sabato, Maggio 15

Gubbio e la cappella riscoperta field_506ffb1d3dbe2

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Gubbio Madonna del Ponte

A Gubbio, in provincia di Perugia, e precisamente nell’area periferica di Madonna del Ponte, in seguito ai lavori di scavo per le fondazioni della costruzione della nuova chiesa locale, sono state ritrovate antiche mura medievali relative a un’edicola dedicata alla Madre di Dio, che sono state datate al XIII secolo.

La struttura del complesso e la sua destinazione sono ancora in fase di studio da parte degli specialisti, ma la costruzione presenta anche materiale lapideo di recupero risalente ad età romana, inglobato nella muratura medievale, secondo una caratteristica che riscontriamo in tutta Italia soprattutto nel Medioevo quando la carenza di materiale in pietra da costruzione imponeva di trovare soluzioni spesso legate al reimpiego, per lo più di conci o lastre già lavorate a questo scopo e di epoche precedenti.

È noto un affresco raffigurante una Madonna con Bambino, strappato a massello e ora trasportato nell’abside dell’attuale piccola chiesa della frazione periferica di Gubbio, che sarebbe da ascrivere a questa antica cappellina medievale. Nella parte più ad est dell’area scavata di recente sono emersi i resti delle pareti dell’antica cappella che erano state inglobate in murature di epoca più recente, databili forse al Settecento, poi abbattute all’inizio del Novecento e rintracciabili però nella planimetria del podere, con annessa casa colonica, presente nel catasto Bartoli e che conserva il significativo toponimo di Madonna del Ponte.

L’architetto Augusto Solano, che si occupa dei lavori di costruzione della nuova chiesa, prevede di realizzare, all’interno del nuovo campanile, una pavimentazione trasparente in vetro per rendere visibili a tutti questi resti valorizzandone la conservazione anche a scopo turistico. Tale campanile verrà eretto anche con lo scopo di unire la nuova costruzione di 1700 metri quadrati comprendente la chiesa, gli appartamenti per il parroco e per i pellegrini, aule per il catechismo, sale plurifunzionali, un parcheggio e un parco per i bambini, con quella più antica appena ritrovata. La prima pietra del nuovo complesso è stata posata nel settembre scorso alla presenza del vescovo Mario Ceccobelli: ma per ora di tutto il progetto vi è soltanto una croce, anche se probabilmente i lavori saranno completati prima dei due anni previsti nel programma.

La scoperta delle mura medievali è un evento importante per ricostruire sul territorio umbro da parte degli storici dell’arte la storia della città eugubina e gli eventi connessi a questa fase. Nel corso del Medioevo infatti Gubbio divenne un comune popoloso e fiorente, nonostante le lotte tra fazioni interne e la partecipazione alle guerre tra Papato e Impero, tanto che riuscì ad estendere la sua giurisdizione su un vasto territorio della regione. Nel XIII secolo prevalse la parte guelfa e l’importanza del Comune si conferma con la presenza di podestà e capitani del popolo eugubini in molte città della Toscana e dell’Umbria della stessa parte politica. Dopo una fase di conflitti con Perugia, la città si volse verso la regione marchigiana dove fondò anche la colonia di Pergola, poi dal 1384, per svincolarsi dall’egemonia del Papato, si diede in signoria ai Montefeltro e da allora la sua storia si confonde con quella del ducato di Urbino.

La città è ricca di testimonianze archeologiche romane e conserva il suo assetto medievale nei vari palazzi, come ad esempio quello dei Consoli, del Pretorio e del Bargello, nella cattedrale e in altre chiese. La responsabile di zona per la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, Luana Cenciaioli, si è interessata di questa struttura medievale riemersa dagli scavi.

Come avete scoperto questi resti di mura?

La comunità di Gubbio sta costruendo una chiesa in località Madonna del Ponte. Essa aveva una chiesa non molto grande, quindi ne voleva fare una più moderna e adatta agli usi della comunità e ha presentato un progetto firmato dall’architetto Solano. Facendo i lavori di sistemazione del terreno per le fondazioni, sono venute fuori queste strutture.

 

Come è formata e di quale complesso faceva parte questa antica struttura medievale?

Questo lo stiamo ancora studiando, però molto probabilmente faceva parte di una piccola edicola, non di una chiesa, ma di una edicola come quelle che si trovano in campagna dedicate a qualche santo, o comunque qualcosa di questo genere.

Lo stato conservativo delle antiche mura è quasi perfetto: cosa ha permesso di conservarle così bene?

No, lo stato conservativo delle mura non è perfetto. Questo lo sfaterei come discorso, perché rimane solo un piccolo alzato di cinquanta o sessanta centimetri rispetto al piano di campagna, relativo quindi ad un ambiente piccolissimo come un’edicola di un metro per un metro o un metro e mezzo per un metro e mezzo. Questa struttura di forma rettangolare reimpiega alcuni materiali lapidei che possono essere di origine romana. Devono essere stati trovati in antico dei materiali, poi reimpiegati per costruire questa piccola edicola di cui, oltre alle fondazioni, rimane un metro circa dell’alzato e non altro.

Come siete arrivati alla loro datazione?

La datazione l’abbiamo fatta sia in base alla tessitura muraria, che presenta una struttura che sembra essere appunto medievale, sia sulla base dei materiali rinvenuti.

L’attuale affresco sopra l’abside della chiesa della frazione, che è stato strappato a massello e trasportato, proverrebbe da questa stessa area: quindi che relazione c’è fra l’affresco e le mura ritrovate? Questa costruzione era conosciuta in passato?

Questa costruzione non era conosciuta, ma vi era una casa colonica in zona che evidentemente ha inglobato anche questa piccola struttura di cui si era persa la memoria, forse perché già interrata.

L’antica struttura sarebbe costituita da pietre di recupero di origine romana. È una tecnica tipicamente umbra o è conosciuta anche altrove? Ce ne può parlare?

È conosciuta anche altrove: in Umbria è presente a Gubbio, ad Otricoli, poi ve ne sono ampie attestazioni in tutte le città che sorgono su grandi centri romani, così come in tutta Italia.

Nella parte est sono visibili mura più recenti, forse del XVIII secolo, poi abbattute all’inizio del Novecento. Questo è un segno che la struttura, inglobata in edifici più tardi, aveva continuato ad esistere? Se sì in che forma?

No, secondo me non esisteva, quando fu inglobata non si vedeva e non si conosceva.

Come mai nel tempo della struttura si sono perse le tracce?

Perché nel tempo quel che c’era prima progressivamente si ricopre. Ci sono infatti delle parti di riempimento classiche e di accrescimento degli strati nella struttura ora rinvenuta.

Del toponimo ‘Madonna del Ponte’ è rimasta traccia nella planimetria di un podere con annessa casa colonica. Era venuto in mente agli studiosi del settore che poteva esserci una struttura più antica come quella ora riscoperta?

Credo che non ci abbiano pensato. Credo proprio di no.

Come saranno preservati, una volta studiati, i resti ora scoperti?

Verranno conservati dentro la chiesa, restaurati e resi visibili addirittura all’interno del campanile.

Quale importante passo rappresenta per gli studi storici artistici di Gubbio questa scoperta?

Può contribuire a conoscere meglio, in base agli elementi riscoperti, il territorio in età medievale e post medievale, e a comprendere gli eventi storici connessi, ovvero quello che è successo in tale periodo nella zona.

 

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