venerdì, Maggio 7

Guinea Equatoriale: regime sotto i riflettori

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Kampala – Il monolitico potere del Kim Jong Sung africano, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, presidente dal 1972, si basa sulla segretezza che impone un black out al mondo esterno delle notizie provenienti dalla Guinea Equatoriale. Fino ad ora questa tecnica ha funzionato. I media occidentali non si sono mai particolarmente interessati di questo piccolo Paese africano, le multinazionali occidentali hanno continuato a fare affari anche se in un ambiente reso difficile dalla corruzione endemica, e la Guinea Equatoriale non ha mai presentato un serio problema per Nazioni Unite e Unione Africana. Questa situazione di compromesso ha permesso al dittatore di impossessarsi del ricco Paese abitato da una esigua popolazione. La Guinea Equatoriale si è fusa con la famiglia Obiang e il potere è gestito con un atteggiamento di padre di famiglia che premia o punisce i propri figli secondo la loro fedeltà. Punizioni che sono terribili quanto efficaci. Chi è stato oggetto delle attenzioni degli esperti’ nelle carceri guineane sa di cosa stiamo parlando.

Il compromesso si è interrotto quando Obiang ha aperto le porte a Cina e Russia. Nel classico copione della ipocrisia occidentale, il dittatore africano diventa tale solo quando non rispetta i patti a vantaggio di Europa e Stati Uniti. Solo allora ci si accorge delle mostruosità commesse da costui e precedentemente tollerate e ignorate. È stato così per Jean-Bedel Bokassa, Idi Amin Dada, Mobutu Sese Seko, Juvenal Habyrimana. L’attenzione posta ora dai media occidentali sui crimini contro l’umanità commessi dal regime per mantenersi al potere è si ipocrita e strumentale, ma rappresenta comunque un importante passo avanti. Ora il Re è nudo.

L’Europa sta lentamente lavorando per creare una valida alternativa al potere tramite la diaspora guineana. Sforzi sono in atto per creare partiti credibili e una leadership matura. Il problema da superare è lo stesso riscontrato in Iraq, in Afganistan e in Siria. I leader della diaspora hanno vissuto troppo tempo in Occidente e mancano di supporto popolare in patria essendo divenuti degli stranieri sconosciuti per i loro concittadini. Eppure la Guinea Equatoriale necessita di tale leadership. A volte le interferenze straniere non sono nocive. Il Paese, se fosse guidato anche solo da una mediocre classe politica, conoscerebbe un reale benessere in quanto è facile gestire una popolazione che non arriva agli 800.000 abitanti, garantendo loro servizi sociali, sovvenzioni di Stato e partecipazione ai profitti quando il Paese galleggia su un mare di petrolio e gas naturale.

Dinanzi alla tardiva ma provvidenziale attenzione dei media occidentali il regime ha commesso un errore fatale: continuare nella repressione come nulla fosse, senza tentare di mascherarla, di moderarla e di ponderare le conseguenze internazionali. Questo errore è originato dalla psicologia di Obiang., che sinceramente crede al diritto divino di gestire il Paese come se fosse una proprietà privata. La repressione è continuata tranquillamente e alla luce del sole.  Il primo errore è stato l’affare imbarazzante di Roberto Berardi, che ha fatto puntare i riflettori internazionali sulla dittatura, creando una dannosa pubblicità.

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