sabato, Settembre 18

Green pass e Giustizia: tutto negoziabile e negoziato, sulla pelle della gente Alla fine i partiti hanno ottenuto quello che volevano: negoziare. E Mario Draghi, sbagliando clamorosamente, ha accettato

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Green pass e riforma della Giustizia. E’ l’Italia, è, ogni giorno di più, il Paese del pressappoco, del forse, dell’imprecisione, e chi più ne ha più ne metta.
L’esempio dell’epidemia è, come al solito, emblematico.
Siamo alle prese con la coda di una infezione terribile, che ha prodotto circa centotrentamila morti (una città come Salerno, per capirci) e che ancora non giunge a termine per molti motivi, ma, una volta tanto, non per la solita disorganizzazione.
L’organizzazione c’è, e funziona. Strampalata perché ogni capataz regionale vuole dire la sua e fare la sua. Come i cani, che li vedete andare in giro a fare uno schizzetto di pipì qua e là, per segnare il territorio. Non diversamente, i capataz (ma non solo i sedicenti governatori) ognuno dei quali vuole portare un piccolo trofeo a casa: ‘vedete come sono stato bravo!, ho ottenuto questo, quello, ecc..’, in genere banalità.
Il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi, ma è del tutto falso. Il Paese, ci dicono alcuni degli attori, è diviso in due, chi è ‘aperturista‘ e chi ‘rigorista‘. Eccolo, lo vedete il trucco? Vi, ci fanno credere che si tratti quasi di un fatto ideologico, filosofico. La destra è ‘aperturista’, la sinistra è ‘rigorista’. Ma perché? Boooh.
Eppure il discorso sarebbe semplice. L’infezione non è ancora finita, anzi, il virus si modifica, diciamo che si moltiplica, e diventa sempre più pericoloso. Che si deve fare? considerando anche che un numero da non sottovalutare di cretini sono ‘no-vax’. Io, confesso, inizialmente pensavo che ‘no-vax’ fosse un detersivo o qualcosa del genere. E invece no, sono quelli che ‘sono contro i vaccini’. Perché? Non si capisce bene, ma i più dicono che non sappiamo che influsso avranno i vaccini sulle generazioni future. E perché, sappiamo gli effetti del vaccino per il morbillo o per altre cose? No, non lo sappiamo, ma qui ci sono le ‘forzepolitiche che soffiano sul fuoco. Come per la legge sull’omofobia, vi dicono che se passa i bambini a scuola verranno addestrati a indossare vestiti dell’altro sesso o non so cosa. E qui, idem, solo in modo più vago. Su quello che si deve fare (e lo sappiamo tutti benissimo) si tratta, si negozia, si inciucia.

Ma tant’è, questo, purtroppo è il nostro Paese, e questo il nostro ceto politico.
Solo che inizialmente ci avevo creduto, il Governo per un po’ ha fatto la voce forte, ha buttato fuori un po’ di persone e via dicendo. Poi, piano piano, tutto torna come prima. Cioè, tutto è negoziabile, tutto si può scrivere in modo da renderlo incomprensibile, e le predette forze litigano a sangue. Prima lo hanno fatto per chiudere i bar un’ora più tardi, ora lo fanno per indicare stranezze tipo che se entri nel bar e vai al bancone il green pass non occorre, se no, se ti siedi al tavolo, lo devi avere. Roba da barzellette.
Ma alla fine i partiti hanno ottenuto quello che volevano: negoziare. E Mario Draghi, sbagliando clamorosamente, ha accettato. Poi, forse ha capito, almeno a giudicare dalla conferenza stampa di ieri sera, nel corso della quale da un lato ha attaccato violentissimamente Matteo Salvini quando ha detto che invitare a non vaccinarsi è invitare a morire, dall’altra, il rinvio del tema dell’obbligatorietà del vaccino gli insegnanti non promette niente di buono.

E quindi siamo al caos, ma anche alla falsa coscienza. È evidente che i bambini vanno vaccinati, ed è ancora più evidente che un insegnante a scuola è come un dottore in ospedale, mette a rischio gli altri se non si vaccina. Ma i docenti strepitano, acclamando Roberto Fico che annuncia che a un parlamentare non si può chiedere il green pass (chi sa che cavolo significa, ma lasciamo perdere, non si poteva dire certificato verde?): non ci ha spiegato perché, anzi, ha detto che non ci ha pensato, però ha deciso, ne ho parlato ieri. Risultato: un guazzabuglio incomprensibile che mira solo ad una cosa, ‘fare ammuina’, come dicevano i Borbone allo scopo di poter fare il proprio comodo. Poi, se uno si infetta e muore per colpa mia, chissenefrega!

La stessa logica vale per l’omicidio di Voghera (colposo, per carità). Nessuno si pone l’unica domanda vera: se vai a spasso in strada, perché cavolo porti la pistola? Forse perchè sai che ti danno gli arresti domiciliari e Salvini corre a darti ragione.
Pensateci un istante: immaginate che se quello che girava armato fosse stato il marocchino. Avrebbe avuto gli arresti domiciliari? Manca la controprova, ma credetemi, sarebbe stato sbattuto in galera. E invece a quel tale non succede nulla e se passa la ‘riforma Cartabia’, magari il reato va pure in prescrizione.

E già, la prescrizione.
La Ministro la vuole reintrodurre. Forse non ha nemmeno tutti i torti, o meglio non avrebbe tutti i torti se avesse spiegato bene e avesse fatto un provvedimento ben fatto. Il punto è che è vero che un processo che può durare all’infinito non è un processo, ma una tortura, ed è anche vero che se non c’è la prescrizione il giudice non ha alcun interesse a fare presto, e, ovviamente, nemmeno gli avvocati.
Queste sono cose serie, molto serie, che non si possono lasciare ad un grillino sfegatato o ad un aspirante al Quirinale. L’unica cosa su cui sembra che siano tutti d’accordo, è dare addosso alla Magistratura, e in particolare al CSM.
Però, i giudici insorgono -cioè proprio quelli che dovrebbero stare zitti. Insorgono per dire checosì andranno al macero molti processi‘. Vero, verissimo e molti imputati e imputandi gongolano. Ma non ci si può nascondere dietro un dito e non vedere iltruccodietro cui si nascondono i Magistrati. Se introdotta la prescrizione i processi saltano, vuol dire che quando non c’era ve la siete presa comoda, e ora avete le spalle al muro. Che vi pare, sono troppo sospettoso?
Non lo so. Dico che non è così che si fa, non si gioca così, sulla pelle delle persone.
Si vuole reintrodurre la prescrizione? Bene, lo si faccia, ma a valere fra cinque anni. E intanto, si assumono altri giudici, cancellieri, eccetera, e si accelerano le procedure, e specialmente si tolgono dal tavolo dei giudici civili i milioni di processi che hanno, così potranno passare al penale. Sulle modalità avevo avanzato un timido suggerimento.
Ma suvvia: si vuole rendere la giustizia una cosa seria, o si vuole ‘fare politica’, come dice Matteo Renzi? cioè trattare, negoziare, dare questo in cambio di quello, per poi avere ciascuno il proprio tornaconto.
Ditemi che non è così, ve ne prego.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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