lunedì, Agosto 2

Guinea Equatoriale: nuovo mandato da copione

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Kampala – Il padre della Nazione e dittatore Teodoro Obiang Nguema, al potere da più di 36 anni, ha dichiarato il nome del  candidato alla successione al trono che parteciperà alle presidenziali previste nel 2016. Elezioni già bollate dall’opposizione e da vari esperti africani come surreale e pilotato esercizio democratico. Il successore al trono è lui stesso. Una candidatura che è stata imposta al terzo congresso straordinario del Partito Democratico della Guinea Equatoriale. Durante l’annuncio Obiang ha guardato in faccia ogni presente per intravvedere qualche imprecettibile ma fatale espressione di dissenso.

Una delle giustificazioni della sua ennesima candidatura è la necessità di combattere l’ondata di criminalità e di delinquenza crescente nel Paese. «Occorre che i ladri e i criminali siano identificati tra la società e puniti» sentenzia il padre della Nazione. Un’affermazione che risulta paradossale, se si considera che la famiglia presidenziale e i suoi cloni controllano l’intera economia e finanzia del Paese, gestendolo come fosse un’azienda a conduzione familiare. Quindi se il livello di criminalità è aumentato nel Paese, questo è necessariamente originato dalle attività criminali  della famiglia Obiang & Company, che alimentano anche il cancro della corruzione nazionale.

Il potere di Obiang, sorto dopo il colpo di stato del 1979, quando si liquidò il sanguinario regime di suo zio, Macias Nguema, per sostituirlo con un altrettanto dispotico e sanguinario regime, sembra riscontrare difficoltà negli ultimi anni. Dopo l’attenzione internazionale sulle quotidiane violazioni dei diritti umani, si intravvede una necessità da parte della dittatura di giustificare la situazione attuale attraverso simulacri di democrazia. La tanto criticata -a livello internazionale- legge che prevede la pena di morte sarà ora sottoposta a un referendum, al fine di presentarla come volontà popolare, e quindi democratica qualora vinca il campo favorevole. Una vittoria scontata già prima di aprire i seggi elettorali ai votanti.

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