domenica, Giugno 20

Grillo e Pizzarotti, divorzio alla M5S field_506ffbaa4a8d4

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Arriva severa ed inaspettata l’esclusione dal Movimento 5 Stelle di Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta che coinvolge anche l’assessore alla cultura Maria Laura e alcuni membri del cda della Fondazione associata al Teatro Regio, direttamente dal blog del leader pentastellato Beppe Grillo: «Federico Pizzarotti è sospeso dal MoVimento 5 Stelle. La trasparenza è il primo dovere degli amministratori e dei portavoce del MoVimento 5 Stelle» spiega il comico genovese. «Nell’impossibilità di una valutazione approfondita ed oggettiva dei documenti e per tutelare il nome e l’onorabilità del MoVimento 5 Stelle si è proceduto alla sospensione. Non si attendono le sentenze per dare un giudizio politico» e aggiunge: «Solo ieri si è avuto notizia a mezzo stampa dell’avviso di garanzia ricevuto, ma il sindaco ne era al corrente da mesi. Nonostante la richiesta, inoltrata da ieri e a più riprese, di avere copia dell’avviso di garanzia e di tutti i documenti connessi alla vicenda per chiudere l’istruttoria avviata in ossequio al principio di trasparenza e già utilizzato in casi simili o analoghi, non è giunto alcun documento». E successivamente conclude così: «Preso atto della totale mancanza di trasparenza in corso da mesi, nell’impossibilità di una valutazione approfondita ed oggettiva dei documenti e per tutelare il nome e l’onorabilità del MoVimento 5 Stelle si è proceduto alla sospensione. Non si attendono le sentenze per dare un giudizio politico». Ma Pizzarotti non si arrende e sul suo profilo ufficiale di Facebook pubblica la foto di conversazione avvenuta per email con ‘Lo staff di Beppe Grillo‘ aggiungendo questo commento: «Mesi che Parma chiede chiarimenti, privati e anche pubblici. Totalmente ignorati. Parlate addirittura di trasparenza. E questa sarebbe trasparenza?». Nessun commento da parte degli altri componenti del Movimento 5 Stelle con il web che inevitabilmente si divide sulla questione.

Si torna a parlare della Riforma della Giustizia con l’incontro avvenuto tra i vertici dell’Associazione Nazionale Magistrati ed il Presidente del Senato Pietro Grasso: «La dialettica e la libertà di espressione sono patrimoni della nostra democrazia che dobbiamo difendere e tutelare» ha affermato il rappresentante della seconda carica dello Stato alla fine della riunione. «La riforma della giustizia  è un problema complesso. Ed è forse l’ora di metterci mano non solo attraverso leggi e il miglioramento dell’organizzazione giudiziaria ma soprattutto attraverso risorse materiali e umane di cui la giustizia ha tanto bisogno». Ed ha proseguito: «Sotto questo aspetto non possiamo che avere una comunanza di vedute e interessi con l’Anm, che ha mostrato collaborazione su questi temi con le istituzioni». Ha rilasciato qualche dichiarazione anche il presidente dell’Anm Piercamillo Davigo che rilevato negli ultimi tempi un miglioramento del rapporto tra la politica e l’apparato giudiziario. Rivolgendosi successivamente a Pietro Grasso ha dichiarato: «Al presidente del Senato abbiamo rappresentato i principali temi su cui abbiamo messo a punto le nostre proposte per cercare di fronteggiare la grave crisi che attraversa il sistema giustizia da dieci anni e che nessuno può risolvere con un colpo di bacchetta magica». Dal vertice è emerso a quanto ha affermato sempre Davigo che la prescrizione dovrebbe «cessare, se non con l’esercizio dell’ azione penale, con la sentenza di primo grado».

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