giovedì, Maggio 13

Guinea Equatoriale: nuovo mandato da copione

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Il segnale più inquietante di timori sulla stabilità del regime nutriti dal dittatore è l’accordo militare recentemente firmato con le Forze Armate dello Zimbabwe (ZDF). In virtù di questo accordo, le ZDF invieranno in Guinea Equatoriale un team di istruttori militari con il compito di formare i soldati e le forze di polizia. Il Generale zimbabwano Constatine Chiwega afferma ai media africani che tale decisione è a seguito della richiesta da parte del Presidente Obiang di una collaborazione urgentissima a livello militare tra i due Paesi. Non è la prima volta che le forze di sicurezza zimbabwane assistono militarmente la Guinea Equatoriale. Unità di antiterrorismo furono inviate per provvedere alla sicurezza durante la recente Coppa Africana delle Nazioni.

Alcuni media indipendenti informano che la collaborazione militare non si limiterebbe alla semplice formazione. Teodoro Obiang avrebbe chiesto al suo omologo Robert Mugabe una specie di guardia pretoriana per provvedere alla sua sicurezza personale a quella del suo entourage. Questa guardia pretoriana composta da mercenari imprestati da Mugabe sarebbe anche incaricata della difesa presso i principali ministeri e istituzioni nazionali, sede della radio televisione pubblica compresa. Una richiesta che potrebbe essere originata da paure nutrite da Obiang di tentativi di colpo di Stato all’interno del suo apparato militare.

L’amicizia tra Obiang e Mugabe è datata 2004, quando il dittatore Zimbabwano inviò truppe d’élite del suo esercito a intercettare e annientare dei mercenari che si stavano dirigendo verso Malabo, la capitale, per attuare un colpo di Stato contro Obiang. Vive preoccupazioni sono state manifestate da varie associazioni in difesa dei diritti umani a causa della nota predisposizione di esercito e polizia dello Zimbabwe a violare i diritti umani e a commettere crimini di guerra, come quelli avvenuti ai danni della popolazione civile e rimasti impuniti durante la seconda guerra Pan Africana in Congo (1998 – 2004).

Si apprende che l’imprenditore italiano Roberto Berardi ha in questi giorni presentato presso la Questura di Latina la quarta denuncia contro il Governo della Guinea Equatoriale, a causa della sua ingiusta incarcerazione causata da un processo farsa dietro il quale si nascondeva il tentativo (riuscito) della famiglia Obiang di rubare la fiorente attività imprenditoriale e i profitti accumulati in anni di onesto lavoro nel Paese africano. Berardi scontò la pena di due anni e mezzo di reclusione, vittima costante di torture fisiche e psicologiche, rischiando di morire.

Ci si domanda per quali motivi le precedenti tre denunce sembrano essere cadute nel dimenticatoio giuridico.

 

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