sabato, Ottobre 23

Guerra all’obesità nel Regno Unito Mette a rischio la salute dei pazienti e costa troppo allo Stato

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 Change for life


Londra
– In Inghilterra un adulto su quattro è obeso. Le ultime statistiche accendono nuovamente i riflettori su questa malattia che sta colpendo sempre di più la popolazione inglese -e mondiale- e che non mostra segnali di cedimento. L’obesità, oltre a mettere a rischio la salute di chi ne è afflitto, sta colpendo severamente il budget del sistema sanitario inglese.

 «Il numero delle persone che sono sovrappeso in Inghilterra sta aumentando. Più di un quarto degli adulti sono adesso classificati come obesi e un ulteriore 42% degli uomini e un terzo delle donne sono in sovrappeso» spiega il Professor Mike Kelly, Direttore del Centro per la Salute Pubblica al NICE, Istituto Nazionale per la Salute e l’Eccellenza delle Cure, in una nota. «Questo non solo mette a rischio la loro salute, ma prendersi cura delle conseguenze a lunga durata dell’obesità costa al National Health System (NHS) intorno ai 5.1 bilioni di sterline ogni anno. Un costo enorme».

Il timore del NHS sui futuri possibili tagli ha messo gli addetti ai lavori sul piede di guerra e sta preoccupando pazienti e medici, che spesso lamentano rispettivamente le condizioni del servizio e la mancanza di abbastanza personale. Nel frattempo, l’obesità viene indicata come una delle cause che sta mettendo a rischio le finanze del sistema sanitario inglese. Infatti, la spesa, intorno ai 5 bilioni di sterline l’anno, si riferisce a malattie come infarti e diabete che sono collegate all’obesità.
Le previsioni per il futuro non sono rosee, poiché a dispetto dell’impegno e delle campagne per migliorare l’alimentazione della popolazione, il numero di persone in sovrappeso ed obese sta crescendo e questo potrebbe creare un’ulteriore aumento delle spese collegate a queste malattie. In particolare è il diabete di tipo due, di cui soffrono molti cittadini, che fa alzare questi numeri. Questi costi, si aggiungono a quelli delle campagne di marketing e prevenzione per l’obesità, come  ‘Change For Life‘, sponsorizzato da NHS, che suggerisce un programma che prevede di fare esercizio quotidianamente e mangiare sano, del costo di circa 14 milioni di sterline all’anno, ma soprattutto ai costi di strumenti adatti a trattare pazienti sovrappeso.
Il quotidiano ‘The Telegraph’ sostiene che la gravità della situazione è sottolineata dal fatto che gli ospedali sono costretti a comprare delle strutture specifiche anche per conservare dopo la morte  i corpi, poiché sono troppo grandi per entrare nelle celle mortuarie già presenti negli ospedali. Secondo un’indagine e i dati raccolti dal quotidiano inglese, infatti, le strutture hanno speso negli ultimi tre anni almeno 5 milioni e mezzo di sterline per adeguare i loro strumenti, ma anche letti e corridoi, per curare al meglio i pazienti in sovrappeso e obesi.

Gli esperti sono preoccupati poiché questi numeri sembrano crescere rapidamente e le previsioni suggeriscono che, tra poco più di trent’anni, gli obesi nel Regno Uniti saranno la metà della popolazione. I dati più recenti, provengono da uno studio mondiale che ha dichiara che in nessun Paese l’obesità sta diminuendo. Lo studio ‘Global Burden of Disease‘, recentemente pubblicato dalla rivista medica ‘The Lancet’,  sostiene che globalmente il numero di persone sovrappeso è cresciuto di circa 8 punti percentuali in 3 decadi. Il Regno Unito, tra i Paesi dell’Europa Occidentale, si ritrova ai primi posti, con davanti solamente Islanda e Malta.

L’autorevole studio, parla di circa 2.1 bilioni di persone, circa il 30% della popolazione mondiale, in sovrappeso o obesi, con conseguente predisposizione a diabete, malattie cardiache e cancro. In alcuni Paesi sembra che le percentuali stiano diminuendo il loro incremento annuale, in altre sta invece aumentando. L’indicatore alla base di questi dati è l’indice di massa corporea, IMC, che permette di valutare clinicamente il peso di un individuo incrociando le misurazioni di altezza, peso, età e sesso. Per semplificare, se il numero ottenuto è al di sopra di 25 il paziente è in sovrappeso, mentre se l’indice  supera il valore 30 bisogna parlare di obesità. Un IMC tra il 30 e il 35 abbassa le aspettative di vita fino a quattro anni, uno di quaranta le abbassa fino a 10 anni.

 Il programma Change For Life, creato dal Governo e dal NHS per istruire la popolazione ad una vita più sana ed attiva diminuendo il peso è spesso da molti criticato di non fare abbastanza per prevenire la situazione creatasi. In particolare, l’Istituto Nazionale per la Salute ha suggerito che bisogna fare di più per rimediare alla situazione e ha creato delle linee guida per aiutare il personale medico ad aiutare i pazienti. Inoltre, anche se in molti pensano che l’obesità sia solo per le persone che mangiano cibo spazzatura, i realtà i bambini sono molto colpiti da questa malattia. In inghilerra, un bambino su 3 intorno agli undici anni è in sovrappeso o obeso e quindi il Governo ha istituito un programma National Child Measurement per vedere come i bambini crescono. Misurazioni da parte di personale addetto vengono effettuate nelle scuole per i bambini di 4-5 anni e 10-11, per poi fornire questi dati alle aziende sanitarie locali. Si legge sul sito di NHS: «Oggi, un bambino su tre nel Regno Unito, tra 2 e 10 anni, è in sovrappeso. Poiché il numero dei bambini in sovrappeso è gradualmente cresciuto, ci siamo lentamente abituati, e può essere difficile stabilire se un bambino è in sovrapprezzo dal momento che sembrano simili ad altri bambini della loro età. Per questo utilizziamo la misurazione di peso e altezza per ottenere una misurazione accurata».

Nel frattempo, gruppi non governativi e NGO si dicono insoddisfatti delle misure prese. Recentemente Action on Sugar, un gruppo di specialisti preoccupati dagli effetti dello zucchero sulla salute ha analizzato un campione di 232 bevande zuccherate in vendita nei supermercati e ha concluso che i livelli di zucchero sono in molti casi troppo elevati. «Gli zuccheri aggiunti sono assolutamente non necessari nell nostra dieta e sono strettamente collegati all’obesità e al diabete di tipo 2, e alle carie», ha dichiarato il Professor Graham MacGregor, Direttore di Action on Sugar. «Chiediamo al Segretario di Stato per la Salute, MP Jeremy Hunt, di fissare dei traguardi per la riduzione degli zuccheri, adesso e di iniziare con queste bevande zuccherate. Sostituire lo zucchero con i giustificanti non è la soluzione: dobbiamo ridurre la dolcificazione generale così il gusto delle persone si può rimodellare con l’avere meno bevande dolci». Nella nota si ricorda anche come un approccio simile verso la riduzione dell’assunzione di zucchero, ha permesso la riduzione del 15% del consumo di sale negli alimenti negli ultimi 10 anni, «salvando 9000 vite all’anno e risparmiando alla sanità un bilione e mezzo all’anno».

 

 

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