califfo Abu Bakr al Baghdadi.
Nessun progresso, intanto, negli ultimi incontri sul nucleare a Vienna tra l’Iran e il Gruppo del 5+1 (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina più Germania), in chiusura il 20 luglio. Parigi ha commentato come, «negli ultimi giorni sia emerso un certo numero di differenze nell’approccio tra una parte dei 5+1 e i partner russi». Da Teheran, la Guida Suprema Ali Khamenei ha poi stroncato il dialogo sulle centrifughe, dichiarando: «L’Iran avrà bisogno di 190 mila centrifughe, quando gli Stati Uniti vogliono limitarle a 10 mila».

Nel focolaio europeo dell’Ucraina, la visita del Ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, alla vigilia del suo incontro al Cremlino con Vladimir Putin e con l’omologo russo Serghiei Lavrov, ha portato una giornata di schiarite.
Uscito dal colloquio con Mogherini, il Capo della Diplomazia ucraino Pavel Klimkin si è dichiarato «pronto al cessate il fuoco bilaterale immediato se Mosca userà la sua influenza per convincere i separatisti a fare altrettanto»: linea ribadita anche dal neo Presidente ucraino Petro Poroshenko.
Kiev, ha precisato la titolare della Farnesina, ha «apprezzato moltissimo la scelta dell’Italia di visitare l’Ucraina come primo Paese della sua Presidenza europea» e anche l’ordine, «non casuale», di atterrare a Kiev prima che a Mosca, pur essendo il «messaggio del cessate il fuoco come priorità è lo stesso, per entrambi i Governi».
Sul terreno prosegue tuttavia l’offensiva antiterrorismo dell’Ucraina, rilanciata nell’Est dopo il no alla proroga della tregua. Lo spazio aereo sopra la zona del conflitto è stato chiuso dall’Aviazione civile, per l’impossibilità di garantire la sicurezza dei passeggeri.
A Lugansk un colpo d’artiglieria contro un minibus ha ucciso due persone e ne ha ferite altre quattro. Nella stessa provincia, diverse centinaia di filorussi hanno occupato la città di Popasna, al confine con la regione di Donetsk.
Formalmente, i negoziati per la pace restano aperti. Un nuovo incontro, tra Kiev, i filorussi, l’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) e la Russia, è in via d’organizzazione nella roccaforte dei separatisti di Sloviansk.

Intanto, oltre il Mediterraneo, altri attentati e altro sangue macchiano in Kenya. Armato di granate, un commando di terroristi ha fatto irruzione in un ristorante di Wajir, al confine con la Somalia, provocando almeno un morto e diversi feriti.
L’attacco non è stato rivendicato, ma, vista l’area, si sospettano anche stavolta gli estremisti somali di al Shabaab, che da maggio hanno causato almeno 80 morti.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->