sabato, Ottobre 23

Guerre per l'acqua, dal conflitto al confronto In 4500 anni si è combattuta un’unica guerra per l'acqua e si sono firmati oltre 500 trattati

0
1 2 3


La World Water Week del 2006 è stata un’occasione per ribadire che ancora oggi vengono riciclati argomenti sul conflitto idrico vecchi dai 10 ai 20 anni. Secondo l’istituto, «Tali argomenti ignorano la massiccia quantità di studi recenti che dimostrano come gli stati con poca acqua che condividono un corpo idrico tendano a cercare soluzioni cooperative piuttosto che entrare in conflitti violenti».

Per fare un esempio, nella relazione finale si legge che, durante la Seconda Intifada, la sola questione su cui le due parti rivali continuavano a cooperare era principalmente la condivisione delle acque. «Dunque, anziché cercare argomenti a sostegno delle `ipotesi sulla guerra dell´acqua´, i fatti sembrano sostenere l´idea che l´acqua sia una forza coesiva e una potenziale fonte di pace piuttosto che di ostilità violente», spiega il documento.

I numeri parlano chiaro. Nel mondo esistono già diversi accordi bilaterali, multilaterali e transfrontalieri per la condivisione dell’acqua, ma quasi tutti sono passati sotto silenzio. Tra il 1948 e il 1999, secondo l’UNESCO, si sono registrate 1.831 ‘interazioni internazionali’, compresi 507 conflitti, 96 eventi neutrali o non significativi, e 1.228 importanti istanze di cooperazione, a dimostrazione che nei bacini condivisi la cooperazione è più probabile del conflitto.

Come mai allora si parla così insistentemente di ‘guerre per l’acqua’? Perché un conflitto – o meglio, l’annuncio di un imminente conflitto – trova spazio sui media molto più facilmente rispetto ad un accordo. «Le guerre dell’acqua fanno notizia, gli accordi di cooperazione no», dichiarò a margine dell’evento Arunabha Ghosh, idrologo, coautore del Rapporto per lo sviluppo umano del 2006 che a quasi un decennio di distanza costituisce una pietra miliare sul tema della gestione dell’acqua.

La ricerca evidenzia che le istanze di cooperazione tra nazioni ‘riparian’ che tra il 1945 e il 1999 hanno superato il numero di conflitti da più di due a uno. Perché «L´acqua è troppo importante, le nazioni non possono permettersi di combattere per essa. Piuttosto, questa risorsa alimenta una maggiore interdipendenza. Riunendosi per gestire congiuntamente le risorse idriche condivise, i Paesi possono costruire la fiducia e prevenire i conflitti», si legge nello studio.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->