sabato, Ottobre 16

Grillo-Istituzioni, alta tensione image

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Beppe Grillo ha incontrato i suoi parlamentari in un hotel a Roma per fare un bilancio della “guerriglia” messa in atto dal M5S in Parlamento e spronare i suoi a continuare su questa strada (l’incontro era a porte chiuse ma il discorso di Grillo era disponibile quasi in tempo reale su più agenzie).

«I partiti non sono abituati ad una vera opposizione ma noi ora vinciamo le europee e cambiamo l’Italia da lì» ha dichiarato il comico genovese che ha anche rincarato la dose nei confronti della presidente della Camera  definendola «inadeguata, impropria, miracolata. Lo sa lei, lo sanno tutti. Ha due meriti, piace a Giorgio Napolitano e ubbidisce agli ordini e, per questo regime, due medaglie così bastano e avanzano. Deve andarsene e in fretta dalla Camera».

La reazione del «regime», come la definisce Grillo, non si è fatta attendere. Laura Boldrini, intervistata dal Corriere, ha parlato di dure sanzioni («dalla lettera di censura alla sospensione per un numero tot giorni di lavoro»). Non ha fatto però riferimento a denunce in sede penale.

Anche il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha espresso dure critiche al M5S: «Ha preso una strada antidemocratica, la democrazia si basa sul rispetto delle regole. Bisogna reagire con nettezza a queste provocazioni». «Il nostro Paese deve difendere le sue istituzioni» ha aggiunto il premier, esprimendo piena solidarietà al Capo dello Stato.

Anche il Giorgio Napolitano oggi ha preferito rilasciare dichiarazioni sulla situazione politica piuttosto che vedere prolificare molteplici interpretazioni del suo pensiero: «Sono sereno per quel che riguarda la mia situazione personale, preoccupato per quello che riguarda il Parlamento», ha dichiarato mentre abbandonava la sede del Consiglio di Stato dove ha presenziato all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

La reazione delle istituzioni non modificato la strategia comunicativa dei grillini che hanno, come prevedibile, rilanciato. Il compito questa volta lo ha  assolo il deputato Manlio di Stefano che, in un suo post su Facebook, ha definito la Boldrini «una donna senza dignità che parla ad un Tg senza giornalisti» e che pertanto «non merita considerazione». «Sono zombie – ha aggiunto il grillino – che tentano di tornare in vita. Andiamo oltre». 

Inevitabilmente i bollori si placheranno nel week-end ma Grillo ha già studiato un altro modo per mantenere alta la tensione dopo la richiesta di impeachment: ha pubblicato un sondaggio sul suo blog per chiedere le dimissioni del presidente della Camera. Un’iniziativa di sicuro impatto mediatico che ha già riscontrato un buon successo con più di 50.000 voti.

Contrariamente da quanto sostenuto da quasi tutti i commentatori, Beppe Grillo ha raggiunto il suo obiettivo principale: riprendersi la scena e mettere in secondo piano Matteo Renzi e il tema delle riforme. Vedremo se saprà riempire questa scena di contenuti. 

L’altro tema che avrebbe sicuramente riempito le cronache e i retroscena se non fosse stato coperto dalle iniziative dei grillini, è il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità della riforma elettorale. L’Aula ha respinto le pregiudiziali con 377 no col voto palese e 351 col voto segreto e pertanto l’11 febbraio potrà iniziare l’esame del testo in Aula. Anche questa seduta è stata movimenta con i parlamentari della Lega e del M5S che sono usciti al momento del voto per protesta contro la gestione del testo base in Commissione Affari Costituzionali. I franchi tiratori sono stati circa una trentina ma sono stati molto meno di quanto temesse Matteo Renzi. Un successo del segretario oscurato però da Grillo. 

 

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