venerdì, Luglio 23

Guatemala, i primi problemi del Governo Morales A poche settimane dall’insediamento Morales deve già affrontare molte, forse troppe, difficoltà

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Nel 2015 il Guatemala ha visto per la prima volta nella sua storia un Presidente in carica, Otto Pérez Molina, obbligato a dimettersi e in seguito incarcerato per frode fiscale. Un simile avvenimento, unitamente alla crisi economica e al diffuso tasso di corruzione all’interno della politica guatemalteca, ha fatto sì che tra la popolazione si espandesse un sentimento di diffidenza nei confronti dei politici. Anche forte di questi sentimenti, nelle elezioni che hanno seguito lo scandalo ad avere la meglio è stato l’unico candidato che con la politica non aveva avuto molto a che fare, se non per un mandato da Sindaco, prima di queste elezioni: il comico Jimmy Morales.

Morales non solo è partito avvantaggiato proprio grazie al fatto di essere estraneo alla politica tradizionale, ma ha anche ottenuto consensi basando tutta la sua campagna elettorale sull’antipolitica e sulla necessità di lottare contro la corruzione: “Né corrotto, né ladro” è stato uno dei suoi slogan più apprezzati. L’ex comico si è presentato alle elezioni come candidato del Partito di destra Fronte di Convergenza Nazionale (FCN) e al ballottaggio contro l’esponente socialdemocratica Sandra Torres ha vinto con il 70% dei voti.

Con l’elezione di Morales il Guatemala ha dato segno di voler cambiare rotta rispetto al passato. Il Partito di cui fa parte il neo Presidente, infatti, è di stampo nazionalista e conservatore, fondato da un gruppo di ex militari che presero parte alla guerra civile (1954-1996). Ciò si può evincere anche dal programma con cui l’ex comico è stato eletto: Morales, tra le altre cose, ha infatti sottolineato l’importanza del monitoraggio della presenza degli insegnanti nelle aule tramite un sistema GPS, la necessità di risolvere l’ormai annosa disputa territoriale col Belize e soprattutto la sua contrarietà all’aborto e ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Le due tematiche principali trattate in campagna elettorale, comunque, sono state la lotta alla corruzione e l’uscita dalla crisi economica. Per raggiungere il primo obiettivo innanzitutto il Presidente ha promesso di aumentare i fondi da destinare all’apparato giudiziario, di aumentare la trasparenza riguardante le spese del Governo e di aumentare i controlli tra le istituzioni statali. Dal punto di vista economico l’ex comico ha promesso di far aumentare il Prodotto Interno Lordo del Guatemala del 6% annuale. Per realizzare ciò il Governo prevede di investire molto sul settore edilizio, grande generatore di posti di lavoro, sul turismo, da incentivare tramite l’apertura delle frontiere e la maggiore promozione del territorio a livello mondiale (compito che sarà affidato anche alle ambasciate guatemalteche nel mondo), e sulle imprese più produttive. Indipendentemente da queste promesse, però, al momento Morales non ha delineato in modo preciso le politiche economiche che intenderà portare avanti.

Quel che era certo fin dall’inizio è che l’ambizioso programma di Morales non sarebbe stato di facile attuazione, soprattutto se si tiene conto che in Parlamento i seggi assegnati al suo Partito sono soltanto 11. Nonostante questo, però, nessuno si sarebbe immaginato che a poche settimane dall’insediamento dell’ex comico si sarebbero già verificati i primi grossi problemi.

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