sabato, Luglio 24

Grecia, pubblica amministrazione indipendente?

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Atene – Quasi un mese fa, il Segretario Generale per le entrate pubbliche Katerina Savvaidou è stata allontanata dalle sue funzioni dopo una decisione unanime del gabinetto greco: l’accusa è stata di violazione del dovere.

Il predecessore della Savvaidou, Haris Theoharis ha abbandonato nel giugno 2014 con un intervento da parte del governo per essere stato troppo aggressivo nella caccia agli evasori e non solo, anche se ha dichiarato che avrebbe lasciato per ‘motivi personali’. (Negli anni in cui ha guidato la modernizzazione dell’agenzia delle Entrate ellenica, si è ritrovato un bilancio con 40 miliardi di rosso, e due terzi dei debiti non più esigibili. E ha cambiato la maggioranza degli ispettori, per mettere un freno alla corruzione, ndr).

Entrambi sono stati assunti per una posizione creata su richiesta dei creditori internazionali del Paese, della troika formata da Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea (UE-FMI-BCE), in quello che doveva essere un mandato di cinque anni, isolato da pressioni politiche. Theoharis ha lasciato senza troppe spiegazioni, anche se dopo ha dato la colpa a ‘pressioni politiche’, mentre c’è ancora una grande confusione attorno alla partenza della Savvaidou. Savvaidou che ha negato ogni accusa e ha rifiutato di dimettersi dopo l’insistenza del ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos. E’ stata accusata da un procuratore greco di violazione del dovere di estendere la riscossione delle imposte di circa un anno sui ricavi ottenuti con le pubblicità televisive. La Savvaidou ha detto che le relazioni erano infondate e che non c’è stato alcun problema di legalità che avrebbe portato alle sue dimissioni.

Ci sono seri dubbi all’interno dell’UE sul fatto che il governo di Alexis Tsipras sia determinato nel procedere con uno degli impegni fondamentali che devono essere realizzati: la depoliticizzazione della pubblica amministrazione. Quanto è indipendente è la pubblica amministrazione greca? Lo abbiamo chiesto a Charalabos Koutalakis, professore associato in scienza dell’amministrazione presso l’Università di Atene.

“La depoliticizzazione della pubblica amministrazione ha principalmente a che fare con la questione a livelli superiori, ma così come con la neutralità e l’imparzialità nella selezione del personale”, dice il professore. “Fino a poco tempo fa, la depoliticizzazione dell’amministrazione pubblica non occupava una parte del dibattito pubblico, dal momento che ci sono stati cambiamenti significativi nella selezione del personale, con l’introduzione del Consiglio supremo per la selezione del personale (ASEP) a partire dalla metà degli anni Novanta, anche se la selezione delle posizioni del personale superiore ha sempre richiesto una decisione politica. A livello internazionale, ci sono due sistemi della pubblica amministrazione: uno che garantisce la piena depoliticizzazione e un altro che permette alla leadership politica di fare certe scelte. Insieme ai segretari generali, come la sig.ra Svvaidou, ci sono altre posizioni molto importanti come l’Amministratore delle Organizzazioni”.

Perché lo Stato greco non vuole un’autorità fiscale indipendente?

C’è stata una lunga discussione per quanto riguarda la questione, dal momento che le entrate dello Stato ultimamente sono il punto più cruciale in Grecia. La capacità di raccolta di denaro da parte dello Stato senza servire interessi viene costantemente testata negli ultimi anni, è per questo che abbiamo avuto due licenziamenti negli ultimi due anni delle figure del Segretario Generale per le entrate pubbliche. Questa è una situazione dal doppio volto, come le monete. Il sistema politico greco permette al governo di intervenire molto nella selezione del personale, impedendo il funzionamento indipendente delle autorità, cosa che considero molto importante. Dall’altra parte, le cosiddette autorità indipendenti sono così indipendenti talvolta che può essere molto difficile cambiare. Nella Segreteria delle entrate devono essere garantite l’indipendenza e l’imparzialità, insieme con la capacità della persona selezionata di raccogliere le entrate. Gli ultimi due segretari generali erano abbastanza specializzati. Temo che se scomparirà la leva della specializzazione, allora il grado di neutralità e indipendenza potrebbero essere messi in discussione.

 

“Le procedure non discriminatorie per la selezione di posizioni chiave e la stabilità nella pubblica amministrazione avrebbero dovuto essere attuate già negli ultimi 30 anni, a prescindere dagli obblighi del Paese che sono emersi dai protocolli”, ammonisce Koutalakis. Ma si sa, nella politica mai intervenire in anticipo…

Traduzione di Daniele Petroselli

 

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