martedì, Aprile 13

Grecia, Stato e Chiesa: matrimonio di convenienza?

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Atene – Ogni relazione è soggetta a cambiamenti e deve essere in linea con le necessità della società del tempo. Allo stesso modo, secondo una parte considerevole della società greca, la relazione tra la Chiesa greca e lo Stato non può più essere un’eccezione.

La Chiesa greco-ortodossa si è recentemente assicurata un’esenzione dai controlli sul capitale, al contrario dei cittadini greci e delle imprese. La Chiesa ha insistito sul fatto che la misura verrà applicata esclusivamente alle istituzioni e non ai membri del clero, soggetti alle stesse restrizioni del resto della popolazione. Il Sinodo ha dichiarato: «Il limite mensile è stato aumentato per via della difficoltà nel pagamento di indennità regolari e di emergenza a persone e famiglie bisognose di nazionalità greca e straniera». In un’altra dichiarazione, il Ministero della Finanza ha affermato che le stesse esenzioni sono state garantite alle organizzazioni internazionali e ai gruppi di beneficenza.

Al contrario della maggior parte dei cittadini greci, che hanno la possibilità di prelevare fino a 1680 euro al mese dai loro conti bancari, le diocesi hanno una disponibilità di 10.000 euro e l’arcidiocesi di Atene può prelevare fino a 20.000 euro al mese. A causa di questa esenzione, la Chiesa Greca si è messa sulla difensiva dando nuovamente avvio alla discussione sulla separazione tra Stato e Chiesa. Nonostante, secondo un sondaggio condotto da Kapa Research per il giornale della domenica ‘Vima’ lo scorso aprile, il 74.5% della società greca sia a favore di questa separazione, il governo non è intenzionato a fare il grande passo, neppure l’attuale governo di sinistra.

Lo scorso gennaio il governo greco ha prestato giuramento per la prima volta. Tuttavia il primo ministro Alexis Tsipras, prima dell’inaugurazione, ha fatto visita all’arcivescovo Ieronymos affermando: «Vengo per accogliere la vostra volontà. Le relazioni tra Stato e Chiesa saranno più solide rispetto al passato».

Nikos Alivizatos, professore di Diritto Costituzionale all’università di Atene, ricorda che tale questione complessa era inserita anche nell’agenda dei governi precedenti: “La separazione tra Chiesa e Stato è stata posta per la prima volta alla dichiarazione inaugurale del Pasok del 1974, Andreas Papandreou era parecchio entusiasta di questa separazione, anche se ogni qual volta che è salito in carica non è stato disposto ad assumersi il rischio”.

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