sabato, Ottobre 23

Guardia costiera europea entro fine anno field_506ffb1d3dbe2

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È stata materia di discussione nell’ultima plenaria del Parlamento europeo. Adesso, dopo la votazione favorevole di mercoledì 6 luglio, a Strasburgo, il testo sulla creazione di una nuova Agenzia europea per la guardia costiera e di frontiera passa al Consiglio dell’Unione per l’approvazione definitiva. La risoluzione legislativa è stata approvata con 483 voti a favore, 181 contrari e 48 astensioni.
L’ultimo passo dell’iter sarà dunque l’adozione del documento da parte del Consiglio e la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Si ritiene che le nuove disposizioni possano essere operative da novembre prossimo. L’obiettivo principale di tale scelta è quello di fare un passo più in là rispetto alla già esistente agenzia comunitaria di frontiera Frontex, istituita nel 2004. Una forma di coordinamento, quindi, tra Europa e Stati già era presente e la nuova Agenzia si inserisce in tale quadro.

Rispetto all’emergenza migratoria, gli Stati membri spesso si sono trovati a dover intervenire esclusivamente con mezzi propri. Da qui l’esigenza di continuare a perseguire la volontà di un coordinamento su base comunitaria della gestione dei flussi, che spesso si vorrebbero arginare proprio laddove le dinamiche globali in atto non lo consentono. A seguito dell’aumento dei conflitti negli ultimi anni, specialmente in Siria e Libia, il Mediterraneo è al cuore di tali spostamenti. Un intervento in tale ambito ha sia finalità di sicurezza che umane. È infatti storia recente la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013 -una delle più gravi mai verificatesi- il naufragio cioè di una imbarcazione libica che ha provocato 366 morti accertati e circa 20 presunti dispersi. A seguito di tale evento, Frontex ha istituito la missione Triton a partire dal 1° novembre 2014, con l’obiettivo di potenziare il controllo delle frontiere. Ciò nonostante, la situazione non sembra essere migliorata di molto. Nell’aprile 2015, si sono, infatti, verificati numerosi naufragi di migranti libici, provocando più di 700 morti. Si ricorderanno le dichiarazioni in merito a ciò di Federica Mogherini, in qualità di Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la politica di Sicurezza: «Il mio dolore è che ci sono voluti altri 900 morti per far sì che l’Europa, si rendesse conto che la questione degli immigrati debba essere assunta da tutta Europa e non solo da Lampedusa, dalla Sicilia o dall’Italia». In questo scenario davvero drammatico, si è accresciuta la consapevolezza della necessità che l’Europa sia presente.

Come ha affermato in relazione alla plenaria del 6 luglio il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, «alcuni dei compiti proposti nel testo del regolamento sono nuovi, mentre altri costituiscono un ampliamento di quelli esistenti. Ciò significa che alcuni elementi possono essere implementati rapidamente, mentre altri richiedono più tempo».
Il principale compito dell’Agenzia sarà quello di intervento nel caso in cui uno Stato si trovi a dover fronteggiare un aumento della pressione migratoria o della presenza della criminalità transfrontaliera. In tal caso, su richiesta di uno Stato membro o dello stesso Consiglio europeo, si decide di agire: viene perciò concordato un piano operativo per l’invio del personale e delle attrezzature necessarie, attraverso l’interazione tra l’Agenzia e le autorità nazionali.
Un altro compito sarà quello di informare il Parlamento europeo e il Consiglio sugli interventi effettuati, attraverso delle relazioni regolari a cui potranno accedere tutti gli eurodeputati.
E ancora, sarà previsto un coordinamento tra la nuova Agenzia e le già esistenti Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA) e dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA). Tutte e tre potranno così condividere informazioni e coordinare le operazioni da effettuare. Potranno altresì sostenere le autorità nazionali nei compiti ordinari di guardia costiera, senza sostituirsi ad esse.

1.500 saranno le guardie di frontiera, cioè agenti nominati dagli Stati membri; quindi non si tratterà di un personale in capo all’agenzia, ma di quella che è stata definita ‘riserva di reazione rapida’, che si è previsto di dotare tempestivamente dell’attrezzatura necessaria. 10 giorni il tempo massimo per l’equipaggiamento del personale, in caso di approvazione di un piano operativo.
Ecco il numero di agenti fornito dai vari Stati: Austria 34, Belgio 30, Bulgaria          40, Croazia     65, Cipro         8, Repubblica ceca     20, Danimarca 29, Estonia 18, Finlandia       30, Francia 170, Ungheria 65, Italia 125, Lettonia  30, Lituania 39, Lussemburgo 8, Malta 6, Olanda 50, Polonia          100, Portogallo 47, Romania 75, Slovacchia 35, Slovenia 35, Spagna 111, Svezia 17, Norvegia 20, Islanda 2, Svizzera 16.

Rispetto a Frontex, il ruolo della nuova Agenzia europea per la guardia costiera e di frontiera sarà più significativo. Attualmente, infatti, Frontex già interviene in casi particolari per il rimpatrio dei migranti. La nuova Agenzia garantirà, infatti, che il rimpatrio dei migranti avvenga solo nel rispetto delle garanzie sui diritti fondamentali. Inoltre, a differenza di Frontex, non si occuperà del rimpatrio extra UE.
Nel nuovo scenario, è previsto altresì che uno Stato membro possa rifiutare l’intervento deciso dal Consiglio. In tal caso, tutti gli altri Stati possono reintrodurre i controlli alle frontiere interne fino a sei mesi e al massimo per tre volte. Questo meccanismo si presenta quindi non tanto come un passo in più verso la cooperazione a livello comunitario, quanto verso la possibilità di meglio delineare il confine tra azioni comuni e del singolo Stato.
Tra le novità, è previsto anche un aumento del budget dedicato a tale funzione, dai 300 milioni di euro per Frontex a 450 per la nuova Agenzia.

 

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