domenica, Giugno 13

Grillo sfida Napolitano image

0

Beppe_Grillo_-_Trento_2012_04-1-960x685

L’assenza di moniti di Giorgio Napolitano nelle ultime settimane, nonostante i ripetuti scossoni politici (riforma elettorale, scandalo sanità a Benevento, minacce di crisi da ogni dove), era dettata da un preciso motivo: al Quirinale sapevano che l’attacco del M5S al Presidente della Repubblica era già pronto da settimane e il Presidente ha dunque ritardato il più possibile dichiarazioni sull’attualità politica pur di non offrire pretesti.

Evidentemente non è bastato perché oggi, durante una conferenza stampa alla Camera, il M5S, tramite il deputato Giorgio Sorial, ha sferrato un duro attacco al Presidente della Repubblica. «Napolitano ha messo una tagliola sulle opposizioni. Il “boia” sta avallando una serie di azioni per cucire la bocca all’opposizione e tagliarci la testa». I grillini si riferiscono ai tentativi da parte del governo e del Quirinale di accelerare in ogni modo la conversione in legge del decreto Imu-Bankitalia (che contiene l’abolizione della seconda rata Imu, che viene sostituita dalla “mini-rata”, le norme su Bankitalia e l’aumento degli acconti Irap e Ires).

Il decreto è stato già licenziato dal Senato e in queste ore è in votazione alla Camera con tempi contingentati perché domani scadono i sessanta giorni a disposizione del Parlamento per la conversione (ma per questioni burocratiche-amministrative, il testo dev’essere portato questa sera al massimo in firma al Presidente della Repubblica per la firma). I grillini hanno però attuato una tattica di ostruzionismo a oltranza e per questo motivo la presidente della Camera Laura Boldrini, chiaramente su input di Napolitano e Letta, starebbe pensando di ricorrere a quella norma del regolamento, nota come “tagliola” (da cui l’appellativo “boia” rivolto a Napolitano), che consente di sopprimere gli ordini del giorno presentati dall’opposizione e passare direttamente alla votazione del testo garantendo la conversione del decreto.

I grillini attaccano il presidente non solo per questo decreto ma anche per tutti quelli approvati in passato dalle Camere e controfirmati da lui che però, essendo privi di copertura, sono illegittimi e incostituzionali. Questa sarebbe la base sui poggiare giuridicamente la messa in stato di accusa di Napolitano. «Lo abbiamo detto da tempo, ci lavoriamo da tempo, non escludiamo che a breve questo atto venga formalizzato: concordiamo tutti e quindi non c’è alcun bisogno di una consultazione online» ha dichiarato il capogruppo dei senatori del M5S Maurizio Santangelo.

Unanime la solidarietà a Napolitano da parte di tutte le altre forze politiche. Duro Matteo Renzi: «E’ un atteggiamento insopportabile e una forma di stupidità, prima ancora che di violenza verbale che non ha eguali nella storia repubblicana». 

Nel frattempo continua la trattativa fra Pd e Forza Italia sulla legge elettorale. La conferenza dei capigruppo ha deciso che andrà in aula il 30 gennaio e non più domani. Renzi, dopo aver convinto la minoranza Pd a ritirare gli emendamenti pensava che la strada per la riforma sarebbe stata in discesa ma Silvio Berlusconi, nonostante gli accordi presi con il segretario del Pd, ha alzato la posta a un passo dal traguardo non ritirando gli emendamenti in Commissione Affari Costituzionali (costringendo il presidente della Commissione Francesco Paolo Sisto a fare due dichiarazioni opposte in pochi minuti).

L’entourage di Berlusconi vuole usare la riforma elettorale per logorare Renzi con un tira e molla che sancirebbe il fallimento del progetto del segretario. E l’elettorato Pd, a differenza dei berluscones, non perdona. Da qui la reazione del sindaco pubblicata su facebook oggi: «Ho chiesto ai  nostri deputati di ritirare gli emendamenti per far cadere ogni alibi sulle divisioni interne. Bene adesso tocca al parlamento. Personalmente non mi farò ingabbiare nelle stanche liturgie della politica tradizionale: le carte sono in tavola, nessuno può bluffare, se qualcuno vuol far saltare tutto, lo faccia a viso aperto e lo spieghi al Paese». Tradotto: se fai saltare il tavolo, andiamo a votare e durante la campagna elettorale sarò così spietato che ti pentirai presto di avermi preso in giro.

L’impressione è che i fini strateghi che circondano Berlusconi abbiano sottovalutato la potenza elettorale di Renzi e la sua determinazione. Non così Berlusconi che ha capito perfettamente che, in caso di elezioni verrebbe completamente “asfaltato” da Renzi e dal M5S. Senza riforma, inoltre, si voterebbe con un sistema proporzionale puro con le preferenze ma i ras delle preferenze stanno quasi tutti con Alfano. Bisognerebbe convincere la gente a scrivere Brunetta, Santanchè e Toti sulla scheda elettorale. Auguri.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->