venerdì, Settembre 17

Grecia: nuovo disegno di legge antirazzista

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“L’uguaglianza sarà anche un diritto, ma non c’è potere sulla Terra che lo possa trasformare in un dato di fatto”.

Honoré de Balzac 

Il mese scorso, dopo un mese di tentennamenti, il parlamento greco ha adottato una nuovo provvedimento antirazzismo per allinearsi alla legislazione europea.
Questa legge introduce davvero cambiamenti significativi, o è antirazzista solo di nome?

All’inizio di settembre, nello Stato americano dell’Iowa è stato celebrato un matrimonio decisamente fuori dall’ordinario, tra due persone che hanno ufficializzato la loro unione dopo 72 anni di fidanzamento. Gli sposi sono due donne, Vivian Boyack e Nonie Dubes, che stanno insieme fin dal 1942. Nel 2009, una sentenza del tribunale ha dichiarato legali le unioni tra individui dello stesso sesso nello Stato dell’Iowa.

La possibilità di unirsi in matrimonio resta invece un sogno per le coppie omosessuali greche, comprese quelle che hanno sottoscritto un contratto di coabitazione. Perlomeno, questo è ciò che fa presagire la recente adozione della cosiddetta legge antirazzismo, tre mesi dopo la sua presentazione al parlamento greco. Le organizzazioni per i diritti umani sostengono che la legge sarà un fallimento e dovrà affrontare un’epidemia nazionale di violenza razzista e omofobica.

La legge inasprirà le sanzioni per l’incitamento all’odio, alla discriminazione e agli atti di violenza, e renderà illegale il negazionismo dei genocidi, dei crimini di guerra e di quelli contro l’umanità.

In Grecia ci sono due categorie di persone che sono particolarmente colpite dalla xenofobia e dai pregiudizi, specie di recente, a causa della crisi finanziaria e la fallimentare politica messa in atto dal Governo in materia di immigrazione: sono gli stranieri e gli omosessuali.

Nel paese ellenico, settembre è considerato il mese della lotta al fascismo. Nel corso del mese ci sono diverse manifestazioni dedicate alla memoria di  Pavlosl Fyssas, un rapper e attivista antifascista assassinato il 18 settembre 2013 da George Roupakias, membro del partito fascista greco Alba Dorata.

Lo scorso settembre, le organizzazioni gay hanno indetto una manifestazione per protestare contro il rifiuto del Governo (più specificamente, dell’ala conservatrice) di estendere alle coppie dello stesso sesso i diritti civili, compresi i diritti per gli individui conviventi.

Una coppia gay è stata aggredita mentre si trovava su una panchina nella piazza principale di Atene. Come riportato nei verbali, pare che un gruppo non indentificato abbia aggredito uno dei due uomini, e versato della candeggina sul secondo.

Anche se è una voce isolata, un esponente della coalizione ha equiparato l’omosessualità alla pedofilia e alle pratiche sessuali con gli animali.  «In Olanda ci sono partiti che ammettono la pedofilia; cosa abbiamo intenzione di fare, adottarla anche noi?» ha chiesto  Anastasios Nerantzis, un membro del Parlamento del neonato partito Nuova Democrazia, mentre nell’Aula infuriava il dibattito.

«Esistono anche bordelli dove viene praticata la bestialità; che intendiamo fare, consentirla anche qui? Fin dal terzo secolo a.C. il matrimonio è stato definito solo come l’unione tra uomo e donna» ha inveito «Di conseguenza, in Grecia non c’è posto per le unioni civili».

Anche  Haralambos Anastasiou, il Ministro della Giustizia, è contro le unioni civili; il guardasigilli ha infatti respinto l’emendamento dei partiti  PASOK, SYRIZA e Dimokratiti Aristera, dichiarando che la materia in oggetto fa parte del Diritto di Famiglia e deve quindi essere adeguatamente studiata prima che si possa intervenire su di essa.

Alcuni gruppi che tutelano i diritti degli omosessuali sono contrari alla nuova legge antirazzista. Colour Youth è un gruppo che raccoglie sia LGBT (Lesbiche/Gay/Bisessuali/Transgender) sia eterosesessuali al di sotto dei 30 anni.

George-Kostantinos Charonis, amministratore di Colour Youth, sostiene che il disegno di legge antirazzista sia “…Un passo in avanti verso la protezione dei diritti degli omosessuali. Esso introduce dei cambiamenti in una legislazione antiquata, come la definizione di incitamento alla violenza e all’odio, nonché quella di “identità di genere”. Ciononostante, la bozza non è altrettanto valida per quanto riguarda la protezione delle vittime di aggressioni omofobiche, un fenomeno in aumento negli ultimi mesi.

L’ente internazionale Network Recording Incidents of Racist Violence ha documentato 23 aggressioni nel 2013, mentre negli ultimi mesi Colour Youth (membro del Network)  ne ha riportate 3-4 al mese.

Alcuni politici ed esponenti della Chiesa si arrendono alla retorica dell’odio contro le persone omosessuali. Fortunatamente sono un’eccezione nella società greca, sempre più tollerante e a favore del movimento gay” ha dichiarato Charonis a ‘L’indro’.  “Il disegno di legge antirazzista è un buon inizio. C’è comunque una mancanza di volontà politica, evidenziata dall’esclusione delle coppie omosessuali dal diritto di firmare contratti di convivenza”.

Nassim Lomani, responsabile della comunicazione del Network of Social Protection of Refugees and Immigrants – un’associazione che si prefigge di informare la società sui problemi degli immigrati e dei rifugiati in Grecia e di difenderne i diritti – ha parlato con ‘L’indro’ delle aspettative di questi gruppi nei confronti della nuova legge.

“Il voto sul disegno di legge antirazzista è un fatto positivo, ma c’è ancora molto da fare. La legge non prevede misure che incoraggino la denuncia di atti di violenza, né che assicurino un intervento appropriato da parte della polizia e della magistratura per combattere i crimini d’odio. Le vittime non sporgono denuncia per paura o per mancanza di documenti ufficiali. Bisogna inoltre considerare che il 50% delle violenze è opera delle forze dell’ordine (militari, agenti di polizia ecc.)”.

Lomani individua poi un altro problema nel fatto che gli episodi di violenza documentati sono molto pochi, mentre la xenofobia è parte della vita quotidiana degli immigrati. “Anche se viene fatta la denuncia, il razzismo non è riconosciuto come causa dell’aggressione, o se lo è, viene associato ad altri crimini. Il razzismo in Grecia non è dovuto alla crisi. È l’esistenza del razzismo stesso a livello istituzionale che lo fa crescere e prosperare a livello sociale”.

Non sono soltanto le forze dell’ordine a dover essere biasimate per gli atteggiamenti razzisti o le relazioni con Alba Dorata. Lo scorso inverno Panagiotis Baltakos, ex segretario generale della Coalizione, è stato sospeso per i suoi legami con il partito fascista greco. 

La prima versione della legge non era del tutto a posto. Il Governo ne ha rimandato il voto per trovare un punto di equilibrio conveniente, ma anche se la sua promulgazione è un positivo passo in avanti il problema vero, cioè la violenza, non viene affrontato. Dopo tutto, quanti mai saranno i negazionisti?” chiede Nassim al termine della nostra conversazione.

In conclusione, la nuova legge è un fatto positivo, che consente alla Grecia di allinearsi con la legislazione europea. Dal momento che l’ultima legge in materia risale al 1979, quando la società greca era completamente differente, la nuova legge consente l’introduzione di alcuni cambiamenti significativi. Tuttavia essa non combatte il problema principale, ossia la crescente violenza omofobica e razzista, e non protegge i diritti di una società – come quella greca – in costante cambiamento.

 

Traduzione di Marta Abate

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