domenica, Settembre 26

Habré: il processo dell'Africa

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Conakry – Il continente africano per troppo tempo è stato vittima dei suoi silenzi sulle ingiustizie perpetrate dai dittatori che hanno flagellato la storia del continente e da Governi corrotti che ogni volta hanno steso dei veli per nascondere i loro crimini. Dal luglio scorso qualcosa è cambiato e questo silenzio è stato interrotto permettendo alle grida delle vittime di avere un interlocutore credibile: l’Unione Africana.

Per la prima volta nella storia del continente africano, è stato istituito un Tribunale speciale per giudicare i crimini di un Capo di Stato, un fatto storico, dove l’Unione Africana sembra aver raggiunto la piena maturità per consolidarsi come leader per lo sviluppo del continente e con questo precedente si apre un futuro dove i casi dei Governi autoritari e repressivi che tuttora flagellano il continente, potranno essere giudicati.

Il 7 settembre la Polizia senegalese ha portato con la forza alla sbarra, nel Palazzo di Giustizia di Dakar, l’anziano dittatore del Ciad, Hisséne Habré, soprannominato il ‘Pinochet africano’, accusato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e tortura. Dal 1982 al 1990 la sua dittatura ha insanguinato il Paese dove sono stati calcolati oltre quarantamila omicidi politici e ventimila casi di tortura contro la popolazione locale e i suoi avversari politici. 

Ma chi è Hissène Habrè?

Nasce in Ciad nel 1942, ma si trasferisce da giovane a Parigi dove si laurea in Scienze Politiche. Ritorna in patria nel 1965 durante la prima guerra civile ciadiana che coinvolge il Governo autoritario del Presidente Goukouni Oueddei, inizialmente sostenuto dalla Francia che negli anni successivi passerà a sostenere i ribelli, uniti nel Frolinat (Fronte di Liberazione Nazionale del Ciad).

Nel 1973 la Libia di Muammar Gheddafi che occupa la zona settentrionale di Aouzou, una Regione ricca di risorse naturali e cerca di trasformare il Ciad in uno Stato satellite alleandosi con Oueddei aggravando così il conflitto. Nel frattempo il Frolinat si disgrega in numerose fazioni in lotta tra loro, tra cui il FAN (Fronte armato del Nord) capeggiato da Habré. Dopo più di 15 anni di guerra, nel 1982 Habré riesce a rovesciare il Governo con un colpo di Stato e si insedia come Presidente e nel 1989 riuscì a fermare l’avanzata libica, riconquistando i territori perduti, soprattutto con l’ausilio dei francesi che vedono in Gheddafi una minaccia al loro dominio economico sulle vecchie colonie.

Il Paese sconquassato dalla guerra, si trova diviso tra varie fazioni e vari gruppi etnici, dove l’astio cresciuto nei decenni del conflitto, continua a corrodere il processo di pace. Dal 1982 al 1990 il Governo non instaura un processo di pace, ma continua a versa sangue utilizzando tutti i mezzi a disposizione di una dittatura: violenza, tortura e repressione. Vengono soppresse la carica di Primo Ministro, e vengono messi al bando tutti i Partiti dell’opposizione. I loro leader e i dissidenti vengono messi al bando, imprigionati, torturati e uccisi. Vengono creati il FAN e la DDS (Direzione di documentazione e sicurezza), un corpo di polizia politica che si macchia di feroci crimini, che permettono a Habré di destabilizzare l’opposizione e di essere sopranominato il ‘Pinochet africano’.

Soprattutto la DDS (la Direzione di Documentazione e di sicurezza), è stato il principale strumento della repressione del regime, creato fin dai primi mesi di vita del regime (nel gennaio 1983), è stato posto direttamente sotto la tutela dell’ex Presidente. I documenti di questo reparto ora sono una prezioso archivio dettagliato sull’organizzazione interna del servizio e sul suo ruolo nella campagna di repressione contro il popolo del Sud (1984-1985), il Hadjeraïs (1987) e la Zaghawa (1989).

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