lunedì, Novembre 29

Gualtieri, Letta, Conte e la ‘Scommessa del 19 ottobre’ Le dimensioni (della vittoria) contano. Eccome. Per i tre leader da martedì inizia la vera impresa: governare davvero Roma e l’Italia

0

Dando per vinta, contro ogni scaramanzia, la battaglia elettorale di Roma contro Minchietti (all’anagrafe Enrico Michetti) per i tre principali leader democratici inizia da martedì la vera impresa. Governare davvero Roma e l’Italia. Roberto Gualtieri, Candidato e quasi Sindaco, già Ministro dell’Economia faticone (il che dovrebbe essere una garanzia per la Capitale, i suoi abitanti ed i suoi affezionati). Enrico Letta, Segretario del Partito Democratico cui si contrappone dall’interno il PDFN, ‘Partito dei Fatti Nostri’ (vedi ‘L’Indro 5 ottobre 2021, ‘Elezioni 2021: Enrico sta sereno (per ora)’). Giuseppe Conte alle prese con loperazione sopravvivenza del Movimento Cinque Stelle-Movimento 2050, alle cui liste salvo rare e commendevoli eccezioni non ha elettoralmente giovato neppure la straordinaria performance fisica ed empatica su e giù per l’Italia intera dell’ex Presidente del Consiglio, che ha comunque dimostrato di sapersela cavare bene con un mestiere mai neanche preventivato, quello di leader politico.

La scommessa è quella di governare davvero Roma e l’Italia. Un povero Paese che per questo sembra avviarsi a diventare anche un Paese povero. Per ora senza avere ancora la guida diretta del Governo, in un banco di prova non solo parlamentare ma di innervamento nella realtà italiana che da tempo le forze del centrosinistra, anche in senso lato, ben poco hanno. L’Armata Brancaleone romana del centrodestra senza centro è guidata proforma dall’Avvocato che continua pateticamente ad evocare le grandezze dell’epoca degli Imperatori e dei Papi. Per tre giorni, a giugno, lo si poteva pure tollerare con un certo sforzo di umana comprensione. A metà ottobre siamo a livello di patologia. Non lieve. Preso dal delirio di onnipotenza ha pure preso a paragonarsi a De Gasperi ed altri, in attesa di mettersi in testa un bicorno napoleonico per essere infine misericordiosamente prelevato da uomini in camice bianco. Stante la sua debolezza è stato affiancato dalla povera e stimabile Simonetta Matone, cui avevano perfidamente promesso un posto anche mediatico da ‘cosindaco’, costringendola poi a fare la capolista della Lega (comunque visto che siamo in ambito giurisprudenziale e giustinianeo: “Coactus tamen voluit”). Probabilmente non vede l’ora che finisca questo martirio e ci si dimentichi quanto prima, se possibile, della sciagurata avventura. Per supportare le debolezze si è aggiunta l’autocandidatura comunque accettata ad Assessore alla Cultura di Vespasiano II, così Minchietti è contento con i suoi ottimati, alias Vittorio Sgarbi. Che ha ormai da anni la irrefrenabile pulsione di parlare quasi solo di funzioni corporali e farsi intervistare mentre le espleta. (Ogni commento è superfluo). E ancora l’immarcescibile Guido Bertolaso, che come i calzoni blu sta bene con tutto. E altri due o tre in arrivo last minute a rafforzare la debolezza di Minchietti, cioè secondo logiche basiche della politica e della creazione del consenso, in realtà ad affossarlo.

In un tale panorama, e con una crescita esponenziale di consenso politico, esperienza ed empatia personale, la vittoria di Gualtieri sembra delinearsi. E delinearsi forte. Ma sarà importante, quasi decisiva, la misura di questa vittoria, lo scarto con un centrodestra senza centro che ha caricato di tutto, fascisti proattivi e violenti, antivaccinisti, complottasti, antisemiti, razzisti, antiscientsti e chi più ne ha più ne metta. Le dimensioni contano. Eccome. Chi lo nega, come noto, mente oppurePerché a partire dall’entità di questa vittoria comincerà la vera scommessa, proprio quella di governare davvero, e finalmente dopo tanti Sindaci e tanti anni, Roma. E l’Italia.

Charles De Gaulle, Presidente francese, a chi durante una parata gli urlavaA morte tutti gli imbecilli, secondo una leggenda che pare sia verità risposeVaste programme. Ecco, appunto, anche questo un ben vasto ed improbo programma da attuare, se ci riescono, a partire da martedì 19 ottobre.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->