sabato, Settembre 25

Green pass: ora basta ricreazione! Matteo Salvini ha dovuto accettare il certificato verde a scuola, cosa assolutamente necessaria e ovvia, ciò non gli ha impedito e non gli impedisce di porre mille ostacoli stupidi. E' la stolidità della opposizione alle misure, che vuole a tutti i costi essere visibile

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Alla Regione Lazio sono in gramaglie perché non meglio identificati hacker hanno aggredito il sistema di controllo e gestione delle vaccinazioni, mandando il sistema in fermo, e, ovviamente, creando danni. In un momento in cui il tema vaccinazioni è caldo come non mai ed è decisivo. Perché, pensateci, se tutto si ferma di nuovo a Settembre, davvero sarà un disastro.
Non voglio immaginare che vi sia un qualche collegamento tra quegli scemi anti-vaccini e queste cose. Ma certo, non ci sono solo gliscemi‘, ci sono quelli che difendono a spada tratta, e spesso violenta, il loro presuntodirittonon solo e non tanto a non vaccinarsi, ma a non avere quelle precauzioni indispensabili per ridurre la diffusione del virus. E sono tanti, non certo solamente i ristoratori. Ma sia come sia, sono dei gruppi magari non molto numerosi, ma moltoinfluenti‘. È compito primario del Governo di svolgere tutte le indagini del caso, senza, come si suo dire, guardare in faccia a nessuno.

Comunque, è e resta un problema di elementare prudenza e senso della comunità stare pronti e vaccinati e comunque avere sempre a portata di mano la certificazione.
Francamente, come ho già scritto, il discorso sul controllo sanitario come strumento di controllo di massa delle coscienze e della politica, non mi affascina per nulla, non ci credo, mi pare assurdo, anzi, è inconcludente. Anche se fosse una sorta di prova generale per controllare in prospettiva tutti noi, Giorgia Meloni in testa, non mi sembra verosimile. Specialmente nella versione infantile di quest’ultima. Quanto al discorso di Massimo Cacciari e Giorgio Agamben, si tratta di un discorso ampio e approfondito, che non si riduce alle sciocchezzuole di cui stiamo parlando: investe la quasi totalità dei Paesi cosiddetti democratici, nell’ambito dei quali è sicuramente in corso una profonda ristrutturazione dei poteri, che potrebbe richiedere un ‘controllo’ sofisticato (sofisticato, intendo, per il tipo e il contenuto, non per gli strumenti) del pensiero corrente. Per chiarire, e di nuovo riferirmi a quanto ho già scritto, e più di una volta, mi si rizzano i capelli in testa quando sento ‘autorevoli scienziati’ (sedicenti sia autorevoli che scienziati) parlare di ‘verità’ e di ciarpame anti-scientifico. Il vero pericolo sta lì: sta nella omologazione del pensiero collettivo, nella imposizione di una sorta di conformismo dell’intelligenza, che è sicuramente in atto, anche in maniera smaccata quando si pensi ai meccanismi di controllo sulla ‘qualità’ della produzione scientifica, o ai ‘centri di eccellenza’ e roba del genere. Qui sarebbe, sì, il caso di aprire un dibattito serio.

Ma tant’è. Il fatto è, per tornare alla questione della certificazione, che di fronte all’incertezza degli eventuali danni da vaccinazione, abbiamo la certezza che se la scuola si ferma di nuovo, i danni saranno davvero incalcolabili. Pur sorvolando sul fatto, cui accennavo nei giorni scorsi, che non sappiamo nulla degli effetti a lungo termine della infezione, sintomatica o no. Conforta vedere che anche Alberto Mantovani dice una cosa analoga.
Ma colpisce anche che contro le vaccinazioni, a quanto pare, si stiano scatenando forze oscure, ma raffinate. Che, al di là delle improbabili richieste di riscatti o altro, mettono in luce una cosa molto seria, e cioè la estrema vulnerabilità del sistema informatico, per sofisticato e perfezionato che sia. E colpisce la stolidità della opposizione alle misure, che vuole a tutti i costi essere visibile.

Ieri la decisione del Consiglio dei Ministri di implementare l’uso del green pass a scuola e nei trasporti e l’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico e universitario e gli studenti universitari.
Premesso che, esattamente come avevo previsto, Matteo Salvini ha dovuto accettare il certificato verde a scuola, cosa assolutamente necessaria e ovvia, ciò non gli ha impedito e non gli impedisce di porre mille ostacoli stupidi. Per esempio, accettato l’obbligo di certificazione nelle scuole e nell’Università, ottiene di spostare l’entrata in vigore di alcune misure sui trasporti e, siamo alla comicità, la possibilità per i clienti di un albergo di andare al ristorante dell’albergo, al chiuso, senza certificazione: non si capisce se avendo certificato per prendere alloggio in albergo.
Sono battaglie incomprensibili, perché servono solo a mostrare che ci si è opposti e che qualcosa si è ottenuto. Ma, nel merito, siano o meno cose marginali, servono solo a due scopi, voluti o meno che siano: rendere il tutto infinitamente più complicato e facilitare l’aggiramento delle regole perdistrazioneo per l’eccessiva complicazione della cosa.
Una volta di più, ciò che è del tutto assente in questo ceto di politicanti oggi al potere, è il senso di responsabilità. Voglio dire che se si accetta che certe limitazioni sono necessarie, che senso ha imporre piccole differenze che non cambiano la sostanza della prescrizione, ma possono (aggiramento a parte) indurre all’idea che sono misure inutili e … ‘orwelliane’?!
Ma poi, Mario Draghi dà il colpo secco: nemmeno va in conferenza stampa e lascia annunciare ad un balbettante Ministro della Pubblica Istruzione che i docenti della scuola o hanno la certificazione o dopo cinque giorni perdono lo stipendio. Come dire, ora basta ricreazione del nostro impresentabile ceto politico!
Purtroppo questo è il ceto politico che abbiamo. Senso di responsabilità zero, competenza idem, cultura, lasciamo perdere.
Vedremo, spero di no, alla fine di Agosto se le ‘abili’ mosse dei vari Matteo Salvini e compagni avranno avuto l’effetto rilevato alla fine della scorsa estate.
Buone vacanze.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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