venerdì, Maggio 14

Grecia-Troika-Fmi, l’attesa

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Sempre e solamente Grecia. Il punto focale delle questioni economiche dell’Eurozona gira attorno al Paese ellenico. Dopo le visite istituzionali del nuovo governo Greco, che sembrerebbe non aver sortito nessun effetto positivo, la Grecia si vede negata la possibilità di avere un prestito ponte per tenerla a galla mentre il governo del premier Tsipras tenta di rinegoziare i termini di un nuovo accordo finanziario con l’Ue.

Se su una questione così delicata come il “prestito ponte” si aspetta la riunione dell’Eurogruppo fissata per l’undici febbraio, sul fronte dei debiti già contratti il Fondo monetario internazionale fa sapere che potrebbe rifinanziare il suo prestito alla Grecia, ma solo a determinate condizioni. A dirlo è il direttore esecutivo del Fmi Carlo Cottarelli che, se da un lato spiega come sia prematuro parlare di un’uscita della Grecia dalla Troika del Fmi, dall’altro ha spiegato che «ci sono margini per un rollover, però ci vuole un nuovo programma».

A parlare del rapporto tra la Grecia e la Troika, è stato anche il ministro tedesco delle finanze, Wolfgang Schaeuble,  che intervistato dall’emittente pubblica Ard, ha detto: «Certamente la Grecia deve continuare a lavorare con la Troika. Dove si incontreranno per trattare è completamente uguale. A settembre avevo proposto Parigi e si sono anche incontrati a Parigi. Ma le condizioni, gli accordi contenuti nel programma, possono essere contrattati solamente con le tre istituzioni. Altrimenti non c’è alcun programma».

Quindi, non resta altro che aspettare la riunione dell’undici febbraio per capire in che modo agirà l’Europa alle proposte della Grecia e in che modo si comporterà il governo Tsipras alle risposte che riceveranno in merito a quanto loro proporranno.

Problemi di questo tipo non sembrano averne invece gli Stati Uniti che, invece, possono guardare con soddisfazione i risultati di gennaio in merito al mercato del lavoro. A gennaio sono stati registrati 257 mila nuovi occupati. Gli occupati di dicembre e novembre sono stati rivisti al rialzo rispettivamente a 329 mila e 423 mila unità per un totale di 243 mila addetti in più. Si tratta del maggior balzo, in tre mesi, da diciassette anni a questa parte. In aumento dello 0,5% anche i salari, mentre Il tasso di disoccupazione è invece salito a gennaio al 5,7% dal 5,6% di dicembre.

Situazione diversa invece in Italia dove si aspettano le riforme per potersi risollevare. E così, se da un lato c’è il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che si dice ottimista rispetto alla volontà del governo di attuare nuove riforme, dall’altro c’è  l’executive director del Fmi, Carlo Cottarelli,  che parlando con l’ANSA che il Pil italiano «potrebbe andare anche sopra» la crescita dello 0,6% stimata dalla Commissione Ue per il 2015.

Dichiarazioni, quelle di entrambi, che consentono alle aziende italiane di guardare al presente e al futuro con maggiore ottimismo. Intanto a Firenze, il dieci febbraio, presso l’ Azimut Consulenza Sim, si terrà un convegno dal titolo “Strumenti di finanziamento innovativi e al supporto del CFO”. Tale convegno è organizzato da yourCFO Consulting Group, la prima società italiana dedicata ai CFO Services e alla finanza operativa d’impresa, e vi prenderanno parte alcuni tra i più importanti operatori nazionali e internazionali quali American Express, AON, Gruppo 24 ORE, il Gruppo Formula e la stessa Azimut che gentilmente ospita i partner yourCFO.

Un’occasione dunque per tutti gli imprenditori che sono intenzionati ad approfondire tutte quelle tematiche di gestione delle attività finanziarie di un’azienda.

Avrà altro a cui pensare invece l’Alitalia. E’ notizia di oggi infatti che la Commissione europea ha chiuso definitivamente l’inchiesta aperta sulla partecipazione di Poste nell’aumento di capitale di Alitalia, avviata nell’ottobre 2013 nel quadro dell’applicazione delle regole sugli aiuti di Stato. L’indagine dell’Antitrust europeo ha infatti stabilito che Poste, sottoscrivendo l’aumento per 75 milioni, si è comportata come un investitore privato.

Una notizia positiva per gli italiani giunge invece dal Ministero dello Sviluppo Economico. Secondo il Mise “grazie al “taglia-bollette” contenuto nel Decreto Competitività e agli altri provvedimenti attuati, imprese e famiglie spenderanno nel corso del 2015 molto meno. Nel dettaglio, per le imprese il minore esborso determinato dal “taglia bollette” ammonterà a 910 milioni mentre per le famiglie sarà pari a 313 milioni. Le ulteriori misure varate impatteranno positivamente per 771 milioni sulle aziende e per 694 milioni sui consumatori.

Entusiasta di tali dati è anche il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, che ha detto: «Sono numeri molto positivi: i provvedimenti attuati per incidere sui costi energetici delle imprese insieme ai segnali molto incoraggianti che arrivano dagli investimenti in nuovi macchinari rappresentano un’ulteriore prova che le scelte del governo per aumentare la competitività delle imprese vanno nella giusta direzione».

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