domenica, Agosto 14

Guerra ucraina: quella ‘sporca dozzina’ di reprobi La campagna selvaggia e rozza, contro chiunque, con qualsiasi motivazione sostenga cose diverse da quelle della maggioranza: la Russia è aggressore, l’Ucraina subisce l’aggressione, i russi sono 'animali' o 'macellai', l’Ucraina si difende, va aiutata con ogni mezzo

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Devo purtroppo fare una confessione, una confessione vergognosa. Nel senso che mi vergogno di ciò che devo confessare. Ma ho le spalle al muro, so di doverlo fare, altrimenti potrei trovarmi ad essere sbugiardato da Riotta o Feltri (scegliete voi quale, non vi sono molte differenze!) di turno, e essere sbugiardato aggiungerebbe disonore al disonore, vergogna a vergogna.
Ho solo una scusante. Misera, come scusante, ma forse è addirittura una esimente: ho fatto di tutto e di più per determinare ciò che mi avrebbe evitato di dovermi vergognare. Onestamente, ho fatto di tutto: in quasi tre mesi ci ho provato quasi ogni giorno. Niente, non ci sono riuscito.
Inutile che vi spieghi, avrete sicuramente già compreso perfettamente di cosa sto parlando, cioè di cosa mi sto vergognando. Potrei quindi passare ad altro, ma poi mi viene il dubbio: e se qualcuno per caso non fosse al corrente? che so, rientra da una passeggiata a piedi al Polo Nord o simili … no, meglio specificare, hai visto mai!
Ebbene: non sono ricompreso nella lista di proscrizione dei putiniani di ferro, in panni di bideniani … mi raccomando di leggere la prima ‘i’ pronunciandola ‘ai’.
Mi dispiace. Dovete darmi atto che da mesi non faccio altro che indicare i motivi, di volta in volta più pressanti, per non avere simpatia per il pensiero dominante in materia di guerra in Ucraina. Ma sta in fatto che non ci sono dentro quella lista, a meno che il ‘Corriere della Sera‘ -il giornale della verità assoluta-, non abbia preso una buca … ma come è possibile pensarlo, suvvia, il giornale della borghesia governante, il giornale meglio informato di Italia, meglio perfino dei servizi segreti (che loro chiamano ‘intelligence’ … per pudore?): da un tale giornale manca il mio nome nell’elenco dei reprobi.

 

Peraltro pochi, a dire il vero. Pochi ma bravi, a quanto pare, perché in quattro gatti, sono, pardon, siamo riusciti a diffondere biecamente le bugie di Vladimir Putin e compagni, in una dose non marginale della popolazione, anzi, forse, della maggioranza, almeno relativa degli italiani.
A muso duro, che neanche Landru avrebbe saputo, ho sostenuto, e sostengo senza timore o remore alcuna, che quella della Russia in Ucraina è, forse, tecnicamente una invasione, ma tecnicamente è molto probabile che non sia una aggressione.
L’altro giorno, il maggiore di tutti i giornalisti italiani, l’uomo delle maratone in TV, l’uomo che riesce, suppongo, a fare pipì nei 90 secondi di uno stacco pubblicitario, diceva che ogni buon giornalista che descrive i fatti, non può non rilevare che la Russia ha invaso l’Ucraina e che quindi gli ucraini sono gli aggrediti.
Ebbene no. Non necessariamente, e non in termini così radicali. 1° Perché truppe russe erano già in Donbass; 2° perché la Russia ha agito in seguito alla richiesta delle autorità delle repubbliche nate dalla divisione traumatica del Donbass dal resto dell’Ucraina; 3° il che è perfettamente legittimo nel diritto internazionale, purché la richiesta di aiuto non siaforzata‘; 4° perché la Russia ha agito dopo avere per oltre otto anni protestato per la situazione dell’Ucraina e in essa del Donbass; 5° perchè larivoluzionedel Donbass è avvenuta quando le autorità di Kiev hanno iniziato a portare avanti una politica discriminatoria verso i russi e i russofoni di Ucraina.
In punta di diritto, se preferite in punta di cavillo, la Russia ha agito come ho detto. Ma, dicono quelli che sanno tutto, aveva esercitato prima azioni per giungere a quel punto: 1° i governi delle Repubbliche nel Donbass erano fantocci di Mosca; 2° l’autonomia forzata delle repubbliche stesse era stata generata dal sostegno e dalle mene della Russia; 3° la richiesta di aiuto era indotta, e così via.
Certo, può darsi. Ma va dimostrato. Nel senso che l’intera questione va vista alla luce del diritto internazionale, per poter comprendere gli esatti principî giuridici in discussione. Non si tratta di ‘proteggere’ la Russia o ‘deviare l’attenzione’ dalla Russia, ma solo delle normali attività di un qualunque osservatore, specie se giurista e, magari a tempo perso, onesto.
E che tutto ciò vada dimostrato e discusso, è reso quanto mai evidente dallo svolgimento fin qui della controversia dinanzi alla Corte internazionale di Giustizia che il 19 aprile 2017 ha richiesto alla Russia di non impedire l’uso in Crimea di taluni istituti giuridici tradizionali e di consentire l’uso della lingua ucraina. E ad entrambe le parti, ha chiesto di non creare situazioni di aggravio della situazione.
La questione, dunque, è estremamente controversa, difficile, complicata.

 

A questo punto, ciò che, con una rapidità inconsueta è accaduto in Europa e comunque in Italia, è stata una massiccia difesa, per lo più acritica o non documentata, delle posizioni ucraine, sia fondate sullacriminale invasione‘ (che, come ho spiegato, potrebbe non essere criminale affatto), sia su una serie di pregiudizi circa la situazione reale e le intenzioni ‘estrapolate’ non si sa bene come da vari giornalisti o sedicenti tali. Sorvolo sugli ‘analisti’.
Non ci si è fermati a questo. Perché, almeno in Italia, è iniziata una campagna selvaggia e rozza, contro chiunque, con qualsiasi motivazione sostenesse cose diverse da quelle, del resto semplicissime della maggioranza: la Russia è aggressore, l’Ucraina subisce l’aggressione, i russi sono nella migliore delle ipotesi ‘animali‘ (versione Di Maio) o macellai‘ (versione Biden), infine, dato che l’Ucraina si difende, va aiutata con ogni mezzo possibile, magari allo stesso titolo con il quale si ‘aiutano’ i popoli che resistono alle invasioni straniere.
Al proposito, anzi, per non farci mancare nulla, si è a lungo polemizzato sulla possibilità o meno di equiparare gli ucraini agli italiani che facevano la guerra ai tedeschi e ai fascisti in Italia, confondendo, artatamente, una rivolta di popolo al proprio governo (l’Italia) con una difesa da una presunta aggressione esterna. Polemica irrilevante e inutile: nessuno ha mai detto che l’Ucraina non dovesse difendersi, ma che l’Ucraina doveva trattare ciò che in tanti anni era marcito, che è ben altra cosa dalla resa.

 

La guerra è stata vista, su indicazione degli USA e del suo sfegatato Presidente, a caccia disperata di voti, dopo la figuraccia della fuga a gambe levate dall’Afghanistan dopo 20 anni di presenza militare, come lo strumento, la grande occasione per colpire con tutta la forza la Russia in quanto tale, in vista della necessità statunitense di non avere due avversari da combattere, ma uno solo: la Cina. E’ il nuovo mondo bipolare

Sorvolo sul fatto che uno degliomaggi‘ del supermercato ideologico di origine statunitense sarebbe, forse sarà, la fine dell’Europa Unita. Cosa sulla quale, curiosamente, sono perfettamente d’accordo sia la Russia e gli USA, che la Gran Bretagna, che, scatenata nella guerra, si accinge a predisporre una sorta di piccolo commonwealth europeo dell’est, che spacchi l’UE. Di questo nessuno parla, anche se è di una evidenza palmare e, a dire il vero, potrebbe anche essere un vantaggio per l’UE, se riuscisse a liberarsi delle ideologie estremiste volute dagli USA e dalla Gran Bretagna.

Tutto ciò, nel nostro caso, come sempre alla ricerca di fare la figura dei peracottari, con una guerra personale diretta dagli esponenti del pensiero unico contro chi non volesse appartenervi. Tanto che chi non è del pensiero unico, viene insolentito, messo a tacere, non ammesso ai talk show, i cui conduttori, a scanso di equivoci, sono stati anche rudemente avvertiti di fare attenzione.
Naturalmente il pensiero dominante èla verità‘, chi obiettala falsità‘, ma che deve essere estirpata perché se uno dice una cosa diversa dal pensiero comune è, OVVIAMENTE, pagato da Mosca, servo di San Pietroburgo, lacchè di Medvedev.
Per cui ancora, mostrando grande spirito umanitario e culturale, Roberto Bolle (solo per fare un esempio) invita a ballare con lui una ballerina ucraina, ma in nome dei medesimi principî manda a spasso o non invita una ballerina russa … in nome della ‘superiorità’ della cultura. Bravo! E inoltre il Copasir, cioè l’organismo che controlla le spie della signora Elisabetta Belloni, indaga sulle persone che pensano o scrivono cose diverse da ciò che chiede il ‘potere’ costituito, costruisce elenchi, impone o lascia che si imponga di non invitare questo o quello, di non fare questo o quello spettacolo, eccetera, fino al punto che ad un concorso di violino, che dovrebbe servire a scegliere i migliori violinisti possibili, i violinisti russi vengono esclusi.

 

Come dicevo all’inizio, con mia grande vergogna io non sono incluso tra gli indagati e minacciati … o almeno credo.
Mi vergogno, quindi, di non essere nel gruppo, o, se preferite, nella ‘sporca dozzina’, ma non esito a dire io a loro: vergognatevi, ammesso che ne siate capaci.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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