giovedì, Maggio 13

Grecia: Varoufakis scuote la UE… o no? Con Eleonora Poli (IAI) parliamo delle implicazioni della candidatura di Varoufakis al ruolo di Primo Ministro della Grecia

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Esiste il rischio, in caso di una ipotetica vittoria di Varoufakis, di un’uscita della Grecia dalla UE?

No. Prima di tutto, i Cittadini greci non vogliono uscire dall’euro e non vogliono uscire dall’Unione Europea, ma, soprattutto, non c’è interesse, da parte dei leader dell’euro-zona, a far uscire la Grecia. Questo è dovuto semplicemente ad un motivo molto cinico: se la Grecia dovesse uscire dall’euro-zona e dall’euro, tutti i creditori esteri europei non sarebbero più in grado di riacquisire il proprio capitale e perderebbero moltissimo denaro. Per questo motivo, la possibilità che la Grecia esca dall’euro-zona è veramente molto ridotta.

Quale potrebbe essere il rapporto di una Grecia di Varoufakis con l’Unione Europea?

Sicuramente sarebbe un rapporto molto conflittuale. C’è anche da dire che bisogna vedere se Varoufakis sarà in grado di vincere ma, nel caso questo dovesse accadere, sarà un rapporto conflittuale che non favorirebbe la Grecia perché andrebbe a indisporre alcuni Governi europei, in primo luogo la Germania. Detto ciò, questa è la Democrazia: se la maggioranza dei Cittadini greci dovesse votare Varoufakis, sarà una loro decisione; sicuramente non degli altri Governi Europei. Altrettanto sicuramente non faciliterà il dialogo.

Il movimento di Varoufakis, DiEM25, si presenta come un movimento europeo: quanto sostegno potrebbe effettivamente raccogliere nella UE? Potrebbe fare da argine all’attuale deriva populista?

Più che far da argine alla deriva populista, può far da argine alla deriva nazionalista: potrebbe essere una controparte a questa forte crescita dei partiti nazionalisti di Destra. Differentemente dal populismo di Destra, il populismo di Sinistra è di tipo maggiormente inclusivo, infatti il DiEM25 è un movimento che punta all’integrazione europea e, in questo senso, potrebbe essere produttivo. Detto ciò, al momento ci sono più o meno sette Paesi che hanno aderito ed è ancora un movimento embrionale. In ogni caso, DiEM25 porta avanti un’idea di politica economica che andrebbe a scardinare i principi su cui si basa attualmente l’economia nell’Unione Europea e nei singoli Paesi membri: tutte le istituzioni economiche nei vari Paesi membri si stanno progressivamente spostando verso un sistema sempre più ordoliberale con sempre meno interventi dello Stato e più azioni private.

Quali sponde potrebbe trovare, nella UE, DiEM25? Quali potrebbero essere gli atteggiamenti, da un lato, dei Socialisti Europei, dall’altro, dei gruppi euro-scettici o di Paesi critici come il Gruppo di Visegrád?

Il Gruppo di Visegrád non può sicuramente favorire il DiEM25 perché non è a favore di una maggiore integrazione: il Gruppo di Visegrád è a favore di un’Unione Europea fatta di Stati-Nazione; è favorevole al mercato unico, è favorevole alla sicurezza garantita dall’Unione Europea, però è contrario alla nascita di una grande federazione. Non c’è nessun punto di convergenza, a partire dagli orientamenti politici, dato che il Gruppo di Visegrád è orientato più verso la Destra, quando non verso l’Estrema Destra.

Per quanto riguarda i socialisti, invece, forse potrebbero trovare in DiEM25 qualche idea per ispirarsi, visto che la maggior parte dei partiti di Sinistra sono falliti: se si pensa alla Francia, alla Germania, all’Olanda o alla stessa Italia, si vede che i tradizionali partiti di Sinistra hanno perso moltissimo consenso. Una delle ragioni di questa crisi di consensi sta nel fatto che questi partiti, negli anni, si sono gradualmente spostati verso il Centro: hanno abbandonato le istanze di Sinistra più hard core, per così dire, per spostarsi verso il Centro dello spettro politico per poter essere votati anche da Cittadini che non erano di Sinistra: questo spostarsi verso il Centro, però, ha fatto in modo che quegli argomenti che erano forti nella Sinistra tradizionale siano stati persi, per poi essere recuperati dalla Destra (basti pensare che è stata Anglea Merkel, leader di un partito di Destra, a portare avanti, in Germania, politiche per l’accoglienza ai richiedenti asilo siriani; un discorso che, tradizionalmente, avrebbe dovuto essere più di Sinistra). In DiEM25 la Sinistra tradizionale potrebbe trovare una specie di ispirazione per elaborare nuove risposte ai problemi della società odierna: è stata la mancanza di risposte adeguate ai principi di oggi che ha fatto perdere legittimità alla Sinistra.

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