sabato, Dicembre 4

Green pass e vaccini: confusione e faziosità Nel mondo della comunicazione facile, delle verità semplicistiche ridotte a 160 caratteri, bisogna avere un punto di riferimento fisso e chiaro: unico

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Su questa storia dei vaccini, come dei green pass (che io preferisco chiamare passaporto verde) ormai non si riesce più a ragionare seriamente e tranquillamente. È un dato di fatto che in Italia ci sono i favorevoli e i contrari. Ma sono due partiti, anzi, esattamente come i partiti italiani, ci sono due tifoserie. Cioè persone che non si ascoltano: ognuno dice la sua. In realtà sono un po’ ingiusto: quelli che si sono vaccinati, si sono vaccinati e basta, i non vaccinati strillano e urlano.
Per di più i politicanti di mestiere, che trasferiscono spesso le loro contorsioni semantiche insensate anche alle persone normali, non possono cambiare opinione in maniera troppo visibile, per cui spesso modificano le loro sciocchezze (per lo più di ciò si tratta) per dire a metà ciò che dicevano prima e a metà ciò che diranno dopo.
C’è un dato evidente, incontrovertibile, benché demenziale: la ‘destra’ è contro i vaccini, nega la pandemia, diffonde paura. Non è vero? Forse, ma è la sensazione più diffusa: li avete sentiti parlare in questi mesi Matteo Salvini, Giorgia Meloni, ecc…? e con loro molti ‘governatori’ destrorsi. È un dato di fatto che nei territori governati dalla destra la diffusione del virus appare maggiore. È una banalità, lo so, ma la sensazione è quella. Del resto se ne trova il racconto perfino in persone insospettabili e vaccinatissime, come Reinhold Messner, che ne parla ampiamente in una bella intervista a Stefano Ardito.
Ma insomma, le ambiguità della politica sono note e starne a discutere non serve molto.
Sorprende, invece, che i toni accesi, da tifoso, si ritrovino anche in persone non solo di cultura ma dedite alla cultura. Cioè, per definizione aperte al dubbio, alla discussione, perfino alla macerazione. Forse sbaglio io, ma se io faccio delle affermazioni anche di carattere ‘scientifico’, le dico sempre al condizionale, con mille precauzioni. Almeno fino ad un certo punto.
Perciò chiariamo bene.

L’epidemia da Covid-19 c’è: se è stata creata in Cina o in USA e magari proprio dalla Pfizer, si può dubitarne, ma o lo si dimostra o si tace. Per un motivo semplicissimo: se si fanno certi discorsi, nonconfinatial dibattito scientifico, sifa politica‘, inevitabilmente: cioè si inducono altri menopreparatiacrederecose. Anche qui è banale realismo.
Ma poi c’è di più. Nel mondo della comunicazione facile, nel mondo delle falsità facili, nel mondo delle verità semplicistiche ridotte a 160 caratteri (ne parlavo ieri), bisogna avere un punto di riferimento fisso e chiaro: unico. Purtroppo troppiscienziatiparlano, e ciascuno (è umano, anche se in questi casi sarebbe meglio che non fosse così) è Narciso di sé stesso. È fatale. E quindi c’è quello che, seriamente, chiama a rapporto gli alieni, quello che vanta il ciuffo biondo, quello che vanta la sua presenza all’estero, quello che si picca di essere ‘il pessimista’, ecc.:. mi perdonerete l’uso del maschile ‘sovraesteso’, non sapendo come utilizzare lo ‘schwa’! Una babele (anche qui, niente schwa): aizzata e incrementata sia dalla politica, sia, specialmente, dai giornalisti, per lo più tali solo perché iscritti all’ordine, ma anche, e questo duole, da parte di persone di cultura o, come si dice spesso con una parola insensata, ‘intellettuali’. Ora, logica vorrebbe, che il riferimento ufficiale fosse unico, fino a prova di falso.
Faccio un esempio semplice e tipico. Il professor Massimo Cacciare scrive: «non facciamo la follia di obbligare alla vaccinazione chi non rischia nulla, cioè le categorie sotto i 12 anni. Anche l’Oms ha detto che bisogna raccogliere maggiori evidenze prima di raccomandare la vaccinazione sotto ai 12 anni» … tre righe più sotto, nello stesso giornale, si trova: «è importante vaccinare i bambini, raccomanda Fauci». Francamente: non si può giocare così, perché è un gioco: l’OMS ha detto di approfondire l’analisi (non di non vaccinare) ma quando? Fauci, oggi, dice di vaccinare.
Così, mi perdonerà il professor Cacciari, non c’è coerenza intellettuale. Che l’OMS abbia detto di approfondire, va benissimo. Fauci, evidentemente ha approfondito e forse oggi l’OMS direbbe di farlo. Così non si discute, non si ragiona: si sommano mele con susine e si confondono le idee a chi legge. Discutere della opportunità di farlo va benissimo, ma intanto si agisce, non si può aspettare che tutti siano d’accordo, che è impossibile.
Ma veniamo all’argomento tipico: l’accusa di incoerenza al Governo. Se l’obbligo di passaporto verde è universale equivale all’obbligo vaccinale, allora per coerenza si deve obbligare al vaccino. Giuridicamente non è affatto così, ma sorvoliamo. Come discorso filosofico, etico, politico va anche benissimo. Ma qui non facciamo una discussione astratta, dobbiamo ridurre il numero dei malati. Sono discorsi su due piani diversi, che non possono essere mescolati. Le terapie intensive si stanno riempiendo. È falso? Lo si dimostri. È vero? Si agisca. Ma si abbia l’onestà intellettuale di dire chiaro quale è la ‘verità’: se è quella di Monsignor Carlo Maria Viganò, secondo cui i malati non sono malati ma vengono ammazzati dai medici, lo si dica e ci si assuma la responsabilità di affermarlo, prima di chiedere ad altri di assumersi la responsabilità della vaccinazione di massa.
Lo Stato, aggiunge Cacciari, senza l’obbligo vaccinale non risponde degli eventuali danni… mi sembra una obiezione davvero poco significativa, molto avvocatesca. La sostanza del tema è combattere l’epidemia, limitare i morti. Il resto, se un resto ci sarà, si vedrà dopo se necessario. Anche perché si dimentica che chi non vaccinato infetti un altro, dovrebbe a sua volta rispondere del danno, specie tenuto conto che il danno della malattia potrebbe essere addirittura perpetuo. Quanto al fatto che questo non sia un vaccino e che lo dica il Presidente della Bayer, suvvia, siamo seri! Quanto alle violazioni della Costituzione, ho già scritto varie volte, non c’è quella di cui si parla: l’art. 32 non lascia dubbi. Ma. Ecco, qui c’è un ‘ma’, un ma grande come una casa. Anzi, due. Il primo è di ‘democrazia’, in senso un po’ superficiale, ma insomma: la stragrande maggioranza degli italiani, schiavizzati forse da Pfizer e da Draghi ma tant’è, è vaccinata e legittimamente può dire che ne ha abbastanza di essere messa a rischio da qualche non-vaccinato: non vuoi vaccinarti? tranquillo, non farlo, ma vattene a vivere sull’isola dei non vaccinati. D’altro canto, se è vero che il Governo vuole farci vaccinare, ha il dovere costituzionale (questo sì) di controllare e non di strizzare l’occhio, che so, ai ‘io apro’, che se ne fregano di controllare … non è certo la Polizia che manca in Italia, vero signora Lamorgese?
Il secondo. L’altro giorno Franco Ferrarotti, il topo dei top, se ne esce con una affermazione tanto radicale quanto radicalmente inammissibile (e incomprensibile in un ‘intellettuale’): «Quando il filosofo va a caccia del contenuto, perde la propria essenza e si trasforma in un soggetto ridicolo» e poi parla di ‘cicaleccio’ … eh no, questo proprio no. Non è solo indelicato e maleducato: non è vero, anzi, è falso. Non vorrei ritorcere la frase contro il suo autore, ma la tentazione è forte! Perchè sul fatto che in Italia da molto tempo -io ho detto già dal periodo di Craxi- la democrazia sia solo forma e niente sostanza, è un tema vero, serio, serissimo, fondamentale. Ed è un merito dei ‘filosofi’ sbeffeggiati da Ferrarotti, averlo sollevato, sbagliando, però, il momento e l’argomento. Poi si può discutere sulla rilevanza o meno del pensiero di Carl Schmitt, ma il tema c’è, c’è tutto e pesa come un macigno sulla nostra vita quotidiana e sui nostri giovani, spesso inconsci perchè sono i loro insegnanti i primi a non saperlo.


Non è il passaporto verde (osteggiato perfino da Maurizio Landini, ormai di un corporativismo davvero preoccupante) il problema, è il ceto politico, la sua incapacità di immaginare progetti, di avere una idea del futuro, anzi, di voler costruire un futuro, la sua totale insensibilità alla democrazia vera. Il problema è questo, ed è su questo che andrebbe orientato il discorso, per non scadere al livello di quello che prende a testate Selvaggia Lucarelli, o di quelli che organizzano il covid-party e … ci lasciano la pelle, compreso un bambino di pochi anni e di uno non ancora nato: a chi farà causa quel bambino? Ah già, è morto.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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