mercoledì, Settembre 22

Grecia, pace dopo le elezioni?

0

La Grecia potrà riposare dopo le elezioni segnate dalla vittoria di un partito anti-austerity? Quali saranno le principali sfide per il nuovo governo greco? Quali potranno essere le reazioni delle istituzioni europee? Quale potrà essere il ruolo dei media?

I movimenti per ‘il consumo interno’, stanno facendo una maratona di incontri con la maggior parte delle istituzioni e i politici europei in un periodo molto breve, approcciando nuovi codici stilistici, dialogando con la Russia e conducendo alcune inversioni di pensiero, queste sono state le prime impressioni del nuovo governo greco eletto. Ma ciò che cosa potrà significare?

Un accademico, due giornalisti e un amministratore delegato di una società di consulenza si sono incontrati presso l’Istituto locale delle Relazioni Internazionali per discutere delle grandi sfide post-elezioni. Harry Papasotiriou, direttore dell’Istituto di Relazioni Internazionali, Wolfango Piccoli direttore del Teneo Intelligence di Londra, Giannis Palaiologos, giornalista del Kathimerimi e Michael Martens, corrispondente da Istanbul del Frankfurter Allgemeine Zeitung, si sono confrontati per rispondere pubblicamente a delle domande riguardo la situazione greca, mentre Dimitris Keridis, assistente professore di politica internazionale presso l’Università Panteion, ha coordinato la discussione.

La vittoria di Syriza è stata considerata una svolta radicale. Può la vittoria di un partito anti-austerity, in un solo Paese, smuovere le dinamiche politiche ed economiche in tutta l’Europa?

Michael Martens si è dichiarato piuttosto scettico:  “La maggior parte dei media europei hanno presentato Tsipras come una persona che potrebbe portare cambiamenti radicali in tutta l’Europa, soprattutto in Spagna. Direi che la parte più facile è stata quella di vincere le elezioni; il difficile sarà uscire fuori dalla crisi. Forse, i prossimi mesi potranno essere la testimonianza che la vittoria di un partito anti-austerity, in un solo Stato membro, non riuscirà ad incidere su tutta l’Europa e sulla crisi. Inoltre, la visione che oggi le persone, in Grecia e negli altri Paesi, hanno di Syriza tra 6 mesi potrà cambiare perché forse i mutamenti non saranno così radicali “.

Wolfango Piccoli, ha cercato di fare chiarezza:  “In Portogallo non abbiamo assistito ancora alla nascita di un partito anti-austerità. Con questo non voglio neanche dire che Syriza ha analogie con il movimento 5 stelle in Italia: il movimento 5 stelle è sì un partito anti-austerity ma è anche un partito anti-immigrazione. Per quanto riguarda Podemos, il partito spagnolo creato dagli accademici spagnoli, credo che stia guardando con attenzione come la Grecia stia svolgendo le trattative. Dobbiamo sottolineare che Podemos è rimasto molto deluso dalla collaborazione di Syriza con i Greci Indipendenti, in quanto Podemos è considerato come il partito di sinistra per eccellenza in Europa “.

Quali sono le principali sfide per il nuovo governo greco?  Come farà il nuovo governo a non fare gli errori del suo predecessore? Quale sarà il coinvolgimento della Troika? E’ necessaria una coordinazione tra i tempi e le idee”, ha risposto Martens. E Piccoli ha sottolineato:  “La domanda da porsi è se questo governo farà in modo da far funzionare le cose, soprattutto con i privati, una questione che manca dal dibattito”.

Quale potrà essere lo scenario per la Grecia e l’Europa? Secondo Giannis Palaiologos:  “Lo scenario positivo potrà essere l’avvio delle nuove riforme, i compromessi con le istituzioni europee, e soprattutto meno programmi di austerità. Lo scenario negativo potrebbe essere il cosiddetto Grexit, l’uscita della Grecia dall’Eurozona, che però rimane una cosa altamente impensabile, che causerebbe una miseria indicibile alla Grecia, devastando le sue istituzioni e la politica, provocando un grave colpo all’Europa. In Grecia, i politici si sono comportati per anni allo stesso modo. Tsipras vuole essere originale e fare ciò che ha promesso durante le elezioni. Anche se, quello che ha promesso è impraticabile “.

Quale saranno le possibili mosse della BCE? Secondo Piccoli, la BCE (La Banca Centrale Europea) potrebbe scegliere varie strade:  “Quella facile sarebbe adottare i T-bills, dove non ci sono regole fisse e la BCE può decidere indisturbata. Quella più complicata sarebbe: guardare alle obbligazioni emesse dalle banche greche e garantite dallo Stato, chiamate tecnicamente pilastro 2 e 3. La BCE, dal primo marzo, non accetterà le obbligazioni fantasma (tralasciando 25 milioni di obbligazioni). La situazione potrebbe cambiare? Si tratta di una sfida. Come può la BCE accettare le obbligazioni greche senza un programma? Potrebbe ma, tutto ciò è a discrezione della BCE “.

Quali potrebbero essere i suggerimenti per gli investitori stranieri? “La crescita in questo momento, non è un grosso problema per l’investitore medio. Penserei ad altri problemi più importanti: lo stato di diritto, l’ambiente lavorativo, la stabilità. Consiglio sul piano finanziario agli investitori esteri di investire in Grecia? Direi che se si è un certo tipo di investitori e ci si può permettere questi tipi di debiti allora è possibile investire nei titoli greci ma mi raccomando state lontani dalle banche greche», ha detto Piccoli, sottolineando che: «La BCE non  potrà digerire obbligazioni in modo perpetuo. Penso che la Grecia avrà i T-Bills in giugno, ma poi avrà bisogno di un nuovo contratto». «Il governo greco opterà per i T-bills e cercherà di coprire il resto con la lotta all’evasione fiscale”, ha dichiarato Palaiologos.

Quale sarà l’orientamento del governo greco per quanto riguarda la politica estera? Come giudica questo flirt con la Russia? Fondamentalmente la Grecia non può cambiare il suo orientamento”, ha detto Harry Papasotiriou, “La spettacolare e non fondamentale mossa del ministro degli Esteri Nikos Kotzias a favore della Russia, è stata solo una azione effimera”, ha continuato.

Quale è il ruolo dei media in tutta questa nuova situazione? Si comportano correttamente o cadono nella trappola delle istituzioni europee? “Vorrei suggerire ai media: fate il vostro lavoro e non cambiate titolo ogni minuto cercando di accaparrarvi per primi una notizia. Anche il Financial Times o Bloomberg commettono errori, non dobbiamo dare la colpa solo alla stampa greca”, ha concluso Piccoli. “Purtroppo i media greci hanno pochi corrispondenti a Bruxelles in più, la maggior parte dei media non sono ottimisti e non lo nascondono”, ha risposto Palaiologos.

 

Traduzione di Marzia Quitadamo

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->